L’avvocato cinese per i diritti umani Jiang Tianyong trasferito in una prigione sconosciuta

La moglie dell’avvocato cinesi per i diritti, Jiang Tianyong, imprigionato lo scorso novembre e che deve scontare una pena di due anni per “incitamento al fine di rovesciare il potere statale”, ha detto che ha recentemente ricevuto una visita da suo padre nel centro di detenzione n. 1 di Changsha e che sarà trasferito a marzo in un altro carcere per scontare il resto della pena.


Parlando dalla sua casa negli Stati Uniti, Jin Bianling ha detto che il padre di Jiang è stato accompagnato al carcere di Changsha, sotto la scorta di due agenti della polizia di sicurezza dello stato.  La loro conversazione ebbe luogo alla presenza di sei guardie carcerarie.

“Jiang Tianyong ha chiesto su alcune questioni della famiglia. Ha riferito al genitore di non preoccuparsi troppo per lui e che gli è stato permesso di leggere i libri. Ha raccomandato al padre di ringraziare tutti per la loro preoccupazione e sostegno.

A Jiang Tianyong era stato nascosto il fatto che erano stati depositati dei soldi nel suo conto del carcere per acquistare beni nel negozio della struttura fin dall’inizio della detenzione, un anno fa. A scoprirlo è stata la sorella durante la sua visita il mese scorso e solo allora gli è stata rilasciata una carta di pagamento.

Nel centro di detenzione il cibo è di scarsissima qualità e la sua salute è cagionevole.

Jin ha riferito che Jiang è in attesa di un trasferimento a marzo in una prigione sconosciuta nella provincia di Henan e i dettagli sono al momento sconosciuti. La sua famiglia continuerà a lottare per poter aver il diritto di poter far visita al loro familiare dopo il suo trasferimento. Inoltre, continuerà a chiedere alla comunità internazionale di prestare attenzione al caso di Jiang Tianyong.

“Non sappiamo quali saranno le condizioni nel prossimo carcere nel quale sarà mandato, auspico che le persone continuino a non dimenticare ed a controllare che le autorità non inizino con  torture e maltrattamenti.”

Jin ha precedentemente dichiarato di aver ricevuto un resoconto delle sue torture dopo essere scomparso il 21 novembre 2016 nella città di Changsha.

Amnesty International ha accertato che nel gennaio 2017 è stato sottoposto a torture.

Radio Free Asia, 19/01/2018

Traduzione Laogai Research Foundation Italia Onlus


English article: RFA,‘We Don’t Know What Conditions Will be Like at The Next Prison

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