La Cina produce il latte più scadente del mondo

Gli standard che il governo cinese richiede nella produzione del latte sono i più bassi del mondo. Questo porta a produrre il latte più povero di proteine e con altissima quantità di batteri. È la denuncia che Guo Benheng, presidente del caseificio Bright Dairy ha espresso durante un forum alcuni giorni fa. “Gli standard del latte ‘grezzo’ (appena munto) sono i più bassi del mondo” ha detto Guo e ha precisato che lo standard richiesto di proteine in Cina è molto più basso di quello richiesto negli Stati Uniti e nell’Unione europea. “Gli standard internazionali – ha aggiunto – richiedono test per la presenza di antibiotici e nitrati nel latte, ma la Cina non li richiede affatto”. “Come possiamo avere prodotto di alta qualità a partire da standard così bassi? Dalla spazzatura si produce solo spazzatura”. Le affermazioni di Guo rischiano di aggiungere preoccupazioni e sfiducia nei consumatori cinesi, già provati dallo scandalo del latte arricchito di melamina, che ha portato 6 neonati alla morte e atri 300 mila malati di calcoli ai reni. Lo scorso gennaio, fissando nuovi standard, le autorità governative hanno chiesto a tutti i caseifici di ottenere nuovi certificati di produzione di qualità, senza dei quali le compagnie sarebbero state chiuse. I nuovi standard di sicurezza hanno abbassato il livello minimo di proteine del latte da 2,95% al 2,8%. Il limite massimo di batteri contenuti nel latte non dovrebbe superare i 2 milioni per millilitro. Gli standard in molti Paesi occidentali sono di 100 mila per millilitro; le proteine sono al 3%. Il ministero della sanità ha spiegato che l’abbassamento degli standard è dovuto al fatto che la maggior parte dei produttori di latte non riusciva a raggiungere i livelli richiesti. Nadamude, segretario generale dell’associazione casearia ha dichiarato al Quotidiano del popolo che se il governo tiene alti i livelli di qualità, almeno il 70% degli allevatori sarebbe costretto a gettare via il proprio latte o a vendere le loro mucche.

Fonte: Asia News, 6 giugno 2011

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