L’atroce business cinese dei trapianti d’organi e le complicità internazionali

David Kilgour | 4/09/2016

David Kilgour, è un ex magistrato ed ex membro della Camera dei Comuni canadese per 27 anni. Durante il mandato di Jean Chretien è stato segretario di Stato per Africa, America Latina e Asia-Pacifico. È autore di vari libri, e co-autore di Bloody Harvest: L’uccisione dei praticanti del Falun Gong per i loro organi.


Nel 2006, la Coalizione di Indagine sulla Persecuzione del Falun Gong [una disciplina spirituale e di meditazione perseguitata in Cina, ndr] con sede a Washington, ha chiesto a me e all’avvocato canadese David Matas di indagare su delle accuse strane ma persistenti: il regime cinese era sospettato di prelevare gli organi vitali dai praticanti del Falun Gong con la forza. Dopo le nostre indagini, abbiamo prodotto due relazioni e, nel 2009, il libro Bloody Harvest. Purtroppo abbiamo concluso che l’unica spiegazione plausibile per la fonte dei 41 mila 500 trapianti eseguiti solo negli anni tra il 2000 e il 2005, era davvero l’uccisione dei praticanti del Falun Gong.

La nostra conclusione principale è stata la seguente: «I loro organi vitali, tra cui reni, fegati, cornee e cuori, sono stati prelevati senza consenso per la vendita ad alto prezzo, anche a stranieri, i quali, nei loro Paesi natii, sono di solito costretti ad attendere a lungo per le donazioni volontarie».

Queste sono due delle numerose prove che ci hanno portato a credere che sia in corso un nuovo tipo di crimine statale contro l’umanità:

  1. gli investigatori hanno telefonato a ospedali, centri di detenzione e altre strutture, affermando di essere dei parenti di persone che necessitano un trapianto; hanno quindi chiesto se fossero disponibili degli organi dei praticanti del Falun Gong. Abbiamo le registrazioni e le trascrizioni tradotte di queste persone che ammettono che le loro strutture sono coinvolte nel traffico di quegli organi.
  2. abbiamo ascoltato l’ex moglie di un chirurgo di Sujiatun nella città di Shenyang, provincia del Liaoning. Il marito aveva raccontato alla moglie di aver rimosso le cornee di 2 mila praticanti del Falun Gong che erano detenuti nei campi di lavoro tra il 2001 e il 2003. Ha specificato che nessuno di loro è sopravvissuto, perché altri chirurghi hanno rimosso anche i loro organi vitali, prima di cremare i corpi.

Molti prigionieri di coscienza che praticano il Falun Gong, diventati dei ‘donatori’ di organi non consenzienti, sono stati prelevati da questi campi di lavoro.

Abbiamo visitato circa una dozzina di Paesi per intervistare dei praticanti del Falun Gong che sono riusciti a uscire dai campi di lavoro e dalla Cina. Hanno raccontato di strutture disumane in cui avevano poco cibo, dormivano in celle affollate e venivano torturati, oltre che incarcerati fino a 3 anni con una semplice firma da parte della polizia (nessuna udienza e nessuna possibilità di appello). Lavoravano in pessime condizioni per 16 ore al giorno, producendo oggetti destinati alla vendita, come subcontraenti per conto di aziende occidentali, e senza venire pagati.

Il libro The Slaughter, pubblicato nel 2014 e scritto da Ethan Gutmann parla della persecuzione del Falun Gong, dei tibetani, degli uiguri, e deicristiani indipendenti e si concentra per lo più sul Falun Gong in quanto gruppo preso di mira in modo più crudele e continuo a partire dal 1999.

Gutmann spiega come è arrivato alla sua «stima più precisa», secondo cui solo nel periodo tra il 2000 e il 2008 sarebbero stati prelevati 65 mila organi dai praticanti del Falun Gong e 2-4 mila organi da uiguri, tibetani e cristiani indipendenti insieme. Nessuno di questi ‘donatori’ sarebbe sopravvissuto perché tutti i loro organi sarebbero stati rimossi per venderli ad alto prezzo a cinesi ricchi e «turisti degli organi».

A giugno 2016 noi tre [Matas, Gutmann e Kilgour, ndr] abbiamo pubblicato un aggiornamento ai due libri di cui sopra, e siamo arrivati alla conclusione che in Cina si tengono almeno 60 mila trapianti all’anno, nonostante il governo di Pechino affermi che siano circa 10 mila.
Abbiamo fornito numerose prove del fatto che vi sia un intricato network per i trapianti di organi, diretto dallo Stato e su scala industriale, controllato da politiche nazionali e fondi statali.
Sia il sistema sanitario civile che quello militare sono implicati.

Di seguito alcune delle nostre conclusioni.

  • La fonte di gran parte dell’enorme volume di organi trapiantati sono gli innocenti uccisi: uiguri, tibetani, cristiani indipendenti e soprattutto praticanti del Falun Gong.
  • La sottrazione di organi in Cina è un crimine in cui sono implicati il Partito Comunista, le istituzioni statali, il sistema sanitario, gli ospedali e i professionisti del trapianto.
  • La comunità internazionale dovrebbe dare il via a un’indagine indipendente e di profilo istituzionale sulle violazioni nei trapianti di organi in Cina.
  • La comunità globale dei trapianti dovrebbe avere a che fare con la controparte cinese solo se essa rispetta certi criteri etici.
  • Nessuna nazione dovrebbe permettere ai propri cittadini di andare in Cina per ottenere degli organi, fino a che la Cina non avrà permesso un’indagine completa sul fenomeno del prelievo forzato di organi ai prigionieri di coscienza, sia attuale che passato.

Israele, Taiwan e la Spagna a oggi vietano il turismo dei trapianti.

Il dottor Jacob Lavee, che fino al recente congresso tenuto a Hong Kong è stato membro del comitato etico dell’Associazione dei Trapianti e figura chiave nella riforma delle leggi israeliane, ha boicottato il suddetto congresso, dichiarando al New York Times: «Sono un […] chirurgo ebreo che si occupa dei trapianti di cuore […] figlio di un sopravvissuto all’Olocausto […] Non posso rimanere in silenzio dinanzi a un nuovo crimine contro l’umanità».

La professoressa Maria Fiatarone Singh della facoltà di medicina dell’Università di Sidney, afferma: «Gli individui che non possono fornire un consenso libero non possono mai venire impiegati come donatori di organi, dato che questo […] li disumanizza completamente. […] Dobbiamo, come diceva Carl Sandburg, “Andare con i nostri cuori nella tempesta dei cuori umani e vedere se da qualche parte, in quella tempesta, ci sono cuori che sanguinano”. I cuori stanno senza dubbio sanguinando, tra praticanti del Falun Gong, tra i tibetani, gli uiguri e i cristiani indipendenti in Cina. In quanto medici, siamo vincolati dal nostro giuramento a prevenire il danno, e questo include proteggere chi viene danneggiato da altri. In quanto esseri umani, è il minimo che possiamo fare».

Nel frattempo, nonostante dalla Cina e dall’estero si levino voci secondo cui sarebbero state realizzate delle riforme, fino a quando queste non vengano verificate da un’indagine indipendente, il turismo dei trapianti in Cina andrebbe bandito integralmente, assieme ad altri tipi di cooperazione medica quali: consulenze, accordi finanziari, formazione, accordi per ricerche congiunte, esperimenti su esseri umani e pubblicazioni.

Fino a quando non verranno svolte complete indagini, non si ammetteranno i crimini e chi li abbia commessi non venga punito, non dovrebbero sussistere collaborazioni esterne con ospedali o chirurghi cinesi che siano stati coinvolti (o lo siano tuttora) nella rimozione di organi in condizioni non etiche. Anche quando queste rimozioni non abbiano a che fare con i trapianti.

Per approfondire: 

Articolo in inglese: Ending Organ Tourism to China

Traduzione di Vincenzo Cassano

Fonte,http://epochtimes.it/n2/news/il-terribile-business-degli-organi-cinese-e-le-complicita-dallestero-4003.html

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