Lager e Laogai: Harry Wu e Simon Wiesenthal

Nell’occasione del giorno della memoria ricordiamo l’incontro fra Harry Wu, il fondatore della Laogai Research Foundation ed ex detenuto nei Laogai cinesi, ed il “Cacciatore di nazisti”, Simon Wiesenthal. Riportiamo qualche scambio di opinioni tra i due campioni della libertà,  della giustizia e della lotta contro i due regimi totalitari che hanno tristemente segnato i nostri tempi. Quello che i due sistemi avversi avevano in comune era la discriminazione sistematica e violenta: razziale del nazismo tedesco e di classe nel comunismo cinese.

Tuttavia, le conseguenze di tali discriminazioni hanno avuto (e tuttora hanno nel caso dei Laogai) proporzioni umane ben diverse. Ricordava Harry Wu che nella ‘notte dei cristalli’ in Germania furono eliminate 91 persone, mentre durante la rivoluzione culturale, in un solo giorno a Pechino, vennero uccise 1714 persone.

A Simon Wiesenthal, che gli chiedeva quante vittime si contavano nei Laogai, Wu disse che, secondo i rapporti ufficiali, i deceduti nei Laogai nel periodo 1949-1984 erano 20 milioni. Però, secondo Harry la cifra effettiva era di almeno 50 milioni di vittime. Al momento dell’intervista (1996), Wu poteva affermare con sicurezza che erano detenuti nei Laogai dai 6 agli 8 milioni di persone, mentre oltre 1100 campi di lavoro erano stati identificati. Allo stato attuale (2010) sono stati accertati 1422 Laogai, tra campi agricoli e fabbriche.

Riguardo alla funzione di questi campi di lavoro, concepiti sul modello dei Gulag sovietici, Harry Wu spiegò che erano due i principi guida che li ispiravano. Il primo era  la riforma del pensiero, il secondo era di produrre a costo zero per lo sviluppo del Paese. Simon Wiesenthal replicò che, invece, la funzione dei Lager nazisti si distingueva in due fasi distinte. Durante un primo periodo prevalse il concetto di incrementare l’industria bellica. Poi, quando fu chiaro che la guerra era ormai persa, i Lager divennero soprattutto campi di sterminio.

Scaturì anche un interessante parallelo tra due slogan tipici dei due regimi.
Sulla porta di alcuni  Laogai della Cina comunista era scritto: ‘Il lavoro dà una nuova vita’. Simon Wiesenthal ricordò che all’ingresso dei Lager era scritto invece: ‘ Il lavoro vi rende liberi’. Per i due sistemi il lavoro forzato dei condannati era (e ancora rimane nel caso dei Laogai) fondamentale.

Riguardo all’esistenza delle camere a gas trovate nei Lager nazisti, Harry Wu osservò che l’uso onnipresente delle sedute giornaliere di ‘lavaggio del cervello’ poteva paragonarsi all’impiego di ‘camere a gas mentali’, che distruggevano la personalità, come quelle a gas naziste uccidevano fisicamente le persone. Entrambi gli intervistati convennero che il crimine pervadeva ogni aspetto di entrambi i sistemi. Abusi fisici e mentali, bastonature e maltrattamenti, torture, digiuni forzati ed esecuzioni capitali erano all’ordine del  giorno.

Commentando il crimine del prelevamento forzato degli organi dai condannati a morte, spesso ancora non deceduti, e l’indegno commercio che questa pratica alimenta, Harry Wu osservò che questa pratica era inconcepibile e che sperava di vedere un giorno quei medici e tutti i responsabili sul banco degli accusati. Esattamente come fu per il processo di Norimberga. Simon Wiesenthal replicò che “si dovevano spingere i medici e il personale sanitario compartecipe agli espianti  a riferire le loro testimonianze. Neanche i nazisti eseguirono esperimenti medici su scala così sistematica, massiva e commerciale”.

Per quanto riguarda l’economia, Harry Wu osservò che ”In Germania, tra il 1933 e il 1938, il PIL crebbe del 74%, mentre la disoccupazione giunse allo 0%”. Le condizioni della Cina di oggi, per alcuni aspetti simili a quelle, stanno attirando enormi investimenti da ogni parte del mondo. Tuttavia, è scoraggiante vedere come le potenze occidentali tacciano sulle violazioni dei diritti umani, pur di concludere affari con la Cina. Questa indulgenza dei Paesi occidentali sembra una replica di quell’atteggiamento ‘tollerante’ che si praticò con la Germania negli anni ‘30. “Una delle armi più potenti, l’influenza economica, viene usata per condonare le attuali violazioni, invece che per migliorare le attuali ingiustizie sociali”.

Questi paragoni servano a mettere a confronto l’attuale (e ancora poco conosciuta) rete dei Laogai del regime comunista cinese con i Lager nazisti, universalmente riconosciuti quale simbolo stesso del male. A tutt’oggi, poco si parla e si scrive sui Laogai, dove continuano a sopravvivere 8 milioni di detenuti. Di fronte a queste similitudini tra i due sistemi, il mondo non deve rimanere indifferente. Al solo nominare la parola ‘Laogai’, tutti dovrebbero sapere di che cosa si sta parlando. Il segreto più protetto del mondo del XX° secolo è anche il più orribile.

Giuliano Rossi

Clicca qui per il comunicato originale della Laogai Research Foundation di Washington

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