Liu Xiaobo non ritirerà il Premio Nobel per la Pace

Pechino non ha per niente gradito l’assegnazione del Nobel per la Pace al dissidente cinese. Quando manca meno di un mese dal conferimento del premio Nobel per la Pace, premio assegnato quest’anno al dissidente cinese Liu Xiaobo, appare sempre più evidente che alla cerimonia, prevista per il prossimo 10 dicembre a Oslo, il dissidente cinese non ci sarà. E ancor peggio sembra delinearsi l’ipotesi che nessuno si presenterà a ritirare il premio a suo nome. Ad assicurarsi che questa ipotesi diventi realtà ci stanno pensando in tutti i modi possibili le autorità di Pechino. Se ciò dovesse verificarsi di fatto Liu Xiaobo sarà l’unico nella storia del Premio a non aver ritirato il prestigioso riconoscimento. Un impedimento dovuto al fatto che lui è in prigione e alla moglie Liu Xia è impedito di lasciare il Paese in quanto si trova agli arresti domiciliari, come altri dissidenti cinesi, dallo scorso 8 ottobre, quando il comitato norvegese per il Nobel annunciò di aver assegnato il premio a Liu Xiaobo. Finora, tutti i premiati hanno ritirato il premio persino Lech Walesa e Sakharov che furono rappresentati dalle mogli. Anche Aung San Suu Kyi lo ritirò tramite i figli. Liu Xiaobo, un professore di letteratura, sta scontando una pena di 11 anni di carcere per incitazione alla sovversione attraverso i suoi scritti a favore della democrazia, e per aver sottoscritto il documento ‘Carta 08’ in cui si sollecitano riforme politiche. Nei giorni scorsi la moglie aveva scritto una lettera aperta circolata su Internet con cui invitava politici, uomini di cultura, esponenti delle Ong e tutti i suoi amici a recarsi ad Oslo a ricevere il premio in sua vece. Pechino però, non ha per niente gradito l’assegnazione del Nobel per la Pace al dissidente cinese e con l’avvicinarsi del giorno della cerimonia di conferimento mostra di essere sempre di più contrariata opponendosi, attraverso azioni di ogni genere, alla possibilità che il premio possa essere ritirato. Nei giorni scorsi è stato persino vietato di lasciare il Paese all’amico e legale di Liu, Mo Shaoping. Il rischio era che potesse essere lui a ritirare il premio al posto dell’amico Liu. L’unica che potrebbe ricevere il premio Nobel per la Pace per conto di Liu Xiaobo è la dissidente cinese, Dai Qing. La scrittrice, ambientalista e sostenitrice del movimento degli studenti per la democrazia del 1989 è tra gli amici di Liu a trovarsi in questi giorni al di fuori dei confini della Cina. L’intellettuale cinese si trova infatti, in Canada per una serie di conferenze. Nel frattempo Pechino ha avviato anche una serie di pressioni, più o meno formali, su diversi Paesi. A diverse ambasciate non europee presenti nella capitale norvegese ha inviato una lettera di esortazione a non partecipare alla cerimonia della consegna del Nobel. Mentre a quelle europee la Cina si è invece, limitata a chiedere di non partecipare a manifestazioni ostili e di non alimentare l’attenzione sulla cerimonia. I Paesi Ue però, parteciperanno di certo alla cerimonia di consegna del premio Nobel per la Pace al dissidente cinese. La conferma è venuta dal ministero degli Esteri francese che ha apertamente respinto l’appello della Cina a boicottare l’evento. Oltre alla Francia di certo invieranno il loro ambasciatore anche Germania, Svezia e Paesi Bassi. Tutti gli altri Paesi Ue decideranno uno a uno se partecipare o meno alla cerimonia. Quello che è certo è che la partecipazione sarà forte. Nel frattempo anche l’organizzazione per i diritti umani, Human Rights Watch, Hrw, ha assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo uno dei suoi premi. Si tratta dell’Alison Des Forges. Un riconoscimento che prende il nome dell’esperta del genocidio ruandese morta lo scorso anno in un incidente aereo. Il riconoscimentopremio è stato consegnato la scorsa settimana a New York. A ritirarlo a nome di Liu è stata Renee Xia, dell’organizzazione ‘Chinese Human Rights Defenders’.

Fonte: Libero Reporter.it, 12 novembre 2010

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