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La genitorialità programmata va di pari passo con il controllo della popolazione cinese da parte del governo

Reggie Littlejohn, presidente del Gruppo Diritti delle Donne senza Frontiere, ha dichiarato: “La politica del figlio unico è stata responsabile di centinaia di milioni di aborti forzati, sterilizzazioni e di sofferenze umane mai raccontate. Mentre si pone come campione di scelta, la Federazione Internazionale per la Genitorialità Programmata (IPPF) ha lavorato di pari passo con il programma di controllo della popolazione in Cina, quasi sin dalla sua nascita. L’aborto forzato non è una scelta.
Il Gruppo Diritti delle Donne senza Frontiere richiede un’indagine internazionale su larga scala dell’IPPF per determinare l’esatta natura delle sue operazioni in Cina.

La trasparenza è richiesta dal fatto che IPPF riceve i soldi dei contribuenti anche dagli Stati Uniti e da altre nazioni. Credo che sia impossibile lavorare così strettamente con la macchina del Partito Comunista Cinese per l’aborto forzato senza essere complici delle sue atrocità. Questo in particolare è il caso dei fatti di quest’anno, quando abbiamo appreso che il numero di aborti in Cina non è di 13 milioni, ma 23 milioni all’anno”.

In Cina, l’aborto ha poco a che fare con la scelta di una donna. Il mondo è stato scioccato nel 2012 di fronte alla fotografia di Feng Jianmei, sdraiata accanto al suo bambino abortito forzatamente, che ha fatto il giro tra i media occidentali grazie al Gruppo Diritti delle Donne senza Frontiere, mostrando a milioni di persone la vera faccia del controllo della popolazione cinese.

L’aborto forzato in Cina continua sotto la nuova politica dei due figli. Il 22 luglio 2016, per esempio, è stato raccontato che una coppia in Guangdong ha dovuto abortire, o entrambi avrebbero perso i loro posti di lavoro governativi. La moglie era incinta di otto mesi.
Nel frattempo, la Genitorialità Programmata Internazionale ha lavorato a lungo insieme al programma governativo coercitivo del figlio unico (ora due figli).

Quando l’Associazione cinese per la programmazione famigliare (CFPA) è stata creata nel 1980, il comunicato ufficiale ha dichiarato che il suo scopo era quello di “attuare politiche governative per il controllo della popolazione”. La Federazione Internazionale per la Genitoralità Programmata (IPPF) ha collaborato con il CFPA, quale accesso principale alla Cina nel 1983, quando gli abusi sotto la nuova (in quell’epoca) politica del figlio unico erano al loro massimo”.

Nel primo decennio, in collaborazione con IPPF, la CFPA ha istituito un milione di filiali in Cina e ha mobilitato ben 94 milioni di membri e volontari “in tutto il paese”. Infatti, la Cina è stata il secondo paese a essere ufficialmente riconosciuto come membro qualificato della Federazione Internazionale per la Genitorialià Pianificiata (IPPF), dopo che la CFPA soddisfaceva i 65 criteri dell’IPPF sulle questioni di salute sessuale e riproduttiva.

Questa collaborazione con la Genitorialità Internazionale Programmata è tutt’altro che un reperto del passato.
Oggi l’IPPF è ancora il principale partner del CFPA, e l’IPPF ha pubblicamente tessuto le lodi alla politica notoriamente coercitiva della Cina.
Nel 2009, il direttore generale del IPPF, Gill Greer, ha definito la politica cinese del figlio unico “molto favorevole allo sviluppo della Cina sotto vari aspetti”, compresi i “servizi sanitari”.

In una lettera del 2011 all’editore, l’ex vicepresidente esecutivo della Genitorialità programmata, Norman Fleishman, ha definito la politica del figlio unico cinese come un “inizio” per ridurre la popolazione mondiale. A questo punto il sito IPPF ha affermato di “sostenere l’attuale politica di pianificazione familiare del governo”, e che il loro braccio cinese “svolge un ruolo molto importante nel programma di pianificazione familiare della Cina”.

L’ufficio di pianificazione familiare cinese, a sua volta, ha sostenuto l’importanza della cooperazione internazionale, e si è “offerto di fornire formazione sulla gestione della popolazione e forniture di contraccettivi ai paesi in via di sviluppo”, tentando così di diffondere il suo sistema abusivo.

Il Fondo d’azione per la Genitorialità Programmata ha espresso disapprovazione dopo che la fotografia di Feng Jianmei ha scosso la comunità globale e ha provocato lo sdegno internazionale. La Federazione Internazionale per la Genitorialità Programmata, tuttavia, è rimasta in silenzio e il suo rapporto con la Cina non è cambiato.
Infatti, il sito di IPPF indica ancora CFPA come principale centro operativo in Cina e recentemente ha pubblicizzato il suo buon rapporto con il governo cinese.

Nel 2013, dopo un cambiamento della leadership della Cina, IPPF ha parlato a lungo della sua riunione con il nuovo premier cinese Li Kequiang, e dei reciproci progetti per “rafforzare la collaborazione” tra Cina e IPPF.
Se Genitorialità Programmata Internazionale sta per “scelta”, allora perché lavorano con la macchina di controllo coercitivo della popolazione del Partito Comunista Cinese?

Inoltre, secondo l’ultimo rapporto del Dipartimento di Stato, il numero di aborti in un anno è aumentato da 13 a 23 milioni all’anno. In passato, il governo cinese aveva riferito 13 milioni all’anno. Il rapporto del Dipartimento di Stato del 2015 ha rilevato che secondo le fonti ufficiali cinesi, “si ritiene che il numero di aborti effettuati sia più elevato”, poiché le statistiche in passato erano raccolte solo dalle istituzioni mediche registrate e non venivano calcolati gli aborti in cliniche non registrate.

Il rapporto del Dipartimento di Stato, tuttavia, afferma che secondo un “organo di stampa ufficiale [cinese] almeno altri 10 milioni di aborti indotti chimicamente sono stati eseguiti in strutture non governative”.

Sommando gli aborti in strutture ufficiali e non ufficiali, il risultato è di 23 milioni all’anno. 23 milioni di aborti all’anno significa 63.013 aborti al giorno, 2.625 all’ora, 43 al minuto. La popolazione statunitense è di circa 320 milioni, e vengono eseguiti circa 1 milione di aborti all’anno. La popolazione della Cina è di quasi 1,4 miliardi, con circa 23 milioni di aborti all’anno. Quindi la Cina, con quattro volte la popolazione degli Stati Uniti, ha 23 volte (n.d.t. sic!) il numero di aborti.

Secondo il rapporto del Dipartimento di Stato, il governo cinese non ha fornito una statistica su quanti di questi aborti sono stati coercitivi.

Littlejohn sottolinea che gli americani e la comunità internazionale hanno un ruolo in questo problema perché i nostri fondi fiscali lo fomentano. Secondo un rapporto del marzo del 2015 dell’Ufficio della Responsabilità di Governo degli Stati Uniti, IPPF ha ricevuto i dollari dei contribuenti. Secondo il rapporto finanziario, riceve fondi anche da altri governi, dal Fondo per la pianificazione familiare delle Nazioni Unite (UNFPA) e da fondazioni private.

Littlejohn ha aggiunto: “Nella misura in cui gli Stati Uniti e gli altri governi occidentali continuano a finanziare IPPF con i soldi dei contribuenti, senza richiedere trasparenza o responsabilità per quanto riguarda le sue operazioni in Cina, il sangue delle donne e dei bambini cinesi è nelle nostre mani. In questo triste trentaseiesimo anniversario della politica del figlio unico, invitiamo il governo cinese a cessare ogni controllo coercitivo della popolazione.

Invitiamo anche gli Stati Uniti e altri enti governativi a smettere di utilizzare i soldi dei contribuenti per collaborare con il controllo coercitivo della popolazione in Cina, attraverso la collaborazione di lunga data dell’IPPF con la brutale Associazione di Pianificazione Famigliare cinese. Piuttosto, dovrebbero lanciare un’indagine su larga scala delle operazioni di IPPF in Cina.

“Nel mondo una donna su cinque vive in Cina. Le donne del mondo non saranno libere finché le donne cinesi non sono libere”.

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: LifeNews.com, 27 settembre 2016

English article: LifeNews.com, Planned Parenthood is Working Hand in Hand With China’s Population Control Officials [1]