La Cina porrà davvero fine al prelievo di organi da prigionieri giustiziati?

Matthew Robertson,Epoch Times,06/12/2014

La Cina sembra aver annunciato – per l’ennesima volta – che il Paese non effettuerà più il prelievo di organi da prigionieri giustiziati. Dal primo gennaio 2015 utilizzerà solo organi liberamente donati dai cittadini. Almeno questi sono i titoli usciti sui giornali cinesi.


Se la promessa è stata realmente fatta sarebbe la seconda volta che Huang Jiefu, chirurgo con un posto nella Conferenza consultiva politica del popolo cinese, un organo consultivo del Partito comunista, ne parla pubblicamente.

Nella foto: il vice ministro cinese della sanità Huang Jiefu dopo una conferenza a Taipei, Taiwan, nel 2010. Huang è sotto esame per il suo coinvolgimento nell’espianto illecito d’organi. (Bi-Long Song/The Epoch Times)

La prima volta fu nel 2012, anche se allora non aveva parlato di una data. All’epoca i principali media internazionali avevano dato molto risalto all’annuncio, anche se all’inizio di quest’anno Huang ha fatto marcia indietro, dicendo che in realtà il governo avrebbe utilizzato organi prelevati da prigionieri giustiziati, a patto di aver ottenuto il permesso.

Sembra che un simile espediente sia stato usato nuovamente.

ANALISI DELLE PAROLE

Le osservazioni di Huang Jiefu sono state effettuate durante una conferenza medica a Kunming, la capitale della Provincia cinese dello Yunnan. Non vi è alcuna trascrizione ufficiale o registrazione di quello che ha detto, solo quanto riportato dai media cinesi, alcuni dei quali sono vaghi sulle questioni chiave: è quindi richiesta una certa analisi.

Per cominciare il modo in cui è stato annunciata questa riforma suona ambiguo – permettendo un sufficiente spazio di manovra per rinnegare di nuovo la promessa.

Ad esempio il Southern Metropolis Daily, un quotidiano relativamente liberale della città di Guangzhou, ha scritto di aver ricevuto la notizia «da una fonte autorevole»: è quindi poco chiaro se uno dei loro giornalisti fosse lì personalmente quando Huang ha parlato.

Inoltre Huang non è mai stato citato direttamente da nessun media come colui che ha dichiarato che gli organi dei condannati a morte non saranno utilizzati dopo il primo gennaio 2015. «Non si può negare che attualmente in Cina, oltre alle idee tradizionali che porta Southern Metropolis Daily.

Huang ha aggiunto che queste preoccupazioni sono una parte significativa degli ostacoli nello stabilire un sistema di donazione volontaria, in contrasto alla dipendenza cinese del rifornirsi dai prigionieri nel braccio della morte (o in maniera maggioritaria facendo affidamento ai prigionieri di coscienza, come è stato ampiamente sostenuto e documentato da diverse fonti).

La frase «fermeremo completamente l’uso di organi da prigionieri condannati a morte come fonte di trapianti», è stata parafrasata e attribuita a una «fonte autorevole».

In tutti gli altri articoli sull’argomento, il riferimento ai prigionieri nel braccio della morte, è stato parafrasato in modo simile.
Un articolo apparso sullo Yunnan Online analizzava la domanda di organi, arrivando alla conclusione che la Cina non smetterà di utilizzare gli organi dai prigionieri.

Nella sezione ‘Uno sguardo indietro’, il giornale online analizza i commenti di Huang dall’inizio dell’anno, facendo notare che i prigionieri sono anche cittadini cinesi: se desiderano donare i propri organi dopo la loro morte dovrebbe essere permesso loro di farlo.

Il punto chiave, si legge, è che tali decisioni non dovrebbe essere effettuate privatamente, ma filtrate dal sistema statale che Huang si è impegnato a istituire. Questo sistema dovrebbe assegnare gli organi in base alle esigenze e al tempo di attesa, piuttosto che a chi può pagare, o alla volontà di corrompere medici e funzionari statali.

Anche il Guardian ha affrontato la questione. In un articolo dal titolo ‘La Cina smette di usare i prigionieri giustiziati come fonte di trapianto di organi’, l’autore ha scritto che « per anni i prigionieri nel braccio della morte hanno fornito la stragrande maggioranza degli organi trapiantati, a causa della forte domanda e i bassi tassi di donazione. Ma in futuro saranno utilizzati i loro organi solo se li doneranno volontariamente e se le loro famiglie approveranno la decisione».

AMMISSIONE IMPLICITA

L’intera situazione sta cambiando.

Non si tratta più di un semplice annuncio, secondo il quale la Cina intende smettere di usare gli organi dei prigionieri. Ethan Gutmann, scrittore ed esperto di questioni cinesi, ha detto durante un’intervista che il governo cinese «sta fondamentalmente dicendo che devono mettersi in regola».

Nel suo libro ‘The Slaughter’ (Il massacro, ndt), pubblicato nel mese di agosto, Gutmann si occupa dello sterminio di massa dei praticanti del Falun Gong e di altri prigionieri di coscienza, uccisi per i loro organi. Gutmann stima che oltre 60 mila persone siano state uccise a partire dal 2000. Il governo cinese non ha mai dato una risposta concreta alle domande su questa situazione.

Huang Jiefu si è limitato a dire che le autorità cinesi garantiranno che gli organi dei condannati a morte verranno utilizzati solo dietro preventiva autorizzazione, ma non è niente di più che una semplice ripetizione di quello che aveva già detto a marzo.

Sarebbe inoltre una notevole, seppur implicita, ammissione delle violazioni dei diritti umani e delle convenzioni mediche internazionali. Se la Cina annunciache solo ora utilizzerà gli organi dei prigionieri dopo aver ottenuto l’autorizzazione, significa che in precedenza gli organi venivano rimossi dai prigionieri giustiziati senza il loro permesso.

«Il consenso è richiesto dalle norme del trapianto fin dal 1984 e dalla legge dei trapianti a partire dal 2007», ha detto Arne Schwarz, un ricercatore svizzero che ha indagato, ed è stato premiato, per le sue indagini sui trapianti in Cina.

«Huang ha ammesso quello che tutti sapevano: che le regole e la legge sono state ignorate in passato. Perché dovremmo credere che non sarà ancora così in futuro?»

Schwarz ha aggiunto: «anche se ci sarà un consenso scritto, servirà a poco, perché le società mediche internazionali come The Transplantation Society e la World Medical Association, così come l’Associazione medica cinese, concordano sul fatto che i prigionieri non sono in una posizione nella quale possano dare un consenso libero».

Secondo Schwarz vi è il rischio che utilizzare gli organi da prigionieri giustiziati attraverso il sistema di donazione – utilizzato per gli organi donati volontariamente – servirà solo a rendere il tutto più oscuro. Il rischio che Schwarz vede è che, piuttosto che migliorarlo, si ostacolerà il processo di trasparenza e di tracciabilità, come richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità.

«Questo annuncio non è l’inizio di una riforma, ma pura propaganda», ha aggiunto Schwarz.

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/la-cina-porra-davvero-fine-al-prelievo-di-organi-da-prigionieri-giustiziati—127595

English version,Epoch Times,click here: Is China Really Going to Stop Using Organs From Executed Prisoners?

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