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La Cina saccheggia le foreste d’Africa

Secondo un report di Greenpeace la Cina sfrutta illegalmente le foreste africane, un business, quello del legname africano che è stimato intorno ai 6 miliardi di dollari l’anno.

Il Dragone sta divorando l’Africa: è questo, parafrasato, il titolo del report che l’ong Greenpeace ha pubblicato e nel quale denuncia l’estrazione intensiva di materie prima da parte di Pechino.

Il fatto che la Cina stia mettendo mano sul sottosuolo africano è storia nota: coltan, diamanti, oro e petrolio sono tra i prodotti più noti che dal continente africano volano verso il Regno di Mezzo. Ma non solo, anche il legname è una delle risorse africane di cui la Cina si sta appropriando.

Il report dell’ong ambientalista denuncia proprio lo sfruttamento delle foreste e stando a quanto raccontato gran parte del legname viene prelevato illegalmente producendo un giro d’affari di oltre 6 miliardi di dollari.

Greenpeace denuncia che gran parte del legname proviene dalle foreste del Camerun, del Gabon, della Repubblica democratica del Congo e del Mozambico, poi una volta arrivato in Cina viene lavorato e da qui mandato in Europa. L’indagine poi prosegue ad analizzare soprattutto la situazione del Cameroun, del Mozambico e del Gabon e la realtà che emerge è drammatica. Si evince leggendo il report che tra il 2000 e il 2013 quasi nove milioni di ettari sono scomparsi e questo ha provocato enormi danni per la biodiversità.

Infine la chiosa finale è un attacco a Pechino, perchè se Stati Uniti e Unione Europea hanno adottato misure più restrittive per controllare l’importazione del legname, così non sta facendo la Cina che invece sembra adottare la politica del ”chiudere gli occhi”.

Fonte: Il Giornale [1], 30/03/2016