L’assedio cinese – il distretto “parallelo” del pronto moda di Prato

Consigliamo la lettura del libro di Silvia Pieraccini, giornalista di Sole 24 Ore, “L’Assedio Cinese – Il distretto “parallelo” del pronto moda di Prato”. 

Segue una breve scheda sul libro. 

Come si fa a creare in pochi anni un distretto industriale dell’abbigliamento che conta 2.700 aziende, realizza un giro d’affari vicino a due miliardi di euro e impiega più di 17mila addetti ?   A Prato i cinesi ci sono riusciti riproducendo un modello di sviluppo orientale basato sul lavoro senza regole e senza fatture: ogni giorno cuciono un milione di magliette e abiti di bassa qualità (il cosiddetto ‘pronto moda’), destinati ai mercati di tutta Europa, grazie al ricorso a lavoro nero e manodopera clandestina, sfruttamento feroce, evasione fiscale e contributiva, disprezzo delle norme edilizie, ambientali, igieniche, sulla sicurezza sul lavoro.

Per la prima volta un libro-inchiesta svela come funziona la prima e unica “economia etnica” d’Italia, che continua a crescere a ritmi vertiginosi a fianco dello storico distretto tessile di Prato, in cura dimagrante per effetto della concorrenza dei Paesi in via di sviluppo. Da una parte tessuti e filati in crisi; dall’altra abbigliamento cinese in grande espansione; in mezzo scarsi collegamenti tra i due distretti, che restano distanti e paralleli.

Oggi Prato è la fabbrica più portentosa di moda ‘made in Italy’ fatta dai cinesi, ma anche l’esempio più eclatante, e più sconcertante, di assedio al manifatturiero italiano sferrato “in casa” con armi sleali.

di Silvia Pieraccini, Il Sole 24 Ore editore
silvia.pieraccini@tin.it

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