L’inchiesta-OMERTA’ alla “Pigna”: “Dov’è la sicurezza?” La gente non ha voglia di parlare ai microfoni

Sanremo – Le attività commerciali oltre a resistere alla crisi, devono anche resistere a questa ‘normale illegalità’, già perchè ormai si convive, è come essere malati di una malattia incurabile, la tieni e ci convivi.


Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi, così cantava Fabrizio de Andrè nella celebre ‘La città vecchia’, canzone che si adatta molto bene anche all’atmosfera della ‘Pigna’, il centro storico sanremese.

Ma non è certo di canzoni che vogliamo parlare ma del livello di sicurezza che gli abitanti di quella zona e non solo percepiscono. Di giorno è un caratteristico quartiere e antico borgo ligure, visitato da diversi turisti per via del fascino e storia che emanano quelle costruzioni ma di notte i tipici carrugi della ‘Pigna’ si trasformano in zone off limits.

Lo spaccio di sostanze stupefacenti la fa da padrone ed è gestito dai nordafricani che in quelle vie ricche di storia attendono il ‘tossico’ di turno e le cosiddette vedette stazionano in punti strategici controllando che non arrivi la polizia e passando il tempo a bere, fumare e ad urlare.

Parlando con i residenti e assicurando loro di non nominarli, perchè c’è timore per la propria incolumità, è stato raccontato che ogni sera fino a notte fonda, manipoli di nordafricani ascoltano ad alto volume musica, parlano a voce alta e se qualcuno osa dire loro qualcosa parte la ritorsione: cocci di bottiglie di birra di vetro davanti alla porta di casa o ancora peggio quando viene scambiata, la porta, per un vespasiano. Per non parlare delle minacce.

Le attività commerciali oltre a resistere alla crisi, devono anche resistere a questa ‘normale illegalità’, già perchè ormai si convive, è come essere malati di una malattia incurabile, la tieni e ci convivi. Tra abitanti e commercianti si chiede a gran voce il ritorno di un presidio delle forze dell’ordine.

Anni fa in piazza dei Dolori, in uno stabile comunale, c’era un distaccamento della polizia municipale e agli occhi dei cittadini era un punto di riferimento della presenza dello Stato. Oggi non c’è più e si deve sperare nei saltuari blitz delle forze dell’ordine.

Cambiando zona, via Martiri della Libertà un tempo quartiere dove gli italiani del sud trovavano dimora, ora è una piccola babele di lingue e culture. Negozi di cinesi vicino a quelli di romeni o maghrebini, mentre quelli degli italiani sono sempre di meno.

La crisi c’entra ma in parte: anche qui quelle attività commerciali che resistono chiedono sicurezza, per via della presenza di stranieri poco raccomandabili che albergano tutto il giorno nei bar della zona, soprattutto, nella parte bassa. Qualcuno potrebbe pensare che si stia facendo una caccia alle streghe o allo straniero: basta fare una passeggiata durante il giorno e dare un’occhiata.

Anche per questo motivo se si cammina per via Martiri è facile notare saracinesche abbassate, con cartelli in cui c’è scritto vendesi o affittasi. Un panorama desolante, la gente ha paura ad investire perchè ormai nella vulgata comune, via Martiri è una zona degradata e in ‘mano agli stranieri’. Scambiando due chiacchiere con una ragazza che abita a metà della via, confida che di sera dopo le 20 ha paura a scendere a piedi in centro. O si fa venire a prendere da un amico altrimenti chiama un taxi.

Problemi quotidiani che non avrebbero ragione d’esistere se ci fosse un maggior controllo del territorio e se le leggi vigenti fossero meno indulgenti con chi delinque. Ma puntare il dito unicamente contro le forze dell’ordine, è la classica chiacchiera da bar.

I cittadini devono essere i primi a collaborare con i carabinieri o la polizia ed evitare di aumentare illegalità diffusa, affittando ad esempio immobili ovviamente in ‘nero’, a cittadini stranieri, spesso clandestini e di passaggio in Italia.

Infine via Pietro Agosti, lì la situazione sembrerebbe essere migliore, anche se la scorsa settimana un punto scommesse, di notte, è stato rapinato da due balordi, probabilmente italiani. “Saranno stati due drogati”, dice un anziano seduto al bar che aggiunge “perché non allontanano quei vagabondi che bevono tutto il giorno dal parcheggio di fronte al mercato?”

Insomma racconti del genere ce ne sarebbero a iosa, l’unica cosa che è da fare è aumentare i controlli sul territorio e intanto ora ci affidiamo alle 24 telecamere nuove in punti ‘strategici’ della città dal punto di vista della movida e frequentazioni, come piazza Bresca (3 nuove telecamere), piazza Eroi Sanremesi, piazza Capitolo, via San Costanzo, strada Rocca, lungomare Calvino, piazza San Bernardo-corso Inglesi, via Lamarmora, Porto Vecchio e cinque telecamere nei punti di grande viabilità in entrata e uscita da Sanremo le quali sono dotate del riconoscimento delle targhe automobilistiche.

Un modo per monitorare in tempo reale, per entrambe le direttrici, il numero dei veicoli con la possibilità di riconoscimento targhe degli stessi per identificare veicoli già segnalati alle forze dell’ordine. E’ bene segnalare che il centro storico sarà controllato da 20 telecamere, un deterrente non indifferente contro gli atti illeciti. Speriamo.

di Andrea Di Blasio,Riviera 24.it,21/08/2014

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