La riapparizione di Zhou Yongkang, ex zar della sicurezza cinese

Matthew Robertson,The Epoch Times,04.10.2013

Zhou Yongkang, ex capo delle forze di sicurezza del Partito Comunista Cinese, è tornato ancora una volta in pubblico dopo una prolungata assenza e in seguito ai resoconti che lo vedevano sotto inchiesta.

La leadership cinese sta conducendo ormai da mesi delle indagini sulla corruzione in diversi portafogli chiave che sono stati sotto il suo controllo, tra cui l’industria petrolifera.

Nella foto: Una schermata del sito web della China University of Petroleum che mostra Zhou Yongkang (c), ex capo delle forze di sicurezza del Partito Comunista Cinese, durante una visita del primo ottobre; da lungo tempo non era più sotto la luce dei riflettori.

La sua ricomparsa del primo ottobre per il 60° anniversario della China University of Petroleum, l’università che ha frequentato, evidenzia che le autorità del Partito stanno cercando di soffocare le indiscrezioni e dimostrare unità, secondo quanto detto in un’intervista con Epoch Times da Shi Cangshan, analista del Partito Comunista Cinese residente a Washington.

«Stanno usando questo incidente per sedare le voci, dimostrando che Zhou Yongkang non è in stato di detenzione o shuanggui», ha detto Shi, utilizzando il termine cinese che si riferisce ad una forma interna e segreta di interrogatorio, messa in atto dal Partito contro i membri accusati di illeciti.

Ma ciò non significa che non sia sotto inchiesta, secondo quanto aggiunto da Shi. «Le autorità non hanno utilizzato i loro media portavoci [dello Stato, ndt] per farne dei reportage. La notizia è stata pubblicata solo sul sito dell’università. C’è una fazione all’interno del Partito che lo sta indagando. Ma non sembra sia giunto il momento di arrestarlo o di agire [al riguardo, ndt]».

Nell’ultimo anno Zhou è stato in gran parte fuori dalla scena pubblica. In precedenza è stato uno degli uomini più potenti del Partito Comunista Cinese, dato che il suo portafoglio era l’apparato di sicurezza di circa 88 miliardi di euro.

Xi Jinping, il nuovo leader del Partito, ha preso le redini del regime con una certa determinazione e gran parte della rete politica che Zhou Yongkang ha costruito è stata smantellata. I quadri fedeli a Xi sono stati paracadutati in posizioni chiave, mentre le persone di Zhou sono state declassate o, più recentemente, oggetto di inchieste aggressive sulla corruzione, in base a come vengono definite dai media del Partito.

Durante il suo discorso all’università il primo ottobre, Zhou Yongkang ha menzionato Xi Jinping tre volte e ha omaggiato il concetto di Xi del «Sogno cinese», che può diventare il contributo ereditario di Xi Jinping al canone della teoria comunista cinese.

Zhou ha chiesto a tutti gli insegnanti e gli studenti di «unirsi saldamente intorno al Partito centrale guidato da Xi Jinping», e «realizzare il sogno cinese di fare nuovi traguardi nel settore del petrolio»

È stato accompagnato dal personale universitario ma da nessun entourage di ufficiali, a differenza dell’ex leader del Partito Hu Jintao che, quando è tornato nel suo villaggio di Longchuan nella provincia dell’Anhui nel mese scorso, è stato accompagnato dal segretario permanente provinciale del Partito e da un funzionario chiave dall’ufficio interno del Partito centrale.

A seguito dell’incontro estivo di quest’anno nel riservato luogo di villeggiatura diBeidaihe – dove alti funzionari di Partito si riuniscono periodicamente per decidere nuove politiche – vi è stata una speculazione diffusa che Zhou Yongkang sia sotto inchiesta. Molti dei funzionari a lui fedeli nel settore petrolifero sono stati arrestati o messi sotto inchiesta, compresi coloro che hanno avuto legami con lui presenti nella provincia del Sichuan, dove un tempo era segretario del Partito.

Secondo Lan Shu – un analista indipendente di politica cinese che ha parlato con Sound of Hope, un’emittente radiofonica cinese d’oltremare – la diminuzione del ruolo di Zhou ha senso dal punto di vista dei governanti attuali.

Lan Shu ha poi sviluppato la sua analisi: «Guardando la situazione dal punto di vista della salvaguardia del Governo del Partito, Xi Jinping deve fare due cose: deve innanzitutto portare avanti delle riforme. Senza riforma, il Partito Comunista Cinese è destinato a crollare. Al fine di realizzare le riforme, gli interessi di alcune fazioni devono essere sacrificati poiché vi è un limite alla condivisione delle rendite. In secondo luogo, Xi deve fare del suo meglio per rimuovere il gruppo di persone che hanno causato il grande malcontento o che sono state in maggior modo denunciate dal popolo cinese».

Zhou Yongkang è largamente detestato per aver guidato le forze di sicurezza del Partito e aver supervisionato la loro espansione e il loro sconfinamento nella vita di un numero crescente di persone. Possedeva il controllo dei tribunali, del sistema carcerario, dei campi di lavoro, delle forze di polizia, della polizia segreta e della Polizia Armata del Popolo – che ha la dimensione di un esercito permanente – e che viene utilizzato per reprimere violentemente le proteste contro l’ingiustizia e l’abuso di potere che emergono quotidianamente in tutta la Cina. Per la durata della sua permanenza in carica, Zhou è stato anche il capo carnefice della persecuzione delFalun Gong e in generale della soppressione di dissidenti e difensori dei diritti umani

Fonte:http://www.epochtimes.it/news/la-riapparizione-di-zhou-yongkang-ex-zar-della-sicurezza-cinese—124263

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/306555-chinese-communist-security-boss-under-a-cloud-reappears/

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