Le donne Kachin dal Myanmar violentate finché non restano incinte [Video]

Le autorità birmane e cinesi stanno chiudendo un occhio su un crescente commercio di donne della minoranza Kachin del Myanmar, che vengono portate al di là del confine, vendute come mogli a uomini cinesi e violentate fino alla loro gravidanza, sostiene un rapporto di HRW.

Rifugiati a Myitkyina, stato di Kachin, nel nord del Myanmar. Fotografia: Khin Maung Win / AP

Alcune donne possono tornare a casa dopo aver partorito, ma sono costrette a lasciare i propri figli, secondo un’indagine di Human Rights Watch, intitolata ‘Give Us a Baby e We’ll Let You Go’ (Dateci un bambino e vi lasceremo andare).

Una sopravvissuta dice: “Ho dato alla luce un figlio, e dopo un anno l’uomo cinese mi ha lasciato scegliere  cosa fare. Ho il permesso di tornare a casa, ma non con il bambino. “

La Cina è alle prese con un grave squilibrio tra i sessi; la percentuale femminile della popolazione è crollata ogni anno dal 1987. I ricercatori stimano che  fattori come l’aborto selettivo del sesso, l’infanticidio e l’abbandono delle figlie femmine hanno portato ad una stima dai 30 a 40 milioni di “donne scomparse” in Cina, che dovrebbero essere vive oggi ma non lo sono.

Ciò significa che milioni di uomini non sono adesso in grado di trovare una moglie, e c’è stata una crescita della tratta attraverso i confini delle nazioni vicine e più povere.

Molte delle donne Kachin vengono deportate dal Myanmar dai loro parenti, amici o persone di cui si fidano; in un caso una donna è stata tradita da conoscenti che frequentavano lo stesso corso di studio sulla Bibbia. Spesso vengono loro promessi posti di lavoro in Cina, e scoprono, solo dopo aver attraversato il confine, di essere state vendute come schiave sessuali.

“L’intermediario nel mio caso è stata la mia zia, mi ha persuaso”, ha detto a Human Rights Watch una donna che è stata vittima di un traffico di donne di 17 o 18 anni. Nel corso di tre anni, HRW ha parlato con quasi 40 vittime che erano fuggite o che erano state autorizzate a partire, ma senza i loro figli, molte delle quali ancora lottano per affrontare l’impatto emotivo.

Tutte provenivano – e sono ritornate – dallo stato di Kachin nella zona nord del Myanmar o del vicino o stato di Shan, dove l’etnia Kachin ha combattuto il governo da decenni . Una pace di 17 anni si è interrotta nel 2011, e il rinnovato conflitto ha spostato più di 100.000 persone e lasciato molta parte della popolazione in forti  difficoltà per sopravvivere.

Con gli uomini che partecipano ai combattimenti, le donne diventano spesso le uniche fonti di sostentamento per le famiglie, e con lavori mal pagati e difficili da trovare, molte ritengono di non avere altra scelta che andare a lavorare in Cina dove i salari sono più alti anche per i migranti illegali.

“Le autorità birmane e cinesi guardano dall’altra parte, mentre trafficanti senza scrupoli vendono donne e ragazze  Kachin privandole della libertà e costringendole a subire abusi indicibili”, ha detto Heather Barr, co-direttrice della sezione dei diritti delle donne di Human Rights Watch.

“La mancanza di lavoro e la carenza di protezione legale  ha  reso queste donne facili prede per i trafficanti, che hanno poche ragioni per temere l’applicazione della legge da entrambi i lati del confine”.

Il governo del Myanmar ha segnalato 226 casi di tratta nel 2017, ma gli esperti hanno detto a Human Rights Watch che credono che il numero reale sia molto più alto.

Ci sono pochi incentivi per le donne vittime della tratta o per i loro parenti a cercare un aiuto ufficiale. Le famiglie in cerca di aiuti di polizia per rintracciare figlie, sorelle e mogli scomparse vengono mandate via malamente in Myanmar, o viene loro chiesto del  denaro, ha scoperto HRW.

Molte delle aree di provenienza delle donne deportate sono controllate non dalle autorità della capitale, Yangon, ma dall’opposizione Kachin Independence Organization, quindi il governo non ha notizie di cosa sta accadendo lì.

In Cina, quando alcune sopravvissute hanno cercato di chiedere aiuto alle forze di sicurezza, sono state incarcerate per violazioni alle regole sull’immigrazione e non aiutate come vittime di reati.

Quelle che sono state rimpatriate sono state spesso semplicemente gettate alla frontiera,  lontano dalla loro comunità, ha rilevato il rapporto. E se cercano di tornare al loro paese, affrontano il disprezzo sociale e poche possibilità di avere giustizia, anche se hanno cercato di ottenerla in tutti i modi.

“Quando le autorità del Myanmar hanno fatto arresti, di solito hanno preso di mira solo i trafficanti iniziali in Myanmar e non il resto delle reti in Cina”, ha rilevato il rapporto. “La polizia in Cina, per quanto ne sappiamo noi, non ha quasi mai  arrestato persone che abbiano consapevolmente comprato ‘spose’   deportate e abusato di loro”.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation


Fonte: The Guardian,21/03/2019

English article,The Guardian: 

Kachin women from Myanmar ‘raped until they get pregnant’ in China

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