La Cina si basa sulla violenza e sul terrore per raggiungere e mantenere il potere

«I comunisti disdegnano di celare le loro idee e i loro scopi. Essi dichiarano apertamente che i loro fini possono essere raggiunti solo rovesciando con la forza tutte le condizioni sociali esistenti…». Questa citazione è presa dal paragrafo conclusivo del Manifesto del Partito Comunista, il principale documento del Partito Comunista. La violenza è l’unico ed esclusivo mezzo tramite il quale il Partito Comunista ha raggiunto il potere.

 

Questo tratto caratteristico è stato trasmesso alle forme successive del Partito che sono sorte dopo la sua nascita.
Per la verità, il primo Partito Comunista del mondo si è stabilito molti anni dopo la morte di Karl Marx. Dopo la Rivoluzione di Ottobre del 1917 nacque il “Partito Comunista di tutte le Russie (Bolscevico)” (più tardi conosciuto con il nome di “Partito Comunista dell’Unione Sovietica”).

Questo partito crebbe con l’uso della forza contro “le classe nemiche” e si mantenne tramite le violenze contro i membri del Partito e i comuni cittadini considerati traditori. Durante le purghe di Stalin del 1930, il Partito Comunista Sovietico massacrò più di 20 milioni tra cosiddette spie e traditori, e tutti coloro che si pensava nutrissero delle opinioni differenti.

Il Partito Comunista Cinese (PCC) ebbe inizio come diramazione del Partito Comunista Sovietico nella Terza Internazionale Comunista. Perciò ereditò naturalmente la volontà di uccidere. Durante la prima guerra civile Kuomintang-Comunisti fra il 1927 e 1936 la popolazione nella regione dello Jiangxi scese da più di 20 milioni a circa 10 milioni. Il danno provocato dall’uso della violenza può essere tratto già solo da queste cifre.

L’uso della violenza può essere inevitabile quando si cerca di raggiungere il potere politico, ma non si è mai visto un regime così desideroso di uccidere come il PCC, specialmente durante periodi altrimenti pacifici. Dal 1949 il numero delle morti provocate dalla violenza del PCC ha sorpassato quello delle guerre accadute dal 1921 al 1949.

Un esempio eccellente dell’uso della forza da parte del Partito Comunista è il suo sostegno ai Khmer Rossi cambogiani. Sotto i Khmer Rossi venne assassinato un quarto della popolazione della Cambogia, molti di loro di discendenza cinese. La Cina tuttora impedisce alla comunità internazionale di mettere i Khmer Rossi alla sbarra, per coprire il ruolo del PCC nel genocidio.

Il PCC mantiene stretti contatti con alcuni dei movimenti politici e regimi più brutali al mondo. Oltre ai Khmer Rossi, ci sono i Partiti Comunisti in Indonesia, Filippine, Malesia, Vietnam, Borneo, Laos e Nepal. Tutti questi partiti sono stati sostenuti dal PCC. Molti leader di questi Partiti Comunisti sono cinesi e alcuni di loro si nascondono ancora oggi in Cina.

Altri Partiti Comunisti basati sul Maoismo sono il Sentiero Luminoso in Sud America e l’Armata Rossa Giapponese, le cui atrocità sono state condannate dalla comunità internazionale.

Una delle teorie che i Comunisti impiegano è il Darwinismo sociale. Il Partito Comunista applica la lotta fra le specie alle relazioni umane e alla storia, ritenendo che la lotta di classe sia l’unica spinta motivazionale per lo sviluppo sociale. Lottare diventa quindi il “credo” primario del Partito Comunista, uno strumento per ottenere e mantenere il controllo politico. Le famose parole di Mao tradiscono del tutto questa logica della sopravvivenza del più forte: “Con 800 milioni di persone, come può funzionare senza lotta?”

Un’altra affermazione di Mao è altrettanto famosa: la Rivoluzione Culturale doveva essere condotta “ogni sette o otto anni”. Il PCC ha usato la forza ripetutamente per terrorizzare i Cinesi obbligandoli a sottomettersi. Ogni conflitto e ogni movimento sono serviti per esercitare il terrore, per far sì che il cuore dei Cinesi tremasse, per farli divenire gradualmente schiavi sotto il controllo del PCC.

Oggi il terrorismo è diventato il principale nemico della civiltà e del mondo libero. L’esercizio da parte del PCC del terrore violento, grazie all’apparato dello Stato, è stato di più vaste proporzioni, di maggior durata e di risultati più devastanti. Oggi, nel ventunesimo secolo, non dovremmo dimenticare questa caratteristica ereditaria del Partito Comunista, perché ciò che il Partito è stato in passato determinerà quello che sarà in futuro.

da Fonte: Epoch Times, I nove commentari sul PCC

Versione ingleseNine commentaries on the communist party

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