La maggior parte dei pomodori per la passata “Made in Italy” sono raccolti schiavizzando gli uiguri

Il pomodoro “made in Italy” ha qualcosa da farci venire l’acquolina in bocca. Eppure … In un libro scioccante, il giornalista Jean-Baptiste Malet rivela che i pomodori usati per fare i concentrati e altre puree italiane sono in realtà cinesi! Una inchiesta  scandalistica.

Pasta Bolognese, Pomodoro e Mozzarella, Pizza Margherita … Questi piatti tipici d’Italia ci trasportano subito al sole. Problema, il pomodoro che contengono oggi verrebbe principalmente dalla Cina!

Nel suo libro-inchiesta * “L’Impero d’Oro Rosso: Indagine Globale sull’Industria del Pomodoro”, il giornalista Jean-Baptiste Malet rivela come la mafia italiana abbia creato un business succoso con il pomodoro cinese,  a discapito dei consumatori.

Perché la varietà di pomodoro trasformata in concentrati e altri derivati è in realtà prodotta geneticamente .

Infatti “contiene il 30% di sostanza secca (contro il 3-5% di un pomodoro normale) per essere più redditizio a tonnellata, e un peduncolo particolarmente fragile per essere colto con estrema facilità”, come spiega un articolo pubblicato da Obs.

Quando il “made in Italy” è effettivamente “made in China”

Se si pensa di assaggiare concentrati di pomodoro, salse o ketchup “made in Italy”, come indicato dalla maggior parte delle etichette dei prodotti che si acquistano in commercio, in particolare al supermercato, la realtà è ben diversa.

Jean-Baptiste Malet ha scoperto durante le sue indagini che la maggior parte della mafia italiana (Camorra, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita) esporta pomodori dalla Cina (e più precisamente dallo Xinjiang), ma anche dagli Stati Uniti e dalla Spagna, prima di lavorarli e venderli in conserve alimentari recanti etichette stampigliate “prodotte in Italia” in tutto il mondo.

“La criminalità nel settore agroalimentare ha assunto in Italia una tale portata che le istituzioni la chiamano agromafia”, dice il giornalista in un articolo pubblicato da “Le Parisien”.

Pomodori, riciclaggio di denaro e sfruttamento dei migranti …

Secondo l’autore del libro, queste “mafie del pomodoro” hanno un solo scopo: riciclare denaro dalle loro imprese criminali.

Peggio ancora, sfrutterebbero anche i migranti per fare il lavoro sporco: “Quasi tutti gli africani, bulgari o rumeni che lavorano nei raccolti non sono dichiarati” e verrebbero pagati “tra 1,16 e 1,33 centesimi di euro per chilogrammo di pomodori raccolti”, noi impara nell’articolo parigino.

Un business che paga alla grande queste mafie, 15,4 miliardi di euro nel 2014 secondo il giornalista, e che ci lascia un retrogusto amaro in bocca.

* “The Empire of Red Gold: Global Tomato Industry Survey”. Ed. Fayard. Disponibile dal 18 maggio 2017.

Traduzione Arcipelago laogai: in memoria di Harry Wu

Fonte: Lady First, 17/04/2921

Notizia riportata anche da ” L’ESPRESSO”  il 20/04/2021:

I pomodori cinesi raccolti schiavizzando gli uiguri arrivano anche in Italia 

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