Liberato un manifestante tibetano dopo tre anni di detenzione e lavoro forzato

È stato liberato in questi giorni il tibetano detenuto per tre anni e condannato ai lavori forzati per aver manifestato in favore dei monaci della sua città.

Tseten Gyal, di circa 28 anni, era stato arrestato nel marzo del 2012 e rinchiuso nella prigione di Qingai con l’accusa di aver distribuito volantini per chiedere la liberazione di alcuni monaci tibetani di Ba Shingtri, i quali avevano sfilato contro “le politiche cinesi e le sue regole”.

La distribuzione di tale materiale gli è valsa l’accusa di “incitamento a sollevazioni contro la Cina”, decretando il suo immediato arresto e il relativo sconto della pena nella capitale Xining.

Obbligato a svolgere lavori forzati, durante il periodo di custodia non ha potuto ricevere visite dai suoi cari perché severamente proibite dalle autorità locali, così come ogni altro contatto con il mondo esterno.

Proprio per questo motivo per il 29 marzo – giorno della sua liberazione – erano previsti grandi festeggiamenti di bentornato nella sua abitazione di Gepasumdo, nella Prefettura Autonoma Tibetana di Tsolho. Tuttavia la polizia ha nuovamente imposto severe restrizioni e negato ogni celebrazione.

Grazie alle informazioni pervenuteci da un tibetano in esilio, sappiamo per certo che Gyal è stato segretamente scortato dalla polizia al suo domicilio, ma a causa dei rigidi controlli informatici non è stato possibile ottenere una documentazione fotografica.

Diverse sono le manifestazioni che hanno visto protagonisti i tibetani nel corso negli anni e sale a 137 il numero dei monaci che si sono dati alle fiamme in opposizione alle regole imposte da Pechino.

Ciononostante la situazione non sembra riscontrare miglioramenti e l’esilio del Dalai-Lama si prefigura ancora molto lungo. È dunque fondamentale continuare a sensibilizzare l’opinione internazionale sulla questione e spingere i paesi a un’azione congiunta di advocacy nei confronti di un popolo sempre più straziato e depredato dei propri diritti.

Traduzione di Cecilia Cotogni.LRF,01/04/2015

Articolo in inglese,RFA:

 

 

 

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