La domanda di rame in Cina suscita dubbi

L’accelerazione dell’attività manifatturiera registrata in Cina in settembre ha esercitato un influsso positivo sui prezzi del rame. Di recente, tuttavia, sono emersi dei dubbi sulla domanda nel paese asiatico. Secondo notizie di agenzia, a livello locale i premi (ossia i sovrappiù sulla quotazione Lme, da pagare sui catodi consegnati Cif porto locale) erano scesi in pochi giorni da 120 a 80 $, mentre le giacenze presso i magazzini di Shanghai erano aumentate di oltre 7mila tonnellate nello stesso periodo. Venivano anche riportati commenti di operatori cinesi sulla minore richiesta attuale di rame in Cina. In effetti le importazioni di rame raffinato erano scese in settembre a 242mila tonn. (-9,5% dal mese precedente). Parte delle maggiori entrate di agosto sono tuttavia verosimilmente da attribuire ad un periodo temporaneo in cui le quotazioni del rame erano superiori a Shanghai rispetto a Londra. La notizia della riduzione dei premi non dovrebbe essere presa come segnale ribassista, ma semplicemente come risposta alla minor richiesta in un mercato molto reattivo alle variazioni di domanda e offerta. Da mesi infatti la borsa di Shanghai quota quasi sempre a sconto sull’Lme, in media di 200 $/tonn. (dopo aver calcolato il 17 % di Iva all’importazione). Ciò può significare che i cinesi stanno acquistando sul mercato interno, attingendo delle forti giacenze accumulate lo scorso anno. Si era parlato di grosse quantità, sino a 1,2 milioni di tonn, di cui 250mila accantonate dal governo. A rallentare l’import c’è anche la convinzione di molti cinesi che la loro moneta continuerà a rivalutarsi sul dollaro, per cui alla lunga il rame dovrebbe costare loro di meno. La Cina sembra intanto essere entrata ancora una volta in un ciclo contrario a quello del resto del mondo. Nel 2009 la perdita di 1,80 milioni di tonn. di domanda nei paesi extra Cina vennne quasi bilanciata dall’aumento di 1,21 milioni di tonn. dei consumi cinesi. Quest’anno la Cina dovrebbe invece coprire il 39% della crescita mondiale dell’utilizzo di rame (valutata 2,12 milioni di tonn) e il suo contributo dovrebbe scendere al 26% nel 2011. In contrasto, la ripresa in Europa sta accelerando. La domanda di vergella rame in Germania e anche in Italia ha sorpreso i produttori, che a volte non riescono a soddisfare richieste extra contratto, e la Kme riporta aumenti delle vendite del 18-20% annuo, pur aspettandosi di tornare ai livelli pre-crisi solo nel 2012. Più lenta la ripresa negli Usa e in Giappone, dove in settembre le spedizioni di cavi sono salite del 5,2%, ma restano ancora a -13% in confronto al 2008. La domanda globale è comunque in crescita e c’è consenso tra gli analisti nel prevedere un deficit nel 2011 tra 420 e 450mila tonn, con le stime per quest’anno che vanno dall’equilibrio a un deficit di 150mila tonnellate.

Fonte: Il sole 24 ore, 2 novembre 2010

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