L’inciampone di Obama

Il giornalista Jules Previ vi propone il seguente quesito : quali sarebbero i sentimenti, le prese di posizione e le reazioni del governo statunitense se un bel giorno i governanti cinesi decidessero di incontrare il leader indipendentista di uno dei loro stati, che so io, l’Alaska?

Evitare atteggiamenti o comportamenti che possono ferire la sensibilità della persona con quale intendiamo intrattenere relazioni, è uno dei principi cardine della millenaria cultura cinese.

Se Obama, dunque, si calasse nei panni Cinesi, eviterebbe la ridicolaggine dell’incontro con il Dalai Lama, sapendo perfettamente quanto il Governo di Pechino si opponga a qualsivoglia riconoscimento della presunta autorità tibetana.

Il Presidente americano, al contrario, affronta la questione Tibet secondo consumati clichè, ossessionato dall’idea che la Cina sia un Paese comunista e di conseguenza un nemico degli Stati Uniti. La sua miopia politica lo porta a chiudere gli occhi sul fatto che il Tibet è “ Cina” da centinaia d’anni e che la storia di quella regione, come parte integrante dello nazione cinese, ha radici ben più profonde della stessa storia americana.

Accordare al Dalai Lama una qualsiasi ragione per rivendicare la sovranità del Tibet quale paese indipendente è pura sciocchezza, frutto di una evidente ignoranza storica. A questo proposito, ben più fondate sarebbero le rivendicazioni delle tribu indiane che abitavano le praterie americane prima della sanguinosa conquista dei coloni.

Obama ignora l’evidenza: la pace e la religione sono solo una copertura ai reali propositi del Dalai Lama, sempre più impegnato politicamente a minare l’unità territoriale della Cina.

In questo modo si manda un chiarissimo messaggio a tutti i movimenti separatisti o d’opposizione: se rientrate nella sfera d’interesse americana potete tranquillamente agire anche in modo illegale. Avrete l’appoggio e l’aiuto della Casa Bianca.

Incontrando il Dalai Lama, il Presidente americano pregiudica le relazioni tra le due super potenze e svela le reali intenzioni di questa amministrazione. Tolta quella melensa maschera d’ipocrisia che gli aveva fatto dire, non più tardi di un anno fa, che primario obiettivo del suo mandato era l’apertura di una nuova stagione diplomatica tra Cina e Usa , Obama s’impone oggi come il Presidente della “ doppiezza”, dei due “ standards”, nel solco della più consolidata e becera tradizione pragmatica anglosassone.

Jules Previ

NDR: Per secoli il Tibet è stato un paese unito, libero e indipendente, come attestato da ben tre risoluzioni approvate dalle Nazioni Unite nel 1959, 1961 e 1965, sfortunatamente rimaste lettera morta. E’ un paese incomparabile, ricco di una tradizione di saggezza millenaria meravigliosamente incarnata dal XIX Dalai Lama, la cui lotta non-violenta, che è anche quella di tutto un popolo, è stata premiata nel 1989 con il Premio Nobel per la pace.

Fonte: Finanza in Chiaro, 18 febbraio 2010

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.