La Regione chiede fondi per i “senza reddito” della azienda automobilistica De Tomaso ora cinese

TORINO -Il caso dei 900 lavoratori De Tomaso, l’azienda automobilistica di Grugliasco al centro di diverse inchieste giudiziarie, finita un paio di settimane fa in mano ai cinesi, rappresenta la punta di un iceberg.

Il Piemonte infatti, nel giro di pochi mesi, potrebbe trovarsi a fare i conti con circa 30mila persone senza reddito, di cui 10mila oltre i 55 anni.

Il tema è stato affrontato ieri in un incontro in Regione, a cui hanno partecipato il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, affiancato dagli assessore al Lavoro e alle Attività produttive, Gianna Pentenero e Giuseppina De Santis, i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil, Alberto Tomasso, Alessio Ferraris e Gianni Cortese, il presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato.

Per risolvere, in primis la situazione dei 900 operai della De Tomaso, il Piemonte intende chiedere al governo finanziamenti pe rusare contratti di ricollocazione.

Ma al vaglio ci sono anche altre proposte che affrontano in maniera più globale il problema del lavoro: un anticipo della pensione per i possibili nuovi esodati per i quali la Regione potrebbe avviare una sperimentazione, e la disponibilità di Confindustria a fare un censimento tra le imprese associate per capirne i bisogni di nuove assunzioni da incrociare con chi cerca invece occupazione.

Metro News 13/05/2015

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