Le vittime del comunismo contano meno di quelle del nazifascismo

Gli orrori del comunismo sono ormai documentati oltre ogni ragionevole dubbio: almeno 100 milioni di persone sono morte a causa dei regimi marxisti-leninisti e di varie altre correnti del pensiero rosso. Mao Zedong, Iosif Stalin, Pol Pot e Kim Il Sung sono stati tra i maggiori responsabili di queste morti.

Un soldato dei Khmer rossi mette in mostra la sua pistola e ordina ai negozianti di abbandonare i negozi. La capitale è caduta in mano alle forze comuniste. Phnom Penh, Cambogia, 17 aprile 1975 (Foto: AP Photo/Christoph Froehder)

E, anche oggi, il Partito Comunista Cinese uccide prigionieri di coscienza – per lo più praticanti del Falun Gong – per prelevarne gli organi e rivenderli.

Se qualcuno si recasse in un luogo che ricorda l’Olocausto e mostrasse il dito medio davanti a un monumento commemorativo, giustamente potrebbe essere accusato di essere un nazista, un fascista. O per lo meno un cretino.

Invece, a quanto pare, fare lo stesso nei confronti del monumento alle vittime del comunismo che si trova a Washington porta a ricevere degli elogi su Twitter. È infatti proprio quello che è successo: alcune persone si sono fatte fotografare mentre mostravano il dito medio al memoriale, e hanno anche ricevuto complimenti sui social media. Altri, ovviamente, hanno condannato il gesto.

Ma in che mondo viviamo se le vittime dell’ideologia più distruttiva nella Storia umana vengono prese in giro? Aleksandr Isaevič Solženicyn, premio nobel e autore del capolavoro Arcipelago Gulag, lo ha spiegato bene: «Per noi russi, il comunismo è un cane morto, mentre, per molte persone in Occidente, è ancora un leone vivo».

Solženicyn stesso ha passato anni nei gulag e da allora ha passato la sua vita a informare la gente su queste brutalità. Non esistono dati precisi sui morti nei gulag, ma le stime sono dell’ordine dei milioni di morti.

Le donne non sono certo state risparmiate, molte sono state torturate e stuprate. E qui non si tratta di essere ‘di sinistra’ o ‘di destra’: nei sistemi comunisti non esiste libertà di parola, di religione e di espressione. In questi sistemi in passato si rischiava molto facilmente di finire nei gulag, in Unione Sovietica; e nei laogai ancora oggi, in Cina.
Oppure si poteva semplicemente venire sepolti vivi, come nei campi di sterminio in Cambogia, dove intere famiglie venivano portate a morire dopo aver scavato le proprie fosse. E non si apriva il fuoco contro di loro perché Pol Pot in persona aveva ordinato di non sprecare proiettili: venivano pugnalati, avvelenati o picchiati a morte.

Che si sia di sinistra o di destra, sotto i regimi comunisti, chiunque può essere considerato un nemico. Basti vedere quelle intere generazioni di prigionieri nordcoreani, messi in carcere per decenni per crimini minori, ed etichettati come ‘nemici del grande leader’. Ancora oggi soffrono nei campi di lavoro.

Quando si mostra il dito medio a un memoriale alle vittime del comunismo, si mostra un dito medio ai monaci tibetani, a praticanti del Falun Gong e agli attivisti dei diritti umani che tutt’oggi vengono torturati, deprivati del cibo e picchiati dai funzionari del Partito Comunista Cinese. Si mostra il dito medio ai bambini nordcoreani in prigione fin dalla nascita, dove probabilmente finiranno per morire.

Non è stato Adolf Hitler il maggiore genocida della Storia: Mao e Stalin hanno ucciso decine di milioni di persone in più. Si stima che Mao sia stato responsabile di 70 milioni di morti e Stalin di 40 milioni. Pol Pot della Cambogia, in soli 4 anni alla fine degli anni ’70, ha provocato più di 2 milioni di morti. In un Paese che contava 8 milioni di abitanti.
Quando il comunismo ha raggiunto l’Africa dell’Est, in particolare l’Etiopia durante i 15 anni di governo del brutale dittatore Mengitsu, sono morte un milione e mezzo di persone. Non sono cose su cui ridere.

E anche mentre questo articolo viene letto, un genocidio segreto viene perpetrato dal Partito Comunista Cinese. Quando anche questo sarà pienamente rivelato al mondo, sarà bene non trovarsi dalla parte sbagliata della Storia.

Fonte,Epoch Times, 14/06/2018:

https://www.epochtimes.it/news/le-vittime-del-comunismo-contano-meno-di-quelle-del-nazifascismo/

Articolo in inglese: Communism Killed 100 Million People in 20th Century. Don’t Flip Off a Memorial for Its Victims

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