«La Svizzera è il paese più ipocrita del mondo»

L’artista Ai Weiwei è il più noto tra gli oppositori di Pechino. Lo abbiamo intervistato all’indomani del G7 e dell’incontro Putin-Biden, il dissidente cinese punta il dito contro l’Occidente: «Complice del totalitarismo, gli affari economici vanno avanti». E non risparmia critiche anche a Berna.

LISBONA/LUCERNA – È il dissidente cinese più famoso. Artista concettuale, scultore, curatore: Ai Weiwei è stato arrestato nel 2011 e fino al 2015 non ha potuto lasciare la Cina, per via delle critiche espresse nei confronti del regime di Pechino. Da allora vive in esilio, attualmente in Portogallo.

20 Minuten lo ha intervistato su Zoom a margine di un seminario online organizzato dall’Università di Lucerna. Il tema: l’etica nel contesto globale. E a proposito di etica, all’indomani del G7 inglese e dell’incontro Putin-Biden tenutosi a Ginevra, l’artista ha non poco da dire.

Signor Ai, lei ha affermato che la Cina è una minaccia crescente per l’Occidente «morbido e timoroso». Perché?

L’Occidente ha bisogno del mercato del lavoro cinese, un sistema autoritario dove non c’è protezione dei diritti umani, dei diritti del lavoro, né sistema giudiziario indipendente. Gli Stati Uniti e l’Europa non hanno alcun interesse che la Cina si sviluppi in questo senso, si preoccupano unicamente del profitto. Ma ora che c’è un capitalismo di stato di successo in Cina, l’Occidente non è più all’altezza della sfida perché un sistema autoritario è più efficiente, più spietato e più strategico. Di conseguenza, l’Occidente sta diventando sempre più nervoso e timoroso.

In cosa consiste la minaccia?

La minaccia che la Cina rappresenta è unicamente di tipo economico. L’Occidente porta affari e tecnologia in Cina, ma Pechino al contrario non adotterà mai i valori occidentali. E le due cose convivono: tra Cina e Occidente in realtà non c’è più alcun confine, molti ancora non lo capiscono, ma la Cina lo dice chiaramente: noi siamo parte del vostro sistema, e voi del nostro.

Qual è la posta in gioco per l’Occidente?

Faccio un semplice esempio. I cinesi lavoravano forse 15 ore al giorno sette giorni alla settimana. Vogliono fare soldi e diventare ricchi. Gli occidentali, d’altra parte, pretendono salari alti, lavorano di meno, hanno lunghe vacanze e non si preoccupano affatto dell’ingiustizia di tutto ciò. Questa è un’ipocrisia che rende chiaro che l’Occidente è moralmente corrotto quanto la Cina, anche peggio. Vive in modo privilegiato e non aiuta le persone di cui alla fine ha bisogno. Inventa scuse per continuare a fare affari con stati autoritari come Cina, Arabia Saudita e Russia. Questo le sembra moralmente corretto?

Quale strategia propone?

La Cina ha sviluppato un’ottima strategia per se stessa, mentre l’Occidente non ne ha affatto, tranne essere pigro, ipocrita e presuntuoso. Ecco perché la Cina sta facendo enormi passi avanti e si sta lasciando indietro l’Occidente.

In Occidente però lei può esporre la sua arte senza temere la repressione di Stato. 

Per me è uguale, dove espongo. La mia arte è richiesta per il suo valore. Posso esporre online, non ho bisogno di una galleria. Posso fare la mia arte ovunque, anche in prigione posso scrivere, giusto? Trovo solo che l’Occidente sia incredibilmente ipocrita. Tutti fingono di essere liberali e creativi, ma cosa creano, in fin dei conti?

Sei diventato più critico nei confronti dell’Occidente da quando vivi qui?

No, lo sono sempre stato. Sono sempre critico nei confronti delle autorità e molto critico nei confronti dei paesi in cui i diritti umani e la libertà di parola non sono rispettati. Ma odio anche l’ipocrisia e in Cina ce n’è molta meno che in Occidente. Le ingiustizie esistono anche qui, solo che non lo si ammette. C’è una propaganda, la gente gode di libertà, benessere ed educazione e pensa di avere diritto a questi privilegi.

La Cina sta per diventare la prima potenza economica mondiale. Come cambierà il mondo?

La Cina comprerà tutto, in tutto il mondo. In Svizzera, ad esempio, tutte le banche e i fornitori di servizi finanziari lavoreranno per la Cina. Questo influenzerà il paese? Credo di sì. In Africa è già successo, e sta succedendo in Europa. Nel frattempo, le grandi aziende occidentali fanno affari con il regime cinese, assumono i figli dei funzionari per avere vantaggi nel mercato cinese. Gli importa della Cina? No. Amano solo i soldi. Nel mercato non c’è Oriente e Occidente, ci sono solo i ricchi e i potenti e il resto di noi.

La Svizzera ha sviluppato una strategia per la Cina per la prima volta in 70 anni. Il Consiglio federale tiene conto dei diritti umani, ma anche del fatto che la Cina è il nostro terzo partner commerciale.

Il primo punto è già falso. La Cina sa che l’Occidente parla di diritti umani solo per fare bella figura. Gli affari vanno avanti comunque. Quindi la Cina sarà presto non solo il terzo partner commerciale della Svizzera, ma anche il numero due e poi il numero uno.

I paesi occidentali auspicano una Cina liberale e globale…

È ridicolo. Il mondo non può permettersi una Cina ricca e democratica: la Cina deve rimanere così com’è, perché questo è l’unico modo per l’Occidente di ottenere il massimo profitto. La strategia della Svizzera e degli altri paesi è questa: criticare sui diritti umani, e poi continuare felicemente a fare affari. La Cina ha capito questo trucco tempo fa.

Molti paesi preferiscono la leadership degli Stati Uniti, a una futura leadership cinese.

Perché?

Perché abbiamo dei valori in comune. 

Valori comuni, cosa significa? Eravate tutti alla stessa festa, e quella festa è finita. Comunque: non ci sono valori comuni, questa è un’illusione. Critico la Cina più di chiunque altro al mondo, ma dobbiamo anche tenere presente che l’Occidente si sta avvantaggiando del regime, uno stato autoritario che dà all’individuo poca o nessuna libertà. Un regime che – credo – non sarà comunque in grado di resistere a lungo termine.

Parliamo della minoranza uigura. L’Occidente continua ad acquistare prodotti del lavoro forzato.

Non voglio difendere la Cina. Ma i campi di lavoro esistono da sempre, io stesso sono cresciuto in questi campi. Non è un fenomeno nuovo e colpisce non solo gli uiguri ma anche i tibetani e altre minoranze etniche. Qui viene prodotto circa il 20 percento del cotone destinato al mercato mondiale, e tutto viene esportato in Occidente. L’Occidente si accorge dei problemi in modo selettivo. Usa i diritti umani come scusa a buon mercato per contrattare.

Lei dà dell’Occidente un’immagine addirittura peggiore che della Cina.

Io non dipingo mai la Cina in una buona luce. Vedo la Cina per quello che è. Nessuno critica la Cina più di me. Ma devo essere onesto. L’Occidente deve scendere dal piedistallo e smettere di fingere di avere sempre fatto la cosa giusta. I diritti umani non vengono rispettati con i rifugiati che sbarcano in Europa. La Svizzera vieta alle persone di indossare il velo e di costruire minareti. È questa la democrazia?

Lo ha deciso la maggioranza della popolazione, con il voto…

E questo è un perfetto esempio di come la democrazia può diventare un crimine. Le persone dovrebbero poter indossare ciò che vogliono. La Svizzera usa la democrazia come pretesto per creare una legge che non è né lecita né equa.

A quanto pare, una buona parte dei cittadini si sente a disagio o minacciata dal burqa.

E se ti senti minacciato, la democrazia può assumere tratti totalitari? Allora non dovresti incolpare neanche la Cina. La Svizzera dovrebbe vergognarsi. Anche quando la Germania mise gli ebrei nei campi di concentramento, la maggioranza dei tedeschi era d’accordo.

Confronta la Svizzera di oggi con la Germania nazista?

E perché no? La natura umana non cambia. In determinate circostanze, i politici giustificano ogni cosa con la volontà del popolo. Ve lo dico io: la Svizzera è lo Stato più ipocrita del mondo! Si presenta democraticamente, è così orgoglioso della sua cosiddetta capacità di compromesso e neutralità – e allo stesso tempo nasconde i crimini e beneficia anche dei crimini degli altri.

Quindi non verrà più in Svizzera?

Ci devo pensare. Ho molti buoni amici in Svizzera e ci sono molte cose che amo della Svizzera, ma ci sono anche molte cose che non mi piacciono. A cominciare dalla politica ipocrita e il voto sul burqa. Non voglio avere niente a che fare con discriminazioni di questo tipo.

Fonte: Tio.ch,18/06/2021

Articolo in inglese:

Interview with Ai Weiwei – “Switzerland is the most hypocritical state in the world!” 

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