La Cina sfrutta le miniere d’oro in Tibet causando danni irreversibili all’ambiente

Il gruppo centrale tibetano per i diritti umani e la democrazia (TCHRD) ha denunciato venerdi, che le operazioni di estrazione dell’oro da parte di società private e statali non stanno rispettando le procedure previste per lo smaltimento dei rifiuti e la gestione delle miniere in Tibet nelle aree nella Contea di Machu e Sangchu nella Prefettura autonoma tibetana di Kanlho, nella provincia di Gansu con conseguenze irreversibili dell’ambiente.

Rifiuti minerari abbandonati a caso nella catena montuosa Drongkhog [Foto- Ministero cinese di ecologia e ambiente]

Secondo TCHRD i risultati di uno studio condotto dal governo centrale cinese dal 27 luglio al 28 luglio di quest’anno,  è emerso che le aree tibetane sopra citate, sono altamente inquinate. Le fonti di acqua potabile sono state avvelenate dal cianuro, arsenico, mercurio e piombo a causa dei pochi o assenti controlli. Nonostante l’importante campagna per combattere l’inquinamento in Cina tanto pubblicizzata dal presidente Xi Jinping due anni fa.

Gli autori identificati sono la società minerarie d’oro Gansu Maqu Gold Industry Co., Ltd. di proprietà statale e la Xiahe County Binghua Mining Co. Ltd. Le autorità ambientali avevano scoperto che la Xiahe County Binghua Mining Co. Ltd. operava in maniera del tutto trasgressiva.

Citando un rapporto pubblicato il 29 agosto sul Beijing News, il gruppo per i diritti ha affermato che le compagnie minerarie hanno inquinato l’ambiente attraverso lo smaltimento casuale dei rifiuti delle scorie, lo scarico indiscriminato delle acque reflue e mediante altre “gravi” trasgressioni ambientali. Ha inoltre osservato che le autorità locali e le società minerarie hanno fatto dei miglioramenti marginali nei lavori di ristrutturazione e restauro delle miniere, aggravando così i rischi ambientali.

Sul terreno, tuttavia, le pratiche non regolamentate hanno portato all’avvelenamento di corpi idrici che sono utilizzati per il consumo sia di esseri umani che di bovini. La concentrazione di metalli pericolosi come mercurio e arsenico, entrambi estremamente velenosi per l’uomo, ha superato i limiti consentiti rispettivamente di 285 volte e sei volte.

Anche i rifiuti di estrazione solidi che presentano pericoli di avvelenamento da cianuro non vengono smaltiti secondo le procedure appropriate. Le ispezioni hanno rilevato che in alcune miniere sono stati ammucchiati dei scarti che pesano fino a 9 milioni di tonnellate e formano delle collinette alte fino a 50 metri.

I ricavi delle operazioni minerarie nel Tibet portano ingenti somme di denaro per l’industria cinese, è una materia prima per il suo balzo nelle conquiste delle economiche globali.

Tuttavia, questi ingenti somme di denaro che vengono accumulate a una velocità vertiginosa, sono a spese della distruzione ecologica locale e delle conseguenze ambientali irreversibili.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation

Fonte: Phayul,04/10/2019

English article:

Unregulated gold mining operations rampant in occupied Tibet: rights group

Nel 2016 circa trecento tibetani hanno protestato contro l’estrazione dell’oro da parte della Cina nella cittadina di Achok Yultso nella contea di Sangchu, nella regione di Amdo, nel nord-est del Tibet per le conseguenze dello sfruttamento minerario sul territorio e sulla popolazione, ecco il video:

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