La ‘via sotterranea’ cinese che contrabbanda sangue a Hong Kong per test illegali sul genere

Una rete complessa di aziende, intermediari e cliniche in Cina e a Hong Kong gestisce un intricato scambio di test prenatali per determinare il sesso dei feti delle coppie cinesi, una pratica che è vietata nel continente, poiché associata all’aborto selettivo.


Secondo le statistiche governative dell’anno scorso, in Cina ci sono 34 milioni di uomini in più rispetto alle donne, effetto a lungo termine della pratica dell’aborto selettivo, dell’abbandono delle bambine e delle restrizioni sulla pianificazione familiare.

La popolazione cinese ammontava a 1,38 miliardi alla fine dell’anno passato, secondo le statistiche ufficiali pubblicate il mese scorso, di questi 708 milioni sono uomini e 674 milioni sono donne.

Nel 2014, i funzionari hanno descritto lo squilibrio di genere come un problema “molto grave”, proibendo i test sul sesso dei feti allo scopo di ridurre gli aborti selettivi.

Ma un impiegato, Chan, che ha risposto al telefono di un’azienda d’intermediazione medica nel quartiere Sheung Shui di Hong Kong, ha confermato che l’azienda fornisce kit per il test sul sesso alla Cina continentale, permettendo ai genitori di determinare il genere del nascituro.

La società aiuta anche le aziende di analisi nel continente importando campioni di sangue a Hong Kong per fare i test, eludendo le normative cinesi che vietano tali pratiche, ha continuato.

“Penso che sia l’intermediario in Cina continentale a prendere i soldi, se [il cliente] non può venire qui [a Hong Kong]”, ha detto Chan. “Tutto quello che devono fare è andare dal mediatore”.

“Se vogliono un’ecografia, allora hanno bisogno di trovare un medico in Cina che la faccia, e poi portarla [a Hong Kong]”, ha proseguito.

Un impiegato, Huang, i cui contatti si trovano stampati su un foglietto che pubblicizza l’iter e che RFA ha avuto da un’azienda d’intermediazione a Hong Kong, ha detto che i genitori che desiderano conoscere il sesso del nascituro spesso inviano i propri campioni di sangue a Hong Kong, poiché il divieto copre anche importare campioni di sangue.

“Funziona così: prendi il campione di sangue da te, me lo spedisci e io ti aiuterò a farlo arrivare a Hong Kong”, ha detto Huang, aggiungendo che molte donne incinta non osano fare il viaggio a Hong Kong per paura di essere scoperte.

“Negli ultimi tre mesi, le guardie di frontiera hanno fermato donne in gravidanza”, ha detto. “Se non sei [evidentemente] incinta, ti fanno passare, ma se lo sei, ti fanno tornare indietro”.

‘Un rischio notevole’

La società di Huang provvede a portare i campioni di sangue all’azienda Sheung Shui per le analisi, per un costo di 3.000 yuan ciascuno, compresi i costi di trasporto, le apparecchiature per le analisi e i risultati.

Ha detto che in ogni caso gli intermediari corrono qualche rischio a contrabbandare i campioni di sangue attraverso il confine.

“Se porti il sangue attraverso il confine, puoi prenderti una bella multa, quindi c’è un rischio notevole”, ha detto Huang. “Ma siamo abituati; non è poi così male.”

Ci sono metodi anche più diretti per raggirare i regolamenti che vietano il test sul sesso.

RFA ha saputo di una clinica medica abbastanza grande nel distretto di Baoan a Shenzhen, nella zona di confine con Hong Kong, in cui queste analisi costano 100 yuan a campione di sangue.

“Se vuoi che il test sia fatto qui, allora costa 100 yuan per campione”, ci ha informati un impiegato della clinica.

“Abbiamo un amico a Hong Kong che prende le provette qui e le porta a Hong Kong in metropolitana”.

Il sistema metropolitano e ferroviario (MTR) di Hong Kong si collega alla metropolitana di Shenzhen all’altezza della città di frontiera di Lo Wu.

La clinica di Hong Kong offre anche ecografie con ultrasuoni per feti fino a sette settimane, ha detto il dipendente, mentre la clinica di Shenzhen non può farle prima dei quattro mesi.

“Possiamo però tranquillamente eseguire un ultrasuono da questo lato del confine a quattro mesi”, ha detto il dipendente.

“Ma di certo non è come farlo a due mesi, se poi decidi di abortire, qualora il feto non si sta sviluppando normalmente, o non lo desideri più, o se la tua salute non ti permette di portare avanti la gravidanza”.

Il controllo della popolazione da parte del PRC

Mentre la clinica di Hong Kong promette un tasso di precisione di oltre il 98%, una ginecologa di Hong Kong ha dichiarato a RFA che esistono notevoli rischi per la ecografie a ultrasuoni già a sette settimane.

Sostiene che gli ultrasuoni nel primo trimestre portano a un rischio maggiore di un aborto spontaneo, subito dopo la scansione, e possono esserci errori nella determinazione del sesso del feto.

Il legislatore del Partito Democratico di Hong Kong, James To, che è anche un avvocato, ha affermato che tali pratiche sono il risultato dei controlli a lungo termine sulla popolazione della Cina continentale, in aggiunta alla tradizione cinese di preferire una prole maschile.

“Penso che, a prescindere dal fatto che ultimamente abbiano rilassato la politica del figlio unico, ci siano ancora forti atteggiamenti tradizionali [in Cina] e alcune famiglie vogliono assicurarsi di avere almeno un figlio maschio”. “Vogliono assicurarsi di non finire con due figlie femmine, che probabilmente troverebbero una cosa inaccettabile”.

 “Quindi mandano i campioni di sangue a Hong Kong per le analisi e se non gradiscono il risultato, procedono con un aborto”. “Ovviamente, tutto ciò è tutt’altro che ideale”.

Egli ha inoltre affermato che parte del problema è l’insistenza del partito comunista cinese al governo di limitare i diritti dei suoi cittadini sulle nascite, sebbene la politica del figlio unico si sia trasformata in una politica dei due figli.

L’attivista statunitense per i diritti delle donne Reggie Littlejohn, a febbraio, ha chiesto la fine del regime di controllo coercitivo della popolazione cinese, dichiarando che rendeva gli aborti selettivi e più probabili.

 “Il governo cinese è stato lodato da molti per il presunto “allentamento” della politica del figlio unico, tuttavia resta la natura coercitiva del programma, che continua a risultare nell’aborto selettivo di innumerevoli bambine” ha detto la Littlejohn, responsabile del gruppo Diritti delle donne senza frontiere.

“È ridicolo che la maggior parte delle organizzazioni per i diritti delle donne rimanga in silenzio di fronte a questo attacco a donne e bambine”.

La Littlejohn a febbraio ha commentato un articolo di gennaio pubblicato dal servizio di notizie ECNS, supportato dal governo, titolato: “In cerca del figlio maschio, le famiglie inviano campioni di sangue a HK per sapere il sesso e abortire se sono femmine”. Il link è stato poi rimosso.

La Littlejohn ha detto di fronte al Gruppo Nazionale per la difesa della vita che la nuova politica dei due figli e la maggior disponibilità di test di gravidanza non invasivi porta a un aumento degli aborti selettivi, non a una diminuzione.

Infatti, con la politica dei due figli, aumentano le possibilità di abortire le femmine. Le coppie che hanno già una figlia femmina, spesso interrompono la seconda gravidanza se è femmina. “Le seconde figlie restano in pericolo”, ha detto.

Radio Free Asia,22 giugno 2017

Traduzione Andrea Sinnove,LRF Italia Onlus

English article,Radio Free Asia:

 

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