La notte dei cristalli

Le immagini della carneficina di domenica che ,nonostante la censura del regime,avevano già fatto il giro del mondo hanno creato grande imbarazzo alla delegazione cinese che si apprestava a partecipare ai lavori del G8.   Il Presidente Hu Jintao ha così deciso,dopo una breve consultazione con la cupola del PCC , di far cessare il fuoco dei blindati e dissimulare l’azione repressiva.   Perentori gli ordini impartiti al “governatore” della colonia Uyghura : “stroncare con ogni mezzo la rivolta separatista senza compromettere l’immagine del Partito!”   I commissari politici si sono immediatamente attivati per organizzare bande paramilitari ,da porre sotto il controllo dei “militanti” più fidati, composte di coloni armati e militari in borghese; vere e proprie squadracce alle quali affidare il compito di fare strage degli insorti,completando il lavoro che i “regolari” a quel punto non potevano più portare a compimento.

Questi gruppi hanno quindi preso d’assalto scuole,case ,negozi uccidendo barbaramente a colpi di arma bianca chiunque avesse  l’aspetto di un Uyghuro.  La resistenza del Turkestan Orientale riferisce di numerose decapitazioni di donne e bambini.Li Zhi ,segretario del partito comunista di Urumqi ,è stato fotografato mentre arringava i fedelissimi invocando la pena di morte per i rivoltosi.

Hanno fatto irruzione nelle case sfondando le porte,distruggendo tutto e portandosi via tutti i maschi adulti.Una donna uyghura ,che da giorni ormai non ha più notizie del marito,ci ha riferito che solo nella zona del Bazaar sono state arrestate 300 persone.

Sono entrati negli ospedali dove erano stati ricoverati molti dei feriti negli scontri di domenica ed hanno finito a colpi di spranga chiunque non avesse tratti cinesi.

Alle 4 del mattino le strade della periferia di Urumqi erano disseminate di cadaveri come testimonia il video di un coraggioso reporter indonesiano che è riuscito a rubare qualche immagine dall’interno di un furgone noleggiato sul posto.

Hanno assaltato l’università ,dove avevano trovato rifugio alcuni dei giovani manifestanti sfuggiti alla carneficina di domenica pomeriggio ,e aggirandosi tra i cadaveri degli studenti schiacciati dai carri armati cinesi ,sono riusciti a scovare un gruppo di universitari terrorizzati e li hanno subito trucidati a colpi di bastone.

Secondo fonti della resistenza il bilancio provvisorio è di 800 morti e oltre 1300 feriti. Interminabile l’elenco che ci hanno fornito con i nominativi delle persone scomparse e delle quali parenti ed amici non riescono ad avere notizie.

Dopo le condanne a morte di decine di patrioti e le pesanti condanne inflitte a chiunque fosse sospettato di avere simpatie per la resistenza indipendentista  è così arrivata la lunga notte dei cristalli,forse preludio alla soluzione finale della questione Uyghura.

Claudio Tecchio

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