LONDRA — Annullato un seminario a Cambridge per i funzionari del famigerato Ufficio di Pubblica Sicurezza cinese. Ai relatori sarebbe stato impedito di sollevare questioni relative ai diritti umani.

Al professor Anthony Glees, direttore del Centro per gli Studi sulla Sicurezza e sull’Intelligence presso la Buckingham University, era stato detto dall’organizzatore del seminario di non parlare durante il suo discorso di Tibet o spionaggio informatico, in modo da non «mettere in imbarazzo» i delegati.

Ha detto che il seminario è stato cancellato perché la posizione degli organizzatori era «eticamente indifendibile».
I 24 funzionari del Ministero della Pubblica Sicurezza dovevano incontrarsi il 12-14 agosto alla Trinity Hall, Cambridge, per una conferenza sulle tecnologie di intelligence nel Regno Unito, organizzata dal Centro per gli Affari e l’Etica del Settore pubblico (Cbpse) con sede a Cambridge, che non è affiliata con la Cambridge University.

In risposta ad una e-mail pubblicata su tibettruth.com, un network no-profit, il Cbpse ha scritto che non stavano ospitando i delegati e che «alla delegazione di agenti della polizia cinese sono stati concessi i visti britannici per studiare il modo in cui la polizia del Regno Unito gestisce i diritti dei cittadini».

Il Centro ha inoltre scritto che durante la loro visita di venti giorni, la delegazione ha programmato delle riunioni con altre organizzazioni britanniche.

La dottoressa Rosamund Thomas, direttrice del Cbpse e organizzatrice del seminario, ha scritto una lettera pubblicata nel The Sunday Times dove ha annunciato l’annullamento del seminario a causa di un articolo del Sunday rilasciato alla fine del mese di luglio.

Nell’articolo, ovvero “Britain Welcomes Chinese Spooks” [“La Gran Bretagna accoglie le spie cinesi”], gli accademici hanno espresso le loro preoccupazioni sulla mancanza di franchezza al raduno proposto per i delegati cinesi a Cambridge.

Il signor Malcolm Rifkind, presidente del Comitato di Intelligence e Sicurezza, ha detto al The Sunday Times: «C’è una differenza sostanziale nelle agenzie di intelligence e nelle questioni di questo tipo tra uno Stato autoritario e uno Stato democratico e tali questioni dovrebbero essere portate allo scoperto.

«Quindi sono certamente deluso dal fatto che questo gruppo di accademici non si senta in grado di consentire questioni che riguardino i diritti umani perché sono molto rilevanti per il ruolo dell’intelligence e della sicurezza in Cina».
La dottoressa Thomas, tuttavia, ha scritto che il Centro tratta il tema dei diritti umani da un punto di vista legale e che il Centro ha trovato le proposte di Glees come «troppo politiche».

Eppure la maggior parte dei cittadini che vivono in Cina oggi vorrebbe far apparire il tema delle violazioni dei diritti umani in un tale seminario, secondo quanto affermato da Annie Yang.

La Yang, una praticante della disciplina spirituale del Falun Gong, ha subito in prima persona delle gravi violazioni dei diritti umani. Nel 1999 l’allora capo del Partito Comunista Cinese, Jiang Zemin, temendo la popolarità del Falun Gong, ha lanciato una campagna per sradicare la pratica.

Nel marzo 2005, otto poliziotti cinesi hanno fatto irruzione in casa sua e l’hanno portata via mentre suo figlio stava assistendo alla scena. È stata condannata senza processo a due anni in un campo di lavoro, dove ha subito torture e abusi con l’intento di costringerla a rinunciare al suo credo.

Attualmente residente nel Regno Unito, la Yang ha percepito che il seminario sarebbe stata una buona occasione per sollevare la questione delle violazioni dei diritti umani di fronte alla delegazione cinese.
«Gli occidentali dovrebbero realmente contribuire a migliorare la situazione dei diritti umani in Cina. Penso che i Cinesi siano molto grati per le loro azioni», ha detto.

«L’organizzatrice è probabilmente preoccupata di turbare questa delegazione – ha affermato – spesso le persone dicono che i diritti umani sono molto importanti, ma non agiscono».

La natura etica del seminario ha causato reazioni persino oltreoceano, come nel caso di Maura Moynihan a New York, un’attivista per la causa tibetana.

La Moynihan paragona il Ministero cinese della Sicurezza alla Gestapo. Da quando i comunisti cinesi hanno occupato il Tibet nel 1949 sono morti oltre un milione di tibetani, con 100 mila torturati a morte, ha detto.
«È del tutto sconcertante come un ente di ricerca serio come il Cbpse possa estendere un’accoglienza a coloro che sono coinvolti nella tortura, nella censura e nell’oppressione», in base a un articolo anonimo pubblicato su Tibettruth.com.

Glees ha detto: «Io non sono affatto sicuro che la dottoressa Thomas sappia chi abbia invitato… Dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di star giocando con il fuoco».

Secondo il The Sunday Times, l’elenco dei delegati comprendeva l’agente Fan Ke, che lavora per il Terzo Istituto di Ricerca del ministero, nei pressi dell’Unità 61398 che recentemente è stata identificata come il luogo di lancio di attacchi informatici all’Occidente e Tian Zhenyu, collegato alla deportazione, prigionia o morte di famiglie di rifugiati nordcoreani.

Glees ha detto che la pressione mediatica ha ricoperto un certo ruolo nella cancellazione del seminario.
«Una stampa forte e indipendente, che agisce nel rispetto della legge ma libera di dire la verità, è una tutela fondamentale contro l’abuso di potere da parte di governi, individui ricchi o persone sbagliate», ha detto.
Ha aggiunto: «Quando è in gioco la sicurezza internazionale dobbiamo avere dei valori etici molto chiari. Dobbiamo ergerci e dire “no”».

The Epoch Times, 14 Agosto 2013.

English Article:
http://www.theepochtimes.com/n3/239987-seminar-in-uk-for-chinas-ministry-of-public-security-cancelled/

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