La 34enne Yang Miao torturata dal PCC in Shijiazhuang, Hebei

Un altro caso di persecuzione religiosa in Cina

Yang Miao, 34 anni, della città di Shijiazhuang, provincia di Hebei, è stata portata in un campo di lavoro forzato dal Dipartimento di Polizia di Changan nel luglio 2008 e condannata a un anno e mezzo di lavoro forzato. Attualmente è imprigionata al Primo Campo di Lavoro della provincia di Hebei nella città di Tangshan. È stata torturata al punto da essere stata vicina alla morte e soffre di alta pressione sanguigna, a un livello di 220 battiti al minuto. Il campo di lavoro non la vuole tenere e ha detto ai suoi familiari di farla rilasciare su cauzione per necessità di trattamenti medici.

Il padre di Yang Miao ha quasi 70 anni e si sta riprendendo da un colpo apoplettico come anche da altre invalidità. Non può muoversi senza difficoltà e ha una vita estremamente difficile da solo a casa. Dopo aver saputo della situazione della figlia, è andato al Commissariato di Polizia Locale di Gaoying sei volte per far rilasciare Yang Miao su cauzione per necessità di trattamenti medici, ma il Commissariato di Polizia Locale di Gaoying ha intenzionalmente scaricato le responsabilità ad altri. In fine, il 2 maggio, il padre di Yang Miao si è incontrato col direttore del Commissariato di Polizia Locale di Gaoying. Il direttore ha detto che non avrebbe osato autorizzare il suo rilascio poiché mancava poco all’inizio dello svolgersi delle “Due Conferenze” del Partito Comunista Cinese e ha detto al padre di andare prima alla Divisione dei Servizi Segreti del Dipartimento di Polizia di Changan per ottenere il bollo di approvazione.

Yang Miao, single, lavorava per l’Istituto Tecnico Superiore nella città di Shijiazhuang e suo padre è un insegnante pensionato della stessa scuola. Quando Yang Miao era adolescente, assistette alla morte della madre in un incidente d’auto in cui l’autista non si fermò a dare soccorso. Fu un duro colpo per Yang Miao. Dopo che Yang Miao iniziò a praticare Falun Gong, si riprese dalla tragedia subita e ritornò a manifestare il suo carattere originale, sincero e caloroso. Trattava ognuno con la compassione coltivata nel Falun Gong, lavorava diligentemente e aveva una reputazione molto buona tra quelli che la conoscevano.

Dal momento che persisteva nel suo credo in Verità-Compassione-Tolleranza, ha dovuto soffrire di ogni tipo di tribolazione: è stata obbligata ad abbandonare il suo lavoro ed è stata arrestata, picchiata, messa in un campo di lavoro forzato e addirittura torturata brutalmente. Nel 2002, è stata costretta ad arrivare allo stato di indigenza e senzatetto per evitare la persecuzione. Una notte, una banda di ufficiali della polizia ha fatto irruzione nella stanza che aveva in affitto. Gli ufficiali l’hanno trascinata via dal letto, le hanno messo in testa un sacchetto di plastica nero e l’hanno caricata in macchina con la forza. Il sacchetto di plastica quasi la soffocava dato che non c’era spazio per l’aria. Quando la macchina è arrivata, in un posto sconosciuto, la polizia l’ha trascinata fuori per poi picchiarla spietatamente. Poi gli ufficiali l’hanno appesa con le manette di modo che i piedi non toccassero terra. Tutto il peso del corpo di Yang Miao era sostenuto dalle manette, le quali le perforavano la carne. Dopo un po’ di tempo, la pelle si è lesionata a tal punto da aprirsi e ha cominciato a colare sangue. Le sue braccia erano quasi incapaci di alcun movimento. Non riusciva a sollevare le braccia o esercitare alcuna forza su di esse. È riuscita a riprendersi solo dopo tanti giorni praticando gli esercizi di Falun Gong.

Dal 2000 al 2004, è stata incarcerata due volte nel campo di lavoro: una volta per due anni e la seconda per tre. Dopo essere stata portata al campo di lavoro, suo padre si è dovuto prendere cura di sé da solo.

Nel 2004, Yang Miao è stata rilasciata dal campo di lavoro. Il 3 luglio 2008, un mese prima dell’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, il capo ufficio Yan Chaohui e Gao Yong, direttore di ufficio sicurezza dell’Istituto Tecnico Superiore della città di Shijiazhuang hanno chiamato Yang Miao per comunicarle di recarsi alla scuola. Non è più ritornata a casa da allora. Il giorno successivo, Yan Chaohui e Gao Yong hanno nuovamente condotto la polizia a casa di Yang Miao per confiscare le proprietà familiari e per rubarle diversi oggetti, inclusi i libri sul Falun Gong e altro ancora. Non hanno nemmeno rilasciato una lista accurata di ciò che hanno confiscato alla famiglia. Nel giro di due giorni, il padre di Yang Miao è stato informato del fatto che la figlia fosse stata condannata a un anno e mezzo di lavoro forzato.

Con la presente facciamo appello al mondo intero affinché venga dato aiuto per ottenere la riconciliazione di Yang Miao e suo padre.

fonte: DossierTibet

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