Lista di dignitari, Jiang Zemin manca all’appello

L’ordine in cui appaiono i nomi dei leader del Partito comunista cinese negli annunci ufficiali è spesso correlato alla loro rilevanza politica. Così, quando il nome di Jiang Zemin non è apparso su una recente lista dei dignitari che hanno inviato condoglianze per la morte di studiosi affiliati allo Stato, i commentatori non hanno potuto che domandarsi se vi fosse un significato più ampio.

Soprattutto quando l’accaduto giunge due giorni dopo che il Ministero degli Affari Esteri ha pubblicato sul suo sito un encomio tenuto da Jiang, durante il suo incontro con Henry Kissinger, al nuovo leader del Partito Xi Jinping e alle sue nuove audaci politiche.

(Nella foto: 14 giugno 2013: Xi Jinping, leader del Partito comunista cinese, parla durante un incontro con il primo ministro etiope Hailemariam Desalegn nella Grande Sala del Popolo di Pechino)

«Xi Jinping è un leader estremamente capace e saggio», ha detto Jiang. Ha elogiato una «decisione risoluta» di Xi per un recente giro di vite sulla sicurezza nello Xinjiang, una regione che soffre periodicamente la violenza etnica e il suo incontro «estremamente franco» con il presidente Obama in California nel mese di giugno.

A quanto pare Xi non ha restituito il favore a Jiang. Per i funerali del 23 luglio del professore Zhou Kaida dell’Università Agraria del Sichuan, Xi Jinping e Hu Jintao, l’ex capo del Partito, così come Li Keqiang e Wen Jiabao, l’attuale e l’ex premier, erano tutti presenti. Ma non Jiang, che era il leader del Partito comunista cinese prima di Hu Jintao.

Il 24 luglio, per la morte di Wang Keming, un altro accademico del Partito dell’Accademia cinese delle scienze presso la Shandong University, il nome di Jiang era anche in quella occasione introvabile.

Il tutto non sarebbe così strano se Jiang Zemin non fosse noto per dare grande valore all’importanza che gli viene attribuita negli annunci ufficiali. Il suo regno come capo del Partito dal 1989 al 2002 è stato caratterizzato da dimostrazioni regolari di magniloquenza e pubblicizzazione di eventi, tra cui un flusso costante di cerimonie di ‘iscrizione’ in cui Jiang avrebbe lasciato le sue parole di saggezza, a volte derivanti da vecchi dogmi comunisti, scarabocchiate su targhe da appendere bene in vista presso le strutture gestite dal Partito in tutta la Cina.

Jiang sarebbe anche stato apertamente nominato appena dietro a Hu Jintao durante quasi tutti i principali convegni del Partito prima del 18° Congresso del Partito, quando Xi Jinping è stato eletto come nuovo leader supremo. Quando nel 2008 si sono tenute le Olimpiadi in Cina, Jiang si è posizionato al centro della formazione della leadership, pur non avendo quella volta alcun incarico ufficiale ed essendo rimasto fuori dal potere per oltre quattro anni.
Ora, per un protocollo più ortodosso, il premier Li Keqiang viene elencato dietro Xi Jinping, essendo il secondo in carica.

L’esclusione di Jiang dalle recenti condoglianze funebri e la recente lode di Xi sono solo due dei segni più recenti che sta perdendo influenza, quasi certamente a malincuore. Anche il suo contributo al canone teorico comunista cinese chiamato le «Tre Rappresentanze» è stato lasciato fuori da un circolo ideologico del Partito centrale del 27 maggio, che ha lo scopo di rinforzare la necessità di imprimere un pensiero politico ai giovani educatori. Tutte le altre dottrine, da Karl Marx a Hu Jintao, hanno ricevuto un cenno del capo come approvazione.

Ren Baiming, analista di affari cinesi odierni e residente negli Stati Uniti, ha detto in un’intervista a New Tang Dynasty Television, emittente principalmente in lingua cinese, che «Hu Jintao e Wen Jiabao hanno formato un patto strategico con Xi Jinping e Li Keqiang. Hanno una comprensione reciproca. Questo dimostra che l’influenza di Jiang si è profondamente indebolita».

I cambiamenti possono essere fatti risalire a novembre del 2012, quando Jiang è stato elencato dietro Hu Jintao e Xi Jinping durante l’annuncio della morte del vescovo Ding Guangxun.

Poi nel gennaio del 2013 è apparso dietro la nuova linea dell’intero Comitato Permanente, che era stato determinato al 18° Congresso del Partito nel mese di novembre del 2012.

Xing Tianxing, un altro commentatore di affari del Partito, ha detto a Ntd Television che «le classifiche della leadership del Partito hanno sempre attirato l’attenzione, soprattutto perché i media portavoce del Partito sono strettamente controllati dal Dipartimento di Propaganda». Perciò, secondo quanto ha detto, ciò riflette direttamente lo stato degli affari interni del Partito, «le sue lotte interne e l’equilibrio di potere».

Al di fuori del mondo rarefatto del simbolico ordine nominativo del Partito, ci sono stati una serie di cambiamenti reali istituiti da Xi che hanno indebolito la posizione di Jiang Zemin.

Per esempio Xi ha “paracadutato” i funzionari pro-Hu Jintao in amministrazioni locali in tutta la Cina, in ciò che gli analisti ritengono sia stato un tentativo di indebolire le reti di influenza e di patronato sviluppato da Jiang Zemin in oltre un decennio di potere.

È stato rilevante il cambiamento nella struttura di comando dell’apparato di sicurezza, istituito durante l’ascesa al potere di Xi alla fine dello scorso anno. Precedentemente il Comitato agli Affari Politici e Legislativi (Plac) era sotto il controllo dei quadri direttamente fedeli a Jiang Zemin e quegli uomini erano stati inseriti nel Comitato Permanente del Politburo del Partito comunista cinese. Il Comitato Permanente è un sottoinsieme del Politburo integrale, attualmente composto da sette membri ed esercita il più grande potere in Cina.

Sotto Xi Jinping il controllo del Plac è stato sottratto da un fedelissimo di Jiang e il capo dell’apparato di sicurezza è stato declassato diventando un membro del Politburo piuttosto che del Comitato permanente, rafforzando il livello di controllo che la leadership centrale è in grado di esercitare.

Un certo numero di funzionari connessi con Jiang e la sua vasta rete di politici, tra cui Liu Tienan, l’ex direttore dell’Amministrazione Nazionale dell’Energia, Li Chuncheng, ex vice segretario del Partito della provincia del Sichuan e altri sono stati declassati alla fine dell’anno scorso e quest’anno in quelle che sono apparentemente delle inchieste sulla corruzione.

Con il contributo di Chang Chun, Ntd Television.
Matthew Robertson, The Epoch Times 30 Luglio 2013

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/210820-former-chinese-regime-leader-left-off-list-of-dignitaries/

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