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La persecuzione del Falun Gong continua senza tregua

Appena Fu Hui comprese che il regime cinese aveva cominciato a perseguitare il Falun Gong, un’antica disciplina meditativa, decise che doveva fare appello alle autorità di Pechino. Nel 2000, poco dopo l’inizio della persecuzione il – dodici mesi.

Tredici anni dopo, il suo calvario non è ancora finito, infatti il 21 marzo 2013 è stata arrestata nella città di Shenyang, nella provincia di Liaoning della Cina nord-orientale e portata al primo centro di detenzione della città, dove è stata interrogata e torturata dalla polizia.

Nella foto: 13 luglio 2012, a Washington, DC: alcuni praticanti del Falun Gong portano le foto dei praticanti morti in Cina a seguito di tortura o abusi durante la persecuzione.

I poliziotti l’hanno ripetutamente colpita con bastoni elettrici, poi hanno inserito a martellate dei bastoncini affilati di bambù sotto le sue unghie. Quando Fu è svenuta dal dolore, le hanno versato addosso acqua fredda per svegliarla e continuare a torturarla.

Secondo un recente rapporto di Minghui.org, un sito web del Falun Gong, dal primo gennaio al trenta giugno di quest’anno altri 2.100 praticanti come Fu sono stati arrestati dalla polizia locale e dagli uffici 610 in tutto il Paese. L’ufficio 610 è un’agenzia extralegale istituita dal Partito Comunista nel 1999 con lo scopo specifico di perseguitare il Falun Gong.

La Falun Dafa Information Center, l’ufficio stampa del Falun Gong, stima che centinaia di migliaia di praticanti del Falun Gong sono detenuti all’interno di strutture di detenzione legali ed extralegali cinesi in un qualsiasi momento e ciò li rende il più grande gruppo di prigionieri di coscienza in Cina.
Nel primo semestre di quest’anno, altri dodici sono stati condannati alla “rieducazione” attraverso i campi di lavoro senza processo, mentre 450 sono stati condannati al carcere o ai campi di lavoro dopo l’intervento del giudice, altri 43 sono morti per torture o abusi.

Da quando la repressione è iniziata nel 1999, Minghui ha riportato un totale di 3.697 morti, anche se le cifre reali potrebbero essere molto più alte. Secondo quanto affermato in un’intervista via email da Erping Zhang, il portavoce della Falun Dafa Information Center, è difficile stimare il numero esatto delle torture e dei decessi a causa della forte censura dell’informazione in Cina.

«Nei casi documentati dal sito Minghui sono confermati solamente i casi derivanti da fonti in Cina, spesso veniamo a conoscenza di alcuni casi di arresto o di morte solo mesi o addirittura anni dopo, a causa della censura presente nel Paese» ha continuato Zhang. I praticanti del Falun Gong in Cina, così come le Ong internazionali e i gruppi dei diritti contribuiscono a fornire i dati che Minghui riporta.

Si ritiene che un numero ancora più alto di praticanti siano morti per il prelievo forzato di organi: negli ultimi anni, sono emerse prove di espianti forzati sistematici e vendita di organi da prigionieri di coscienza cinesi, la cui maggior parte sono praticanti del Falun Gong.

In un’indagine del 2006 condotta da David Matas, l’avvocato di diritti umani e David Kilgour, l’ex segretario di Stato Canadese (per la Regione Asia-Pacifico), è stato confermato che in Cina gli organi vengono espiantati da praticanti del Falun Gong ancora in vita per la vendita a pazienti che necessitano di un trapianto.

Sebbene il numero di trapianti di organi eseguiti in Cina resti un segreto di Stato, David Matas in una intervista nel 2012 ha riferito a The Epoch Times che la stima dei praticanti del Falun Gong uccisi per i loro organi ogni anno è di circa 8 mila. Seguendo questo calcolo, nel 2013 già diverse migliaia di praticanti potrebbero essere morti a causa di questi espianti forzati.

Zhang ha osservato che le statistiche appena rilasciate dimostrano che il regime non si è placato nella sua persecuzione del Falun Gong: «I numeri parlano da soli sulla spietatezza della persecuzione contro il Falun Gong in Cina, con una media di almeno 7 morti al mese, 23 casi di rapimento ogni due giorni e circa 5 persone condannate ogni due giorni con procedure illegali. Dobbiamo essere consapevoli che durante gli ultimi quattordici anni, il Pcc [Partito comunista cinese] è ricorso a tutti i mezzi di Stato nel tentativo di sradicare i praticanti del Falun Gong».

di Annie Wu, Epoch Times | 23 Luglio 2013

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/182850-persecution-of-falun-gong-continues-unabated/ [1]