La Cina punisce severamente scrittori e cantanti tibetani

Carol Wickenkam, Epoch Times, 16.12.2013 – Il Partito comunista cinese (Pcc) continua la repressione sulla libertà di espressione in Tibet. Il caso più recente consiste nell’arresto di due famosi cantanti tibetani. Durante quest’ultimo periodo anche altri scrittori e musicisti tibetani sono stati arrestati nella campagna di sorveglianza e repressione della ‘linea di massa’ in stile maoista attuata e ulteriormente implementata da Xi Jinping, capo del Pcc.

Scrittori e artisti tibetani vengono arrestati durante l’ultima repressione in Cina. In questa foto del 2011, i tibetani sono costretti a inchinarsi prima di essere portati via dalle forze dell’ordine cinesi.(Screenshot/Chinese military forum)

I cantanti Trinley Tsekar e Gonpo Tenzin saranno detenuti fino alla fine di novembre 2013. Entrambi sono di Driru (Biru), dove il Pcc ha realizzato un’impopolare campagna per forzare i Tibetani a mostrare lealtà per la Cina e a sventolare la bandiera Cinese sopra i tetti delle loro case.

Il Centro tibetano per i Diritti umani e la democrazia ha detto che entrambi i cantanti hanno distribuito dvd con canzoni sulla cultura, la letteratura e la lingua tibetana e le pene del popolo tibetano sotto la repressione del regime cinese.

L’arresto dei cantanti ha seguito il recente arresto degli scrittori tibetani.

Il 30enne Tobden, un nomade e scrittore arrestato il 28 ottobre 2013, è stato condannato a cinque anni di prigione il 30 novembre, insieme ad altri due residenti di Shakchu della zona di Driru.

Gli scritti di Tobden sulle sofferenze delle persone di Driru e l’appello al mondo per «chiedere giustizia per i residenti della zona che soffrono sotto ingiuste leggi e regolamenti», sono stati giudicati dal Pcc come una minaccia, ha detto una fonte a Radio Free Asia.

Nei primi di ottobre la polizia cinese ha arrestato il famoso scrittore 27enne Tsultrim Gyaltsen e un suo amico, con l’accusa di «essere presumibilmente impegnati in attività per distruggere la stabilità sociale e per dividere la madrepatria cinese», ha detto una fonte al Tibet Post International (Tpi).

Da questa primavera, almeno altri sette scrittori o musicisti tibetani sono stati sia incarcerati che condannati, tra cui due che erano ‘scomparsi’ e successivamente trovati in prigione.

LINEA DI MASSA

Il Pcc dice che la sua campagna della ‘linea di massa’ in Tibet serve per portare i funzionari di Partito più vicini al popolo. In realtà, secondo il Centro tibetano per i Diritti umani e la democrazia, questa campagna «mira a portare ogni Tibetano sotto diretto controllo di uomini e strumenti tecnologici di sorveglianza del Partito».

Il primo novembre 2013, Chen Quanguo, massimo funzionario del Pcc nelle regioni Tibetane, ha scritto in un editoriale su Qiushi, il giornale del Partito, che vorrebbe «assicurarsi che le voci e le forze ostili del gruppo a favore del Dalai Lama non siano viste o sentite».
Ha promesso che i funzionari locali «faranno in modo che la voce del Partito sia sentita e vista ovunque in questa vasta regione di 120 milioni di chilometri quadrati».

China Law Yearbook 2013 (Annuario legislativo della Cina 2013), una pubblicazione ufficiale del Partito uscita di recente, dichiara: «[Dobbiamo] combattere risolutamente i reati di separatismo, sovversione, terrorismo e tutti i tipi di organizzazioni di culto in conformità con la legge per mantenere la sicurezza dello Stato e la stabilità sociale e politica, consolidare la posizione dominante del Partito e difendere il regime socialista».

Ogni scrittore, artista, musicista, blogger o figura religiosa che articola o esprime un qualsiasi termine per esempio di cultura Tibetana, è considerato un ‘separatista’, una minaccia per il Pcc e quindi deve essere punito severamente.

«Avendo il coraggio di confutare il racconto ufficiale della Cina in merito agli eventi inerenti alla rivolta Tibetana del 2008, questi coraggiosi tibetani rappresentano una nuova sfida per le autorità cinesi», ha detto Tsering Tsomo, direttore del Centro tibetano per i Diritti umani e la democrazia, sugli scrittori e cantanti imprigionati.

Fonte, Epoch Times: http://www.epochtimes.it/news/la-cina-punisce-severamente-scrittori-e-cantanti-tibetani—124885

English version:
http://www.theepochtimes.com/n3/395016-china-clamps-down-harder-on-tibetan-writers-and-singers/

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