Le guide cinesi: Venezia umida

Descrivono il Fontego dei tedeschi come una vecchia sede della Gestapo. Il ponte dei Sospiri diventa ponte dei Baci. E i veneziani muoiono tra i 40 e i 45 anni a causa dell’enorme umidità. Non sono barzellette, è l’immagine di Venezia raccontata ai turisti dalle numerose guide abusive che si incontrano tra calli e campielli. Per ogni guida autorizzata ce ne sono almeno cinque fasulle. A lanciare l’allarme è l’Associazione guide turistiche di Venezia (Agtv): quelle ufficiali sono 220, le altre sono tutte abusive e vengono per lo più dalla Cina e dai paesi dell’Est, dalla Grecia, Russia, Germania e Francia. Il tutto per un giro d’affari di 300 mila euro al giorno, calcolando che in una giornata un professionista guadagna in media 230 euro. Così, agli occhi del mondo, ecco che Venezia diventa una città diversa, dove la Bocca del Leone è equiparata a quella della Verità. E la Basilica, con il nome storpiato di Basilica di San Marco Polo, si racconta essere stata costruita con i mattoni provenienti da un cimitero ebraico. Piazza San Marco sarebbe stata inondata per secoli dal sangue dei condannati, e le isole della laguna avrebbero preso tutte il nome da ordini religiosi. Restituire un’immagine a dir poco fantasiosa della città è solo uno, il più grottesco, dei problemi che pongono le guide abusive. Poi ce ne sono molti altri. A iniziare dall’evasione fiscale e dal danno che recano ai veri operatori. «Le guide vere hanno la responsabilità di tramandare la nostra cultura – ricorda l’assessore comunale al Turismo Roberto Panciera – non sono una banale forma di intrattenimento ma trasferiscono al mondo la storia millenaria della città». Le false guide, tra l’altro, hanno una ricaduta negativa anche sulla regolazione dei flussi pedonali. Caterina Sopradassi, presidente di Agtv, spiega che «gli abusivi non conoscono bene le calli della città e quali sono i luoghi meno intasati per evitare assembramenti, ma passano nelle uniche vie che conoscono, provocando disagi ai residenti ». Riconoscere quali sono le vere guide è facile: devono esporre un tesserino con nome, cognome, lingua di abilitazione e foto, rilasciato dalla Provincia. Per ottenerlo si deve superare un concorso indetto ogni due anni. L’esame è in tre parti, per partecipare è necessario avere una laurea, dimostrare di conoscere due lingue straniere e rispondere a domande sulla storia di Venezia, storia dell’arte, i musei, le ville venete, i prodotti enogastronomici, la morfologia della laguna. L’amministrazione comunale sta pensando alle contromisure. «L’abusivismo è un problema che stiamo seguendo da vicino – rileva Panciera – a volte in modo impotente, di fronte al dilagare a macchia d’olio sull’intero territorio comunale. La Polizia municipale è impegnata a contrastare il fenomeno e lo dimostra la trentina di multe comminate nell’arco di pochi mesi ». Anche l’Associazione delle guide adesso è scesa in campo, per riappacificarsi con la cittadinanza troppo spesso infastidita dalle comitive di turisti. Ma anche per lanciare un’iniziativa benefica. Il 24 e 25 febbraio, domani e sabato, partiranno due visite guidate, all’Oratorio dei Crociferi e a Ca’ Rezzonico. Sono gratuite ma si chiede un contributo che andrà a finanziare la pulitura di due colonne di San Marco segnate dai graffiti: la colonna di Salomone vicino alla Porta della Carta e una colonna davanti alla Marciana.

Elisa Lorenzini

Fonte: Corriere della Sera.it, 23 febbraio 2012

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