Cina, latte alla melamina: puniti alcuni funzionari, promossi altri

Bao Junkai, ex vice direttore per la sanità alimentare accusato di avere omesso i doverosi controlli sul latte “alla melamina”, era stato sollevato dall’importante incarico. A marzo ha subito un procedimento disciplinare. Ora è tornato in servizio, promosso a un incarico più importante.

A settembre è esploso in Cina lo scandalo del latte contenente una percentuale nociva di melamina, sostanza usata per i prodotti plastici ma velenosa per l’uomo. La sostanza ha una composizione simile a quella della proteina, per cui da indagini non accurate il latte poteva apparire ricco di nutrimento, mentre era di bassa qualità. Almeno 6 neonati sono morti per avere consumato questo latte e altri 300mila circa hanno riportato malattie. L’opinione pubblica è insorta e i dirigenti della maggiore ditta produttrice, la Sanlu, sono stati condannati a morte e all’ergastolo. I responsabili locali dell’Ufficio per l’ispezione sulla qualità sono stati rimossi e anche Bao, all’epoca vicedirettore per il controllo sulla produzione alimentare, ha dovuto giustificare il suo operato.

Ma già a dicembre, quando ancora era in corso il procedimento disciplinare con le gravi accuse, era stato nominato capo dell’Ufficio ispezione e quarantena per import ed export nella provincia dell’Anhui, incarico più importante del precedente. Ora è stato nominato al posto ancora più prestigioso di vicecapo del dipartimento Scienze e tecnologia presso lo stesso ufficio dove già lavorava.

Ieri la notizia è stata molto discussa su internet, con molti commenti negativi. Qualcuno ha affermato che il primo problema è la “mancanza di trasparenza” da parte delle autorità, che non si preoccupano di far conoscere gli esiti dei procedimenti disciplinari e di spiegare simili decisioni.

Intanto il ChinaDaily ha detto che lo stesso è successo a Liu Daqun, ex direttore del dipartimento Agricoltura in Hebei dove aveva sede la Sanlu. Anche Liu ha ricevuto una dura “reprimenda” a marzo. Ora è sindaco e vicesegretario del Partito a Xingtai, città dell’Hebei.

Simili casi non sono eccezionali. Wang Zhenjun era vicecapo della contea di Hongdong (Shanxi) quando c’è stata la slavina di fango che ha ucciso 254 persone nel 2008. Le autorità locali sono state accusate di avere omesso elementari misura di sicurezza e prevenzione. Ora egli c’è tornato come assistente capocontea.

Un internauta ha commentato che “è incredibile che un funzionario importante sia promosso in segreto a un altro incarico quando l’intero Paese si sente ancora oltraggiato e le indagini del governo centrale sono ancora in corso”.

fonte: AsiaNews, 5 maggio 2009

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