La LRF Italia invia precisazioni all’articolo del 07/01/2016 pubblicato su il Corriere.it

L’articolo apparso tratta le problematiche relative alla politica del figlio unico, viene affermato dalla scrittrice la chiusura della legge del figlio unico. (Cina: è al tramonto l’era del figlio unico). Francesca Romana Poleggi direttivo LRF ha desiderato inviare alla giornalista alcune precisazioni.

Gent. ma Dott. Simioli,
per anni ho fatto parte del direttivo della Laogai Research Foundation e ho curato l’edizione italiana del dossier di Harry Wu, Strage di Innocenti, la politica del figlio unico in Cina, edito da Guerini.
 
Mi permetto qualche nota a margine del suo pezzo in oggetto.
Andrebbe anzitutto spiegato – come premessa – che in una dittatura la legge non “serve” ai cittadini, ma ai burocrati. Contiene i comandi che il PCC dà ai suoi funzionari e che i funzionari applicano sulla popolazione secondo il loro arbitrio. Ma questo discorso è complesso e ci porta lontano. Voglio solo dire che “In Cina c’è una legge che…” non significa proprio niente per il popolo cinese.
Quanto all’approvazione, in Cina, della “legge sul secondo figlio”, bisogna chiarire una cosa fondamentale:
NON E’ STATA ABROGATA LA LEGGE SULLA PIANIFICAZIONE FAMILIARE.
Ciò vuol dire che le donne cinesi per fare un qualsiasi figlio devono chiedere il permesso allo Stato (alle autorità governative locali). Anche per fare il primo figlio.
La riforma implica che le autorità locali concederanno il permesso per due figli e non per uno solo (ma la cosa succedeva già, in diverse circostanze, prima).
Ma questo significa che la dittatura cinese continua a infilarsi nel letto dei suoi cittadini. Senza “permesso di nascita” tocca pagare multe esorbitanti. Senza permesso – e senza i soldi per pagare la multa – abusi inenarrabili: aborto forzato, sterilizzazione forzata; se la donna interessata scappa, arresto di parenti e conoscenti, distruzione di case e amenità simili.
Quanto al controllo della popolazione, chi l’ha detto che i  (tanti) Cinesi sono/erano troppi?
– la prosperità della Cina, dagli anni ’80 in poi è stata grazie all’apertura al mercato (il “socialismo di mercato di Deng Xiao Ping: “arricchirsi è glorioso”. Capitalismo selvaggio senza regole, con conseguente sfruttamento sino alla morte delle masse dei tantissimi lavoratori, dentro e fuori dai laogai);
– i figli, al popolo,  servono e sono sempre serviti a sopperire all’assenza completa di previdenza sociale;
– dopo i 35 anni di politica di pianificazione delle nascite, è il Governo stesso che riconosce che è finita la crescita “miracolosa ” del PIL cinese: la Cina sta diventando un Paese di vecchi (è molto grande: citare i numeri in termini assoluti è fuorviante. Si guardassero le percentuali). Se non nascono i bambini, non crescono i giovani che producono il PIL. Il livello medio di ricchezza della popolazione sia cresciuto, ma prima era a livelli di Africa sub Sahariana. Ora, pur essendo cresciuto, continua ad essere distribuito malissimo: i membri del Partito Comunista sono ricchi o ricchissimi, il popolo è sempre povero. I Cinesi non hanno i mezzi per consumare. Se la popolazione non cresce (dato che non si arricchisce) chi fa la “domanda” che consuma “l’offerta”? La Cina è cresciuta e “resiste” con la forza delle esportazioni a basso costo, sempre sulla pelle degli schiavi o dei quasi-schiavi che sono i lavoratori cinesi… (e noi siamo in crisi nera perché non solo non abbiamo più i giovani, ma perché abbiamo accettato supinamente la concorrenza sleale cinese e le nostre imprese hanno chiuso);
– nessuno parla dei suicidi delle donne in Cina (vittime della pianificazione familiare).
–  Nessuno dice che le donne cinesi devo obbligatoriamente marcare visita ogni sei mesi e dimostrare che portano la spirale anticoncezionale. Se saltano il controllo sono guai seri (multe, persecuzioni, abusi) (il sistema dei controlli è stato organizzato anche con i soldi nostri, negli anni ’80, dall’ONU – UNFPA);
– Quanto allo squilibrio maschi – femmine: c’è SEMPRE stata la preferenza per i maschi. E anche prima degli anni ’80 a volte le bambine erano abbandonate. Ma c’era anche la convinzione che i figli fossero comunque una ricchezza (e lo erano: perché i figli aiutano i genitori, anche economicamente. Zappano, raccolgono, pascolano…!). Da quando c’è la pianificazione familiare, le bambine sono “costretti” ad ammazzarle (o abortirle): la cosa è di una gravità tale, che c’è chi propone la poliandriaNon ci sono le donne in età da marito, per i Cinesi, oggi. 
 
​​Per documentarsi su queste cose, è bene leggere anche fonti non prezzolate da Pechino, ma vicine ai dissidenti… come WRWFChina Aidasianews e ovviamente e soprattutto la LRF
Spero che vorrà apprezzare queste note. La saluto cordialmente.
Francesca Romana Poleggi
Direttore Editoriale

La risposta della Dr.ssa Simioli:
Cara Francesca,
innanzitutto grazie per avermi scritto dedicandomi del tempo per illustrare il suo pensiero. Per me è sempre un piacere allargare la mia prospettiva e modificare, quando necessario, il mio punto di vista. In Cina ci andai (è proprio il caso di usare il passato remoto!) nel 1987, a 21 anni, quando era ancora una meta non battuta e non si era ancora rimodernata, almeno in apparenza. Il nostro fu un tour lungo tre settimane e, grazie alla guida che si affezionò a noi (e che eccezionalmente e dopo mille permessi) ospitammo anche a Caserta, dove vivo con la mia famiglia, avemmo modo di apprendere molte cose. Le domande che le ponevo erano a raffica e quindi capimmo che ciò che a noi sembrava assurdo, in Cina era normale.L’idea di legge e di applicazione va ovviamente contestualizzato e rischia di perdere la valenza semantica originaria. Se il governo cinese ha previsto un allentamento dei cordoni demografici ha fatto i suoi calcoli: la popolazione sta invecchiando e i consumi rischiano di languire.
Se è vero che la Cina sta subendo radicali cambiamenti molto resta da fare. A noi arriva solo ciò che vogliono farci sapere ma, come lei ha ricordato, ci sono tante verità dolosamente occultate che solo un attento “palombaro della verità” riesce a scovare.La mia lettera a Italians probabilmente ha risentito di una lieve forma di incompiutezza e approssimazione, anche perché lo spazio a disposizione è limitato. Ho del resto riportato le notizie diffuse dall’Ansa e dai maggiori organi di informazione corrente.E ora la lascio al suo lavoro, la saluto e la ringrazio nuovamenteMarinella Simioli
Caserta

Laogai Research Foundation Italia ONLUS, 10/01/2016

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