Leader religiosi di Hong Kong: Nell’Anno della Tigre, combattiamo il disagio giovanile e la droga

Sono le priorità del messaggio del Colloquium dei 6 Leader religiosi, gruppo che riunisce le 6 maggiori religioni di Hong Kong. Riaffermare la necessità di conservare la tradizione e curare le virtù morali, come primo passo per costruire una nuova società.

Per il Nuovo Anno Lunare cinese, che inizia il 14 febbraio, i membri del Colloquium dei Sei leader religiosi a Hong Kong hanno indicato la volontà di affrontare il diffuso disagio giovanile e combattere gli stupefacenti. Nel loro messaggio, rilasciato l’8 febbraio per l’Anno della Tigre, essi augurano a tutti “progresso, pace, prosperità e l’aiuto divino” e indicano come “priorità l’impegno comune per costruire una società armoniosa e migliorare la cultura sociale”.

Il gruppo (che raccoglie i leader buddisti, cattolici, confuciani, islamici, protestanti e taoisti) esprime anche preoccupazione per i giovani che “agiscono in modo dissoluto, cadono vittime degli stupefacenti e così rovinano il proprio futuro; nella società tengono conto anzitutto del denaro, senza alcuna vergogna; e provocano suicidi di massa via internet”. Per questo essi chiedono al governo locale di combattere la droga colpendo chi la fornisce.

I giovani sono “i successori e il futuro di Hong Kong” e devono “avere una corretta educazione e soprattutto sviluppare un alto senso morale”. Ma destano preoccupazione quei giovani “abituati all’auto-indulgenza, che mostrano un sempre minore rispetto per genitori e insegnanti e che non curano le proprie virtù”.

Lee Kwan-kit, della Associazione buddista di Hong Kong, ha spiegato ad AsiaNews che i leader religiosi vogliono combattere l’abuso di stupefacenti, problema che diventa sempre più grave.

Padre Edward Chau King-fun, presidente della Commissione cattolica per il dialogo inter-religioso, dice che occorre combattere il consumo di droga sia tra gli studenti che in tutta la società.

I leader religiosi hanno sottolineato che la prosperità sociale dipende da un’efficace educazione dei giovani. La Cina ha una consolidata reputazione per la sua diffusa cultura e uno Stato civile si fonda sulle virtù morali. Sono essenziali le otto virtù: pietà, amore fraterno, fedeltà, essere meritevoli di fiducia, cortesia, giustizia, integrità e modestia, che oggi sembrano sempre meno interessanti.

Nella misura in cui la popolazione si allontana dalla tradizione, aumentano crimini e truffe e appare in pericolo il benessere futuro della società.

I leader religiosi vogliono anche promuovere uno sviluppo sociale basato su modestia, riconoscenza, perdono e amore e portare le persone, grazie alla fede, a lasciare il sentiero del peccato e a edificare insieme un mondo migliore.

Il Colloquium si riunirà di nuovo, per scambiare gli auguri, in un incontro conviviale il 21 febbraio.

Il messaggio è stato firmato da Ayub Yuet Che Yin presidente dell’Associtazione culturale e fraterna cinese islamica, dal vescovo Nicholas Tai Ho-fai presidente del Consiglio cristiano di Hong Kong, da Tong Wai Ki presidente dell’Associazione taoista di Hong Kong, dal venerabile Kwok Kwong presidente dell’Associazione buddista di Hong Kong, dal vescovo John Tong Hon della diocesi cattolica di Hong Kong e da Tong Yun Kai presidente dell’Accademia confuciana.

Fonte: AsiaNews, 11 febbraio 2010

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