L’Esquilino, la Chinatown di Roma [intervista]

L’impatto della massiccia immigrazione clandestina cinese nel vasto rione. Testimonianza del Presidente dell’Associazione dei Rioni Monti ed Esquilino, un programma per la rinascita, Nicola Tripodi, alla Laogai Research Foundation.

 

Dalle affermazioni è emerso un quadro sconvolgente, deplorevole e sotto certi aspetti drammatico. Il degrado è in continua ascesa nella Chinatown romana. Un quartiere molto vasto, dove l’immigrazione clandestina, il commercio illegale, il riciclaggio di denaro sporco, lo sfruttamento del lavoro, la droga, e la malavita trovano terreno fertile. Il silenzio del governo e dei media è a dir poco vergognoso. L’immigrazione  clandestina cinese si è radicata al tal punto nel tessuto cittadino  che questa zona è diventata di fatto, cinese. Gli affari sono gestiti dalla mafia cinese in collaborazione con la criminalità italiana. Situazioni simili più volte denunciate in altre realtà nel nostro Paese, dalla Laogai Research Foundation.

Come è potuto accadere tutto questo? Quando ha avuto inizio?

Anni fa, quando la crisi economica iniziava a farsi insostenibile per molti esercizi commerciali, i primi immigrati illegali cinesi si sono presentati ai titolari con una valigetta piena di denaro in contanti, con  il contratto di compravendita proponendo l’affare. Molti accettavano, altri si rifiutavano. Questo rifiuto rappresentava il motivo di persecuzione nei loro confronti.

Venivano ingaggiati dei falsi barboni, mendicanti che si accostavano al lato dell’ingresso tutto il giorno dove defecavano, urinavano, si ubriacavano, si sdraivano e si addormentavano. La persecuzione aveva luogo giornalmente fino a che il proprietario esausto, non cedeva. Tutto questo veniva tollerato dalle forze dell’ordine. Attualmente questa molestia continua non si verifica più in quanto sono i cinesi che dettano le regole del gioco. Di fatto hanno il dominio del rione.

Le dirò di più, stanno acquistando appartamenti per trasformarli in Bed and Breakfast.

Quante sono le attività cinesi in questa zona?

Almeno 750, ed ho notato che all’interno di questi locali l’affluenza è inesistente.

Che spiegazione da?

Questi esercizi illegali vengono utilizzati solo ed esclusivamente per i loro illeciti interessi: spaccio all’ingrosso per l’import ed export dei prodotti made in Cina, della distribuzione nel territorio italiano, riciclaggio denaro sporco e in alcuni casi, persino smercio di droga.

Tripodi, è giusto affermare che il terribile degrado dell’Equilino è lo specchio di quello che si sta attualmente verificando in altre città d’Italia, come ad esempio Prato, Firenze o Milano? Come in Europa e nel mondo? Lo sfruttamento del lavoro, il commercio di prodotti contraffatti o pericolosi, la violazione dei diritti umani, la violazione dei diritti dei lavoratori da parte della Cina…

Si. Avrà notato che i cosiddetti “dipendenti” sono spesso e volentieri dei bambini o poco più. Vengono obbligati a presenziare nell’esercizio tutto il giorno non rispettando alcun orario di chiusura e apertura che permette loro di andare a mangiare. Si cibano di qualcosa all’interno del locale dove non esistono servizi igienici. Utilizzano toilette dei bar che sono infatti  sempre occupati. Dormono a volte negli stessi locali e in altri casi in alloggi fatiscenti. 

Inoltre abbiamo acquistato dei prodotti di abbigliamento in un negozio cinese. Le analisi hanno dimostrato che erano composti anche di materiali tossici.

Tripodi ho visto transitare nella zona le forze dell’ordine. Non intervengono perché evidentemente ci sono degli enormi interessi politici ed economici dietro tutto questo di cui ne beneficiano politici e liberi professionisti. Stiamo parlando di corruzione. Conferma?

Si, lo confermo. Tutto ciò che è stato detto fino a questo momento è conosciuto ed è  stato divulgato nei quotidiani locali ma limitatamente. L’ultimo controllo allegorico è stato eseguito dalla Guardia di Finanza circa un anno e mezzo fa.

I media tacciono perché anche loro sono coinvolti negli interessi politici ed economici?

Si.

L’Associazione di cui lei è Presidente ha presentato delle mozioni alla Giunta Comunale di Roma finalizzate a contrastare questo deplorevole e immorale fenomeno?

Certamente. Nel 1999 alla giunta Rutelli e successivamente alla giunta Veltroni. Avevano promesso delle interpellanze, delle delibere a tal riguardo, ma nulla a tutt’oggi è stato fatto. Dopo aver inoltrato alla giunta Rutelli le nostre proposte sono venuto a conoscenza che lo stesso aveva stretto accordi commerciali con la Cina per la fornitura di divise.

 Che cosa sente di dire, in ultimo?

Dove sono i sindacati dei lavoratori? Il loro dovere dovrebbe essere quello di salvaguardare e tutelare i diritti di  chi viene sfruttato, fatto lavorare in condizioni disumane, in condizioni di schiavitù. Dovrebbero difendere i lavoratori italiani, salvaguardare il lavoro “made in Italy”. Il sindacalismo lavorativo non esiste più. Siamo ritornarti indietro nel tempo, hanno cancellato le molteplici lotte e le riforme ottenute da tanti lavoratori italiani del  passato. 

Intervista di Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation, 04/08/2014

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.