La tragedia dei bambini lavoratori esposti a sostanze tossiche per produrre il nostro oro.

Nell’ambito di un globale contesto di inquinamento ambientale in cui tutti noi respiriamo ogni giorno sostanze potenzialmente pericolose per la salute, c’è però chi è più a rischio di altri. Sono i bambini, spesso sfruttati già da piccolissimi per lavorare in luoghi dove vengono costantemente violati i loro diritti tra cui quello di non essere sottoposti al contatto con sostanze pericolose.

 E’ per porre fine a questa situazione drammatica che Human Rights Watch, un’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, ha presentato alle Nazioni Unite una relazione in cui si chiede di agire immediatamente per ridare dignità e benessere ai piccoli di tutto il mondo. Servono azioni concrete e urgenti, in primis provvedimenti più severi nei confronti delle imprese che sfruttano i bambini e mettono a rischio la loro salute.

Non molti anni fa, nel 2011, si è verificato uno dei peggiori disastri ambientali che ha riguardato proprio la salute dei più piccoli esposti a sostanze pericolose: 400 bambini sono morti in Nigeria per avvelenamento da piombo. Si trattava di piccolissimi esseri umani che lavoravano per pochi spicci nelle miniere d’oro della zona e che rimanevano costantemente coperti di polvere in cui era presente piombo sia mentre lavoravano che quando tornavano a casa.

Questo purtroppo è solo un esempio di tante altre situazioni simili in cui i bambini si ammalano a causa del contatto con sostanze pericolose, cosa che avviene soprattutto mentre stanno lavorando. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: 1,7 milioni di bambini sotto i 5 anni sono morti nel 2012 a causa degli ambienti insalubri in cui erano costretti a lavorare e vivere.

Una situazione che tutti noi non possiamo accettare. Fondamentale quindi la presa di posizione di Human Rights Watch che ha presentato al relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani, sostanze pericolose e rifiuti un rapporto dal titolo “Danger, Keep Out! Children’s Exposure to Toxic Substances” in cui vengono elencati nel dettaglio tantissimi esempi di bambini che ogni giorno entrano in contatto con sostanze pericolose durante il proprio lavoro nei settori minerari, manifatturieri, agricoli o in altri tipi di imprese.

Si parla dei bambini in Bangladesh che lavorano nelle concerie e si lavano nei limitrofi stagni di acqua contaminata dagli scarti di queste aziende, dei piccoli in Cina che sono avvelenati dal piombo a cause delle fabbriche di batterie e delle fonderie o ancora dei minori in Africa che, a causa del lavoro nelle miniere d’oro, si ammalano entrando in contatto con il mercurio. Anche gli Stati Uniti hanno casi di violazione dei diritti dell’infanzia, Human Rights Watch ha documentato infatti l’uso di bambini come lavoratori agricoli che, in quanto tali, entrano costantemente in contatto con fertilizzanti tossici e pesticidi.

Un cambiamento epocale è quello la nostra società DEVE a questi bambini ma purtroppo, già si sa, ci vorrà del tempo. Intanto però, non dimentichiamoci di fare la nostra parte, acquistando il più possibile alimenti e prodotti provenienti dal commercio equo e solidale che garantiscono ai lavoratori dignità, salute e giusto salario.

Greenme.it,06/05/2016

English article,Human Rights Watch:

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