Latte alla melamina: processato a porte chiuse chi chiedeva giustizia per i bambini malati

E’ iniziato ieri a Pechino il processo contro Zhao Lianhai, leader del gruppo Calcoli Renali dei Neonati che riunisce genitori di bambini ammalati per avere bevuto il latte alla melamina. Le autorità cercano di far passare il processo sotto silenzio e la polizia caccia dal tribunale persino la moglie di Zhao che vuole solo vederlo.

Zhao è accusato di “essere un agitatore che ha causato disordini”, “per avere tenuto riunioni illegali e gridato slogan per causare problemi e per avere turbato in modo grave l’ordine sociale”, reato che prevede fino a 5 anni di carcere. In realtà ha dato consiglio legale alle famiglie vittime del latte velenoso e per aiutarli ad agire in tribunale per ottenere un equo risarcimento. Il processo si svolge a porte chiuse, per impedire la partecipazione dei molti solidali con l’attivista pro-diritti.

Li Xuemei, moglie di Zhao, per ore ha aspettato fuori dal tribunale nel distretto di Daxing, insieme al figlio di 5 anni Zhao Pengrui e a decine di giornalisti e sostenitori del marito. Quando è arrivata un’auto chiusa, con probabilità con Zhao a bordo, gli astanti hanno inneggiato il suo nome.

Pengrui ha bevuto il latte contenente melamina (sostanza usata nell’industria plastica ma velenosa per l’uomo) e ora ha un calcolo di 2 millimetri nel rene destro. Nel settembre 2008 è scoppiato lo scandalo di primarie industrie casearie che mettevano la melamina nel latte, per farlo sembrare ricco di sostanze nutritive nei controlli sulla qualità, perché la sua molecola è simile a quella della proteina. Per avere bevuto questo latte sono ammalati circa 300mila bambini e almeno 6 sono morti (Zhao ha parlato di 12 decessi accertati). Lo Stato ha dapprima promesso adeguati risarcimenti, ma poi ha concesso 2mila yuan (circa 210 euro) a ogni famiglia, somma del tutto insufficiente anche a pagare le cure mediche necessarie negli anni. Molti genitori si sono rivolti al tribunale per essere risarciti, ma la corte ha dichiarato le loro azioni “inammissibili”, per la ragione che erano ancora in corso indagini delle autorità. Anche altri genitori di questo gruppo sono stati minacciati dalle autorità e alcuni arrestati.

Per questo Zhao e altri legali hanno cercato di organizzare le famiglie dei bambini per chiedere il risarcimento. L’attivista è stato arrestato il 13 novembre davanti al figlio e da allora non ha più potuto vedere i familiari.

I suoi avvocati hanno detto che egli è stato portato ammanettato in tribunale, come un pericoloso delinquente. Zhao si è protestato innocente e ha dichiarato ai giudici che “se denunciare un reato alla polizia è considerato un crimine…. allora viviamo in una società davvero pericolosa”.

A febbraio lo scandalo-latte è scoppiato di nuovo, quando è risultato che almeno 5 ditte casearie hanno continuato a fare uso di latte alla melamina.

Fuori del tribunale, i genitori dicono che questo è il risultato della volontà statale di soffocare lo scandalo del 2008.

Li, dopo ore sotto una pioggerella  insistente, non è riuscita nemmeno a vedere il marito. Al quotidiano South China Morning Post commenta sconsolata che “noi siamo le vittime. Le autorità vogliono evitare il problema e, invece, colpiscono noi. Non hanno una coscienza?”

Fonte: AsiaNews, 31 marzo 2010

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