Legami tra aziende e Istituto Confucio: timori per l’influenza del Partito all’estero

I centri per la diffusione della lingua e cultura cinese sono finanziati soprattutto dal governo cinese. Anche le multinazionali di Pechino forniscono sponsorizzazioni o assistenza finanziaria. Libertà accademica, raccolta di dati sensibili e proprietà intellettuale: almeno 22 università americane hanno tagliato i ponti con l’istituzione.

L’Istituto Confucio è stato creato dall’Ufficio “Hanban” del ministero dell’Istruzione di Pechino, per diffondere la lingua e la cultura cinese all’estero. Secondo analisti della Jamestown Foundation, la prospettiva pro-Pechino dei programmi spesso va ben oltre le aule di centri sparsi nel mondo: i sempre più stretti rapporti tra l’Istituto ed il settore aziendale promuovono l’influenza del Partito comunista cinese al di fuori dei confini nazionali. Per gentile concessione della Jamestown Foundation. (Traduzione a cura di AsiaNews).

Lo scorso 27 settembre ricorrevano i 15 anni dall’apertura nel 2004 del primo Istituto Confucio in Corea del Sud. Oggi, oltre 500 di questi centri finanziati dal governo cinese operano in oltre 150 Paesi in tutto il mondo. Molti di questi avevano in programma di celebrare l’occasione come parte del Global Confucius Institute Day (Hanban, senza data). Dopo essersi affermati nelle università, gli Istituti Confucio (Ci) hanno anche iniziato ad espandersi oltre l’istruzione superiore. “Confucius Classrooms”, una rete di oltre 1.100 programmi affiliati nelle scuole primarie e secondarie, è l’esempio più ovvio.

Ma un altro aspetto di questo ampliamento è passato alquanto inosservato. Negli ultimi 10 anni, i Ci hanno cercato di stabilire legami sempre più stretti con il settore aziendale, offrendo vari servizi alle imprese straniere; più di recente, lavorando con un gruppo selezionato di società cinesi su iniziative congiunte da implementare nei Ci a livello globale. Questo fenomeno assume varie forme e sembra destinato ad intensificarsi, sulla base di un nuovo programma di partenariato avviato nel dicembre 2018. Sebbene in apparenza innocue e persino vantaggiose per alcune aziende ed i loro dipendenti, queste interazioni presentano una nuova serie di rischi e sfide per governi, educatori, genitori; infine quanti temono le potenziali conseguenze negative della crescente influenza del Partito comunista cinese (Pcc) nelle loro scuole, economie e sistemi politici.

I servizi degli Istituti Confucio per le imprese locali e le multinazionali

I siti web e le newsletter di numerosi Ci negli Stati Uniti e in altre parti del mondo pubblicizzano vari servizi, offerti alle imprese locali o alle multinazionali con sedi nelle vicinanze. I più comuni comprendono lezioni di comunicazione linguistica, interculturale e assistenza alla traduzione. Ma alcuni prevedono anche corsi più concreti sulla Cina contemporanea. Ad esempio, il Ci della University of Oklahoma offre una classe introduttiva ai dipendenti delle imprese locali. Essa è “progettata per fornire agli studenti una conoscenza di base sulla Cina oggi” ed include contenuti “sull’attuale panorama politico cinese” e su “come funziona l’economia locale” – argomenti in cui il pregiudizio pro-Pechino del Ci è quasi certo che si manifesti (University of Oklahoma, senza data).

Due Ci negli Stati Uniti nordoccidentali sono stati pionieri di questo tipo di divulgazione. I corsi di lingua cinese, offerti dal Ci della Portland State University (Cipsu) in Oregon ai dipendenti della Nike nel 2014, sono uno dei primi esempi di tali sforzi (Hanban, 26 febbraio 2014). Un articolo di giornale del 2012 descrive simili iniziative di collaborazione con le imprese locali da parte dell’Istituto Confucio dello Stato di Washington (Ciwa), che dichiarava: “Stiamo preparando con entusiasmo corsi di lingua cinese commerciale, legale e di comunicazione interculturale per i dipendenti Starbucks e Microsoft”[1].

Da questi esperimenti iniziali, un simile impegno con le imprese si è esteso ai Ci negli Stati Uniti e oltre, in località che vanno dal Nebraska (University of Nebraska-Lincoln Confucius Institute, senza data) all’Arkansas (University of Central Arkansas, giugno 2018), Miami (Miami Dade College Confucius Institute, senza data) a Minneapolis (University of Minnesota, senza data); nonché nel Regno Unito (University of Sheffield, senza data) e in Australia (University of Western Australia, senza data). Molti siti web dei Ci ospitano pagine e programmi specifici che pubblicizzano questi servizi. In diversi casi, le proposte universitarie per l’istituzione di nuovi Ci (University of North Carolina-Charlotte, 12 ottobre 2017) o le descrizioni generali dell’istituto (Georgia State University, senza data) citano la costruzione di rapporti con le imprese locali come un aspetto chiave del missione del centro.

Coinvolgimento aziendale nella gestione e sostegno finanziario agli Istituti Confucio

Oltre ai Ci che forniscono servizi alle imprese locali, i dirigenti e le imprese hanno assunto ruoli che supportano la gestione e la sostenibilità finanziaria degli istituti, come servire nei consigli di amministrazione dei Ci. Ad esempio, Shen Yushi, un tempo a capo della Rete dei dipendenti cinesi di Microsoft, è stato membro del consiglio di amministrazione del Ciwa nel periodo 2012-2013 (Microsoft CHIME, senza data); e l’ex vicepresidente e consigliere generale della Nike Jim Carter ha lavorato nel consiglio di amministrazione della Ci della Portland State University prima del suo pensionamento nel 2010 (Portland State University, 2010). Più di recente Donald Fan, direttore senior dell’Ufficio globale di cultura, diversità e inclusione di Walmart, dal 2014 è membro del Cda del Ci della University of Central Arkansas (Diversity MBA Magazine, senza data).

Sebbene i Ci siano finanziati principalmente dal governo cinese, anche le multinazionali hanno fornito sponsorizzazioni o assistenza finanziaria per la loro istituzione. In un recente esempio dalla Germania, Audi ha contribuito a fondare un Ci nella città di Ingolstadt, che di conseguenza è stato chiamato “Istituto Confucio Audi-Ingolstadt”. Secondo i media cinesi, questo è il primo istituto al mondo a nascere grazie al coinvestimento di una multinazionale straniera (China Daily, 24 maggio 2017). Anche le principali società cinesi hanno sostenuto finanziariamente i Ci all’estero: nel 2012, il colosso tecnologico Huawei ha fornito al Ci di Copenaghen, in Danimarca, una sponsorizzazione triennale (Hanban, 19 marzo 2012).

Questi esempi non sono casuali. Redatto dal ministero dell’Istruzione cinese, il “Piano di sviluppo dell’Istituto Confucio” 2012-2020 chiede specificamente ai Ci locali di “ampliare in modo attivo i canali di finanziamento; incoraggiare e attrarre imprese, individui ed altre forze sociali in patria e all’estero, per fornire sostegno finanziario all’Istituto Confucio”. Il piano afferma inoltre che “le imprese cinesi che vanno fuori dovrebbero agevolare la costruzione degli Istituti Confucio” (Ministero dell’Istruzione, 28 febbraio 2013).

Nuove partnership dell’Istituto Confucio con una vasta serie di aziende cinesi

Parallelamente ai Ci che espandono il proprio impegno grazie ad imprese straniere e si basano sul sostegno passato di compagnie cinesi come Huawei, negli ultimi due anni sono comparse nuove iniziative di Hanban per assistere e collaborare con aziende cinesi che operano all’estero. In un esempio del marzo 2018 che offre parallelismi con i servizi forniti a società straniere, il Ci presso l’egiziana Suez Canal University ha fornito un programma di formazione linguistica e culturale di due giorni ai dipendenti della Jushi – colosso cinese della vetroresina. Il direttore dell’Istituto, Hassan Ragab, ha dichiarato al China Daily: “Continueremo a fornire tali programmi di formazione per circa 20 aziende cinesi che operano nella Zona SC [la Zona economica del canale di Suez]” (China Daily, 3 marzo 2018).

Nel dicembre 2018, Hanban ha annunciato un programma di partnership più ampio – e potenzialmente problematico – con 17 società cinesi (Sichuan Online, 5 dicembre 2018). L’iniziativa è stata presentata alla conferenza annuale del Ci tenutasi nella provincia del Sichuan e lanciata alla presenza di Sun Chunlan, membro del Politburo del Pcc ed ex capo del Dipartimento di Lavoro del Fronte Unito (Hanban, 7 dicembre 2018). Vari siti web di governo e media cinesi forniscono i nomi di molte società partner e alcuni parametri di collaborazione. Le aziende sono una raccolta diversificata di imprese statali e private che operano nei settori della pubblicazione, dell’istruzione, dell’edilizia, delle comunicazioni e della tecnologia [2].

Le implicazioni delle partnership societarie con gli Istituti Confucio

Oltre a ricevere servizi di traduzione gratuiti o a basso costo, vi sono ovvi vantaggi per aziende e dipendenti che hanno l’opportunità di apprendere le lingua cinese e migliorare la propria comprensione della Cina. Ma il fatto che questi servizi e opportunità educative siano forniti da istituzioni sovvenzionate dal governo cinese crea il rischio che vi siano secondi fini nascosti. Il curriculum utilizzato dagli istruttori controllati da Hanban, in particolare su argomenti come il panorama politico ed economico della Cina contemporanea, è con molta probabilità altamente selettivo: omettere qualsiasi critica seria alla concentrazione del potere politico da parte di Xi Jinping; all’aumentata censura e sorveglianza dello Stato; o alla serie di gravi violazioni dei diritti umani commesse contro avvocati, attivisti del lavoro, uiguri, tibetani, cristiani, praticanti del Falun Gong e altri cittadini cinesi (National Association of Scholars, 12 luglio 2017). Tutti questi aspetti della Cina di oggi hanno conseguenze concrete per le aziende che operano nel Paese.

Più in generale, la ricerca sull’influenza dei Ci nei campus universitari ha dimostrato che la presenza dei centri e la prospettiva pro-Pechino spesso vanno ben oltre l’aula. Le fonti di finanziamento di Hanban, e i relativi legami con il governo cinese sviluppati con le università, sono utilizzati per esercitare pressioni dirette o indirette su amministratori e facoltà, affinché evitino determinate forme di espressione, attività e interazioni con attori disapprovati da Pechino[3]. La comunità imprenditoriale ha sempre sostenuto stretti legami tra i governi stranieri e la Cina e generalmente non si è preoccupata di standard come la libertà accademica. Tuttavia, un aumento dei finanziamenti del governo cinese a beneficio delle imprese all’estero potrebbe esser facilmente sfruttato dal Pcc per influenze future sul processo decisionale del governo straniero; oppure, sulle scelte formative delle società relative ad argomenti e posizioni politicamente sensibili. Il sito web dell’istituto della University of Sheffield afferma che uno dei suoi obiettivi è “stringere alleanze strategiche con le principali parti interessate nel mondo degli affari, dell’industria, del governo e di altri settori”, rilevando che l’obiettivo è sostenere l’istituto (University of Sheffield, senza data). Una volta strette, tali alleanze possono anche essere impiegate per raggiungere altri obiettivi di politica estera del Pcc.

Tuttavia, forse l’aspetto più sconcertante del maggiore impegno dei Ci con società straniere e cinesi riguarda le opportunità create per la raccolta di informazioni a fini politici o economici. Ciò è particolarmente rilevante nel contesto del nuovo programma di partenariato sopra menzionato. Le diverse aziende coinvolte – in particolare iFlytek, la consociata di cloud computing di Tencent, e TAL – e la natura della collaborazione prevista con i Ci dovrebbero far suonare il campanello d’allarme.

Nel caso di Tencent, la cooperazione prevista sembra includere l’uso della tecnologia di intelligenza artificiale per migliorare l’insegnamento della lingua cinese. Parte di questo sforzo includerebbe misure come la raccolta dei dati degli studenti stranieri su piattaforme di comunicazione gestite da Tencent, al fine di fornire loro notizie su argomenti preferiti (The Cover News, 5 dicembre 2018). Descritta in un documento, la collaborazione di Istituto Confucio con TAL include “l’utilizzo del riconoscimento facciale e la sintesi vocale per fornire agli studenti un’esperienza di apprendimento interattivo” (People’s Daily, 18 gennaio 2019). Tale collaborazione non è del tutto nuova, dal momento che il colosso tecnologico ZTE ha fornito attrezzature e formazione a Ci in tutto il mondo e ha anche co-fondato un istituto presso l’Università francese di Poitier nel 2005 (Daily Beast, 27 giugno 2018). Ma il nuovo programma di partenariato estenderebbe l’opportunità a una più ampia gamma di società cinesi, tra cui il gigante della tecnologia Tencent.

I servizi di Tencent – in particolare quelli di cloud computing e le sue popolari applicazioni di telefonia mobile – sono diventati elementi onnipresenti nel tessuto delle comunicazioni, finanziario e sociale cinesi. Mentre la società è stata costretta sin dal suo inizio nel 1998 a rispettare rigorosi controlli del Pcc sulle informazioni, negli ultimi due anni la portata e il significato di questa attività sono aumentati e sono diventati più visibili, sia all’interno che all’esterno della Cina (The Diplomat, 26 marzo 2019). Recenti numerose fughe di dati, indagini su media e rapporti aneddotici da parte di utenti al di fuori della Cina hanno rivelato un notevole grado di censura transnazionale e attività di sorveglianza da parte di WeChat, piattaforma social controllata da Tencent. Prendendo in considerazione la complicità di Tencent con le richieste di monitoraggio del governo cinese, alcune università hanno già raccomandato ai loro studenti di non utilizzare applicazioni come WeChat in Cina e militari stranieri hanno detto ai soldati di rimuoverli dai loro telefoni. L’apparente piano di incorporare le piattaforme Tencent nelle istruzioni presso i Ci porta queste preoccupazioni dietro l’angolo. iFlytek, un’altra delle nuove società partner dei Ci, ha anche un trascorso problematico: sono stati segnalati legami con la sorveglianza statale e con la raccolta di dati biometrici e la repressione nello Xinjiang (Human Rights Watch, 22 ottobre 2017).

Guardando avanti

Nel febbraio 2019, il ministero cinese dell’Istruzione ha pubblicato un Libro bianco sugli obiettivi e le priorità del governo relative all’istruzione fino all’anno 2035 (Xinhua, 23 febbraio 2019). Uno degli obiettivi citati riguarda il rafforzamento della cooperazione educativa internazionale, compresa la promozione dello “sviluppo degli Istituti Confucio e Confucius Classrooms”. Un altro obiettivo riguarda la riforma dell’istruzione nell’era “dell’informazione” e comprende gli sforzi per “accelerare la formazione di una moderna gestione dell’istruzione e sistema di monitoraggio”. Queste affermazioni, insieme alle attività sopra descritte, indicano che la dimensione delle operazioni dei Ci – incluse le componenti tecnologiche – probabilmente continuerà ad espandersi nei prossimi anni.

Governi, università e società straniere dovrebbero prendere in considerazione l’adozione di misure per limitare le conseguenze potenzialmente negative che potrebbero emergere da questa tendenza. Le università dovrebbero essere risolute nell’esclusione dalle classi della tecnologia di Tencent, ZTE, iFlytech o simili aziende cinesi. Le società dovrebbero limitare la dipendenza finanziaria dai Ci; essere consapevoli di ogni tentativo da parte di rappresentanti del governo cinese di utilizzare questa via di impegno per influenze illecite; ed essere pronti a segnalare alle autorità competenti qualsiasi attività che possa indicare raccolta di informazioni o furto di proprietà intellettuale. Le multinazionali dovrebbero anche prendere in considerazione altre strade (e più indipendenti) per supportare l’apprendimento della lingua cinese nelle loro comunità, piuttosto che fornire finanziamenti e supporto ai Ci. I dipendenti e le imprese che frequentano corsi gestiti dall’Istituto Confucio su politica cinese o orientamenti di viaggio dovrebbero integrare il programma con fonti indipendenti di informazione sulla Cina e incontri con gruppi esterni per i diritti umani o rifugiati cinesi, tibetani e uiguri locali. Se non già in atto, i ministeri stranieri dell’istruzione dovrebbero sviluppare canali di comunicazione e consultazione con le controparti commerciali e le agenzie di intelligence nazionali, per facilitare la condivisione di informazioni e risposte coordinate a qualsiasi attività problematica da parte di società cinesi o locali presso i Ci.

In effetti, sebbene la collaborazione con i giganti della tecnologia cinese possa offrire vantaggi ai Ci, in alcune località, e in particolare negli Stati Uniti, l’ultima iniziativa potrebbe ritorcersi contro. Rischia di rafforzare o accelerare una recente tendenza di almeno 22 università americane, che scelgono di chiudere i loro Ci a causa di preoccupazioni che riguardano non solo la libertà accademica ma anche la potenziale sorveglianza del governo cinese.


[1] Bo D., “The Confucius Institute of the State of Washington: An Introduction,” Comparative Literature: East and West, 17:1, 179-182, 2012; pubblicato online il 6 agosto 2018.

[2] L’elenco dei partner cinesi identificati dagli autori come partecipanti al nuovo programma di partenariato è il seguente: 1. Sichuan Xinhua Publication Group (四川新华发行集团); 2. China Education Equipment Industry Association (中国教育装备行业协会); 3. China Nonferrous Metal Industry Human Resource Center – CNMIHR (有色金属工业人才中心); 4. China Communications Construction Company Ltd. (中国交通建设股份有限公司); 5. China International Intellectech Corporation – CIIC (中国国际技术智力合作公司); 6. Tencent Cloud Computing (Beijing) Inc. (腾讯云计算(北京)有限责任公司); 7. iFlytek Co. Ltd. (科大讯飞股份有限公司); 8. Beijing Duodou Technology Co. Ltd. (北京多豆科技有限公司), 9. TAL Education (好未来教育集团), 10. Lishizhen Medicine Group Co., Ltd. (李时珍医药集团); 11. Sichuan Changhong Education Technology (四川长虹教育科技有限公司); 12. China National Publications Import & Export Group Corporation (中国图书进出口总公司); 13. Beijing Perfect World Co., Ltd. (完美世界教育科技(北京)有限公司); 14. Beijing Wenxiang Information Technology Co., Ltd. (北京文香信息技术有限公司); 15. China Publishing Group Co., Ltd. (中国出版集团). I restanti due dei 17 partner non sono aziende ma piuttosto agenzie governative: il Dipartimento di Cultura e Turismo della provincia del Sichuan (四川省文化和旅游厅) e quello dell’Henan (河南省文化和旅游厅). Per l’articolo cinese originale con lo stesso elenco, vedere 李寰, & 李媛莉 (5 dicembre 2018). 孔子学院多了”好伙伴” 国内17家企事业单位加入孔子学院合作伙伴计划. Recuperato da https://sichuan.scol.com.cn/ggxw/201812/56719525.html.

[3] R. Peterson, Outsourced to China: Confucius Institutes and Soft Power in American Higher Education, 26 aprile 2017. Recuperato da https://www.nas.org/reports/outsourced-to-china.

Fonte:Asianews,02/10/2019

English article:

Ties between China’s corporate sector and the Confucius Institute raise fears about Communist Party influence abroad 

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