La Cina rifiuta di dare “accesso senza restrizioni” al Tibet

DHARAMSHALA, 19 giugno: l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Il principe Zeid Ra’ad al-Hussein di Giordania nel suo ultimo discorso fatto alla 38a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha affermato che nonostante i numerosi sforzi del suo ufficio, la Cina non ha ha concesso “l’accesso senza restrizioni” al suo personale nelle cosiddette regioni cinesi, nella regione autonoma tibetana e nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.


Il principe Zeid Ra’ad Al Hussein mentre rilasciava la sua dichiarazione di apertura e l’aggiornamento globale delle preoccupazioni sui diritti umani alla 38a sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra, ha dichiarato:

“In Cina, nonostante gli sforzi del mio Ufficio per stabilire condizioni favorevoli a un dialogo efficace il mio personale non ha avuto accesso senza restrizioni al paese, compresa la regione autonoma tibetana e la regione autonoma uigura dello Xinjiang, dove la situazione dei diritti umani si sta deteriorando rapidamente “.

Il Commissario ha affermato che nelle aree in cui ai funzionari delle Nazioni Unite è stato negato l’ingresso, “la situazione dei diritti umani si sta rapidamente deteriorando”. Ha aggiunto: “Sono inoltre costernato per gli sforzi continui della Cina per impedire ai membri indipendenti della società civile di impegnarsi per salvaguardare i diritti umani, comprese le revisioni degli organismi dei trattati, l’UPR di questo Consiglio e molti detentori di mandato.”

Il Commissario il cui mandato sta finirà quest’anno ha detto che solo due titolari del mandato hanno visitato il paese negli ultimi cinque anni, e che la Cina ha più di 15 richieste di visite in sospeso.

“Invito le autorità a collaborare in maniera aperta e reciproca con tutti funzionari designati al controllo al fine di migliorare il rispetto dei diritti e delle libertà della popolazione cinese”

Il governo tibetano in esilio di Dharamshala, noto ufficialmente come Amministrazione centrale tibetana, aveva presentato richiesta per un accesso diplomatico ai politici internazionali, ai rappresentanti della società civile e a funzionari del governo cinese per visitare  aree come il Tibet e lo Xinjiang  ma l’istanza non è stata accolta.

La Cina, una nazione leader con potere economico, politico e militare, è ampiamente bocciata per il suo negativo rispetto dei diritti umani perpetuato da una presa ferrea del partito comunista al potere sui suoi territori, compreso il Tibet occupato.

Reporters without Borders ha affermato che accedere al Tibet è più difficile che entrare nella solitaria Corea del Nord. Rapporti internazionali indipendenti di Freedom House collocano il Tibet al posto meno libero sulla terra, dopo la Siria.

Zeid Ra’ad Al Hussein ha esortato tutte le nazioni “a fare di più, ad alzare la voce più forte e a lavorare di più per lo scopo comune e per la legge universale sui diritti umani, per migliorare le nostre possibilità di pace globale”.

Ha anche espresso la sua preoccupazione per la recente politica adottata dall’amministrazione statunitense sulla separazione forzata dei bambini immigrati dai loro genitori. Ha affermato che ” ..sono profondamente preoccupato per le politiche adottate che puniscono i bambini per le azioni dei loro genitori”.

Phayul,20/06/2018

Traduzione Laogai Research Foundation: “L’altra Cina: in ricordo di Harry Wu”

English article,Phayul:

UN High Commissioner for HR dismayed over China’s refusal to give “unfettered access” into Tibet

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