Il lato oscuro della vendita dei bambini alle coppie senza figli in Cina

Lu Chen, Epoch Times, 05.08.2014
In Cina c’è la possibilità di fare soldi nel vendere bambini alle coppie senza figli tramite lo sfruttamento di madri surrogate e la crescente attività non regolamentata per soddisfare la richiesta. I recenti rapporti dei media statali cinesi hanno denunciato i profitti eccessivi, lo sfruttamento delle madri surrogate e gli aborti selettivi in base al sesso del neonato che stanno accompagnando il business della maternità sostitutiva.

LA PERDITA DI UN FIGLIO

Questo maggio, secondo quanto riporta il media statale Chutian Metropolis Daily della provincia dell’Hubei, il 50enne Li Xiaofeng e sua moglie la 47enne Xia Wenna, hanno ottenuto l’affidamento di due gemelli – un maschio e una femmina – tramite un’agenzia che si occupa di maternità surrogata della città di Wuhan nella provincia dell’Hubei.

Nella foto: 29 luglio 2014: una donna tiene in braccio il suo bambino a Zhengzhou, nella provincia cinese dell’Henan. I recenti rapporti dei media statali cinesi hanno denunciato i profitti eccessivi, lo sfruttamento delle madri surrogate e gli aborti selettivi in base al sesso del neonato che accompagnano il business della maternità sostitutiva. (STR/AFP/Getty Images)

La coppia aveva una figlia unica che è annegata in un incidente lo scorso febbraio. A quel tempo andava al primo anno di università. Il rapporto afferma che la tragedia ha spezzato il cuore alla coppia e lo stato mentale della signora Xia ne ha risentito.

Lo scorso giugno, dopo aver appreso dell’esistenza dell’agenzia di Wuhan, i due coniugi hanno entrambi lasciato il loro lavoro nella provincia del Sichuan nel Sud-ovest del Paese e si sono diretti a Wuhan. L’intero processo per ottenere i due bambini è costato alla coppia quasi oltre 120 mila euro. Il rapporto dice che il signor Li ha affermato che la spesa ne è valsa la pena in quanto lui è molto felice e sua moglie si è ristabilita.
Il signor Li e la signora Xia rappresentano l’identità del cliente tipo in cerca di queste agenzie e dei loro servizi.

La politica del figlio unico è stata attenuata nel dicembre 2013 per permettere alle coppie di avere un secondo figlio. Se una coppia perdeva il loro unico figlio prima di questa data, non doveva solamente far fronte al trauma emotivo ma anche all’idea di una vecchiaia senza il supporto del proprio figlio.

UNA ‘ZONA GRIGIA’

Il Chutian Daily ha svolto le indagini per un mese durante il quale i giornalisti, fingendo di essere una madre surrogata o un cliente interessato all’acquisto, hanno fatto visita alle agenzie di Wuhan. Il rapporto dice che i prezzi attuali per avere un bambino tramite agenzia vanno da 46 mila a 142 mila euro circa.

Le madri sostitute, dopo aver dato alla luce con successo il bambino, vengono retribuite con circa 17 mila euro. Il rapporto sostiene che le agenzie acquistino anche i soli ovuli a un prezzo che va da 2.400 a 3.600 euro circa.

Un responsabile di un’agenzia di Wuhan ha indicato che ogni anno in tutta la Cina ci sono almeno cinquemila casi definiti di maternità sostitutiva, duemila dei quali circa si verificano nella città di Wuhan.

Il signor Chen Hu (alias) che ha chiuso recentemente la sua agenzia a Wuhan, ha detto a un giornalista che nella città ci sono circa cento agenzie e che più di trenta di queste operano su larga scala con decine di dipendenti, con oltre centro madri surrogate ingaggiate da ciascuna agenzia e con clienti che provengono da tutto il Paese.

Queste agenzie collaborano con le istituzioni mediche. Chen ha detto: «Le agenzie, gli ospedali e le madri sostitutive sono sostanzialmente tutti concentrati sul portafoglio dei clienti».

Un responsabile della Commissione del sistema sanitario e della pianificazione familiare dell’Hubei ha detto al quotidiano che la Cina al momento non ha una legge per regolamentare questo tipo di agenzie, pertanto queste operano in una ‘zona grigia’ che è difficile da monitorare e controllare.

RAMMARICO

La 29enne Liu Min (alias) ha raccontato al quotidiano la sua tragica esperienza, vissuta negli ultimi tre anni, di madre surrogata. La signora Liu ha detto piangendo a un giornalista: «Quello che ho sofferto non può essere compensato con i soldi».

Dal 2011, anno in cui ha iniziato a lavorare per un’agenzia di Wuhan, la signora Liu ha avuto quattro aborti spontanei. I primi tre sono accaduti non molto tempo dopo la gravidanza, il quarto al sesto mese.

La signora Liu ha raccontato che, dopo che l’uovo fecondato era stato impiantato, ogni giorno per 75 giorni le è stato iniettato continuamente del progesterone al fine di sostentare il bambino. Ha anche dovuto prendere un certo numero di farmaci quali un medicinale per integrare lo spessore dell’utero, delle compresse di acido folico e altri ancora. La signora Liu ha detto: «Prendere le medicine era come mangiare».
Dopo i suoi numerosi aborti, un medico ha detto alla signora Liu che ci sarebbero state pochissime possibilità di rimanere nuovamente incinta, e che in tal caso questo avrebbe potuto rappresentare un pericolo per la sua vita.

Secondo quanto riferisce il rapporto, la signora Liu ha detto di aver guadagnato, nonostante gli aborti, più di centomila yuan (12 mila euro circa), in quanto l’agenzia paga periodicamente – le madri surrogate vengono pagate diecimila yuan dopo i primi tre mesi di gravidanza, altri diecimila yuan dopo cinque mesi, altri 20 mila yuan dopo il sesto mese e infine altri 60 mila yuan dopo che il bambino è nato.

La signora Liu è profondamente rammaricata per il danno provocato alla sua salute, il che l’ha stimolata a suggerire ad altre donne che hanno vissuto la sua stessa esperienza di denunciare la vicenda ai media.

ABORTI INDOTTI PER NEONATI DI SESSO FEMMINILE

A causa della politica del figlio unico, molte coppie non vogliono scommettere sul fatto che la gravidanza surrogata si finalizzerà o meno nella nascita di un maschio e quindi lo richiedono direttamente all’agenzia.

Verso il cinquantesimo giorno di gravidanza le agenzie clandestine portano le madri surrogate agli ospedali con cui collaborano per l’identificazione del sesso fetale.

La signora Huang, una madre surrogata che dovrà attendere un paio di settimane per fare il test di identificazione del sesso, ha detto al giornalista che se un feto viene identificato come femmina, la donna verrà sottoposta a un aborto indotto e riceverà un compenso 20 mila yuan (2.400 euro circa).

L’identificazione del sesso del feto era illegale in Cina, ma il problema degli aborti resta di difficile soluzione. Secondo l’agenzia statale di stampa Xinhua, in Cina l’attualerapporto tra i maschi e le femmine alla nascita è di 116,9 a 100. La media mondiale è 101 a 100.

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/il-lato-oscuro-della-vendita-dei-bambini-alle-coppie-senza-figli-in-cina—126850

English version,click here:
The Dark Side of Giving Childless Couples Babies in China

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