Le Olimpiadi saranno la tomba della Cina Capital – Comunista

Trenta milioni di cinesi hanno restituito la tessera del partito. Ogni giorno vi sono da duecento a trecento casi di rivolte popolari contro lo sfruttamento, la corruzione, gli aborti, le sterelizzazioni e gli sfratti forzati in Cina. Nonostante gli arresti, le torture e gli eccidi, i tibetani, gli uighuri, i mongoli e i contadini e operai cinesi non si arrendono e continuano la loro lotta per la libertà. L’imbarazzo tra i circoli politici e finanziari internazionali aumenta perchè tutti sanno che sono i cinesi che si fanno beffe dei principi olimpici che parlano di valori etici e di dignità umana, quella dignità umana che il CIO ha ignorato e il regime di Pechino ha insanguinato. Durante il passaggio della torcia a Lhasa, quando Zhang Qingli, capo del Partito comunista del Tibet, ha pronosticato che “la bandiera rossa con 5 stelle sventolerà sempre su questa terra”, persino il timido Comitato Olimpico Internazionale ha protestato con Pechino.

In Italia e in Europa la maggioranza dei politici e dell’opinione pubblica vogliono libertà per la Cina e per il Tibet. Non è un caso che moltissimi alberghi a Shanghai e a Pechino siano ancora mezzi vuoti e che non vi sia un forte marketing per queste Olimpiadi. Tutti hanno una coscienza e non è sempre facile metterla a tacere. Anche gli atleti: “Per il Tibet libero rinuncerei ai giochi” ha recentemente dichiarato Margherita Granbassi, candidata all’oro del fioretto. Certamente vi saranno numerosi gesti simbolici durante i giochi. Il tentativo di Pechino e dei suoi complici occidentali di fare delle Olimpiadi una grande campagna di immagine per la Cina sta fallendo e si sta rivelando un boomerang. Le Olimpiadi del 2008 diverranno la tomba del regime capital comunista cinese.

Come in URSS nel 1991, i complici occidentali dei comunisti, le banche e le multinazionali, non riusciranno a salvare il regime, quel regime che è stata fonte per decenni di grandi profitti prodotti letteralmente sul sangue e sulla pelle di milioni di lavoratori sfruttati e di centinaia di migliaia di disoccupati in occidente.

Per i martiri tibetani, uighuri, cinesi, mongoli e di tanti altri popoli oppressi dalla dittatura capital –comunista, vale quello che Tertulliano disse dei martiri cristiani : il sangue dei martiri è seme, da cui cresceranno le radici di una nuova Cina, di un nuovo Tibet e, infine, di un nuovo mondo dove sarà ristabilita la predominanza di valori etici e morali su tutte le altre considerazioni di carattere materiale e utilitaristico.

Toni Brandi

Alcuni articoli sulla situazione in Cina e in Tibet prima delle Olimpiadi :

Bombe, smog e stato d’assedio…..leggi l’articolo di Federico Rampini
Aggiornamento sulla repressione in Tibet
Intervista di Bao Tong ….87,000 casi di rivolte popolari all’anno
Notizie da Lhasa Consigliamo anche visione del sito www.dossiertibet.it per i rapporti giornalieri dai territori occupati
Pechino prima delle Olimpiadi……leggi l’articolo di AsiaNews

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