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La vera essernza della moderna Cina

di Riccardo Oliva

In questa giornata in cui si è vista una bella partecipazione e una discreta rappresentanza di giornalisti, Memento Naturae, Students For a Free Tibet Roma (SFT) e Laogai Research Foundation Italia, sono riusciti con il loro impegno e la loro abnegazione a portare le testimonianze dirette su quello che è successo e succede tutt’ora, nelle aree influenzate dalla Cina. Grazie a Gelek Yakar responsabile di SFT Italia si è così riusciti ad invitare a questo convegno, il dissidente ed ex prigioniero tibetano Reting Tempa Tsering, residente oggi in Svizzera e per la prima volta in Italia, autore di un libro con una sua autobiografia in lingua inglese, dove si racconta delle sue esperienze di combattimento per più di due anni contro le soverchianti truppe cinesi, ma anche le sofferenze per le torture subite in quasi 22 anni di prigione nei Laogai. Le pesanti catene portate per quasi 2 anni sul suo corpo robusto ed una pallottola conficcata nella spina dorsale, sono prove del coraggio di quest’uomo, che il pubblico ha potuto ammirare direttamente. Grazie alla Laogai Foundation poi, siamo riusciti nella storica impresa di far vedere a tutti i presenti, una videoconferenza skype, anche se per pochi minuti visti i notevoli problemi tecnici e di rete in una sala ardua da gestire, ma soprattutto siamo riusciti ad “intervistare” i “Three Gentlemen” Lu Decheng residente in Canada con Yu Zhijian e Yue Dongyae ormai malato mentale a causa della detenzione nel già citato Laogai, per la prima volta rincontratisi insieme, dalla data del loro arresto nel lontano 1989. Diverse radio locali e varie testate hanno segnalato questo evento e nel pomeriggio anche Harry Wu l’ideatore della Laogai Research Foundation, ha portato il suo contributo in una trasmissione radiofonica.

Memento Naturae da sempre con il Tibet, non dimentica che anche il popolo cinese e la Natura, sono vittime della decadenza spirituale in cui è ormai finito il Dragone

La nostra visione del mondo si sente in dovere di preservare il Tutto, quello che su questo pianeta rappresenta la Vita, quel mosaico complesso e interdipendente che va dalla pietra all’albero, dal fiume alla foglia, dalle nuvole all’aria che respiriamo, dagli animali sempre più offesi a noi stessi sempre più vuoti. Pertanto così come accorriamo per proteggere specie animali (dalla vivisezione scientifica, dalle pellicce, da un mercato privo di scrupoli) vegetali (dal continuo rischio di antropizzazione forzata, da manipolazione, da colture intensive), minerali (da ceche logiche di sfruttamento delle risorse, da estrazione indiscriminata di materie prime) non possiamo non intervenire quando è a rischio di estinzione, una cultura spirituale e profonda, quale quella tibetana. Ma la forza che sta distruggendo il Tetto del Mondo, così lontano da noi geograficamente, va ben oltre. Abbiamo infatti voluto qui ricordare, il sacrificio di Piazza Tien An Men, tragica notte in cui persero la vita, secondo alcune fonti, 3000 tra giovani ed operai, schiacciati da più di 200 carri armati utilizzati dal partito marxista, per sedare una rivolta ingombrante che andava rimossa con ogni mezzo. Ma nonostante la nostra memoria corta, tutti i giorni il Tibet ma anche molti cinesi, se pensiamo oggi ai Falun Gong e lo abbiamo appreso dalle parole di Lili Zhao che ci ha onorato di partecipare, o ai ragazzi dell’89 ieri, sono continuamente perseguitati da questo regime capital-comunista cinese, unico esempio nella storia in cui praticamente tutti i funzionari più alti del suo partito si sono trasformati in imprenditori privati. Quindi la questione più rilevante non è chiedersi se quel regime assassino sia un partito marxista o se si sia trasformato in un ibrido capitalista, ma che la Cina, copiando il peggio del nostro Occidente, ha incarnato in se la visione del mondo del Dio Profitto. Così per sottomettere il suo stesso popolo e allontanarlo dalle sue nobili e millenarie radici, usa gli aborti forzati, i traffici di morte, condanne continue e i Laogai, all’esterno mascherati da aziende quando in realtà sono solo gulag schiavisti, mentre per l’ambiente ha usato i metodi criminali delle grandi multinazionali, piovre che gettano i loro tentacoli per impossessarsi delle risorse dei popoli. La giovane e moderna Cina, assetata di energia, utilizza la Natura a scopo di lucro:.più del 70% di fiumi e laghi praticamente morti, una deforestazione incontrollata, piogge acide con presenza notevole di biossido di zolfo nell’aria, oltre un decimo delle terre agricole avvelenato, prodotti inquinati, latte fresco alla melamina, più del 40% di bambini nati con difetti genetici, CO2 a livelli inimmaginabili, scorie nucleari, la peggiore siccità degli ultimi 50 anni abbattutasi, il rischio di catastrofe ambientale se non si interviene con urgenza sulla gigantesca diga delle Tre Gole per lo sfruttamento idroelettrico sullo Yang-tze (fiume Azzurro). Di quest’ultima, salutata come la grande muraglia del XXI, il progetto più grande del mondo, la più grande vittoria dell’uomo sulla natura, sogno di Mao e di Deng Xiaoping e che ci riporta a mente la tragedia del Titanic, ha come conseguenze milioni di sfollati e distruzioni evidenti di riserve naturali e di bio-diversità; alcuni esperti dicono addirittura che i problemi sismici legati ai terremoti degli ultimi anni, come quello devastante nel Sichuan, siano dovuti ad una mare d’acqua artificiale. In progetto ancora c’è quello delle 16 dighe sul fiume Nu: anche se si finge di ricordare che è dal 1949 che sono crollate quasi 3000 dighe. Per la necessità di rilanciare l’economia vista la crisi mondiale, le autorità cinesi hanno ridotto le spese destinate ai progetti per la protezione e tutela ambientale, ma non quelle per continuare a espandersi. Rappresentanti istituzionali di maggioranza e opposizione si devono occupare della politica, ma forse mai come oggi, è necessario guardare più ad una bio-politica, vera chiave per capire gli sviluppi futuri del nostro pianeta. Destra e Sinistra sono solo categorie di classificazione e contenitori vuoti se non affrontano le nuove sfide del millennio, usando come strumenti i valori dello Spirito, e non gli interessi dominanti di quel mondo impazzito in preda solo a logiche individualiste ed economiciste.

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