La Cina nega l’uso della tortura alle Nazioni Unite

Si è concluso mercoledì, dopo due giorni di lavori, presso gli Uffici delle Nazioni Unite a Ginevra, il meeting di presentazione del quindicesimo rapporto periodico che include la Cina, Hong Kong e la Regione Amministrativa a Statuto Speciale di Macao, circa l’implementazione della Convenzione Contro la Tortura e altri Trattamenti Inumani e Degradanti (CAT)

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti:

La presentazione del report è avvenuta ad opera di Wu Hailong, Rappresentate Permanente per la Cina a Ginevra, il quale assicura l’avvenuta incorporazione del “rispetto per la protezione dei diritti umani” nel sistema penale a partire dal 2012.

Nonostante le Nazioni Unite abbiano denunciato proprio la crescente e incontrastabile politica di torture da parte del governo, specialmente per quanto concerne i prigionieri politici e la tortura, il partito nega – ricordandone la proibizione da parte della legge – di aver imprigionato e di imprigionare tutt’ora detenuti politici, nonché di maltrattarli e torturarli sino a giungere alla morte in custodia: – “Il governo cinese vieta la tortura e persegue qualsiasi membro del personale o organo di stato per le attività di tortura” dice Li Wensheng Vice Direttore Generale del Dipartimento Affari Giuridici del Ministero della Pubblica Sicurezza.

Ma non è l’unico a pensarla così: – “…sembra che la delegazione cinese abbia persino adottato standard differenti per quanto concerne l’accezione di tortura data dal diritto internazionale. Questo è inaccettabile” dichiara Kai Muller, Capogruppo per l’International Campaign for Tibet a Ginevra.

Il PCC nega inoltre l’uso di strumenti quali l’elettro shock, così come la pratica dei rigidi interrogatori, attraverso sedie che immobilizzano il detenuto. Tali mezzi, secondo il governo cinese, sarebbero impiegati al solo fine di evitare fughe, autolesionismo o reazioni violente da parte del recluso.

Mandie McKeown dell ‘International Tibet Network: – “È stata una settimana vorticosa con i membri del team, tra cui Golog Jigme. Avere un contatto diretto con i membri del Comitato ci ha permesso di parlare direttamente di questioni chiave e di esortarli a sollevarle direttamente durante il meeting. Anche i media sono stati davvero molto interessati, in particolare la reazione di Golog Jigme per le risposte date dalla Cina in relazione alla tortura che lui stesso ha subito”

Golog è un ex prigioniero politico tibetano il qualche ha asserito: – “Posso onestamente dire che non c’era la minima verità in tutto ciò che hanno detto oggi. Per quanto riguarda la sedia per gli interrogatori, che è stata altamente dibattuta oggi, hanno giustificato il suo uso per motivi di sicurezza del detenuto. Guardando le mie ferite, alle mani e ai piedi, non può che essere stata una brutale tortura”.

“… La Cina potrà anche comprare il silenzio internazionale sui diritti umani, ma non può tacere la verità che i cinesi sanno intimamente. – prosegue l’attivista e poeta tibetano Tenzin Tsundue.

Al fine di elaborare tale report sono stati usati i resoconti presentati da vari gruppi per i diritti umani, i quali mostrano che le condizioni in Cina, in Tibet e nello Xinjiang sono peggiorate, così come possiamo notare la crescente opera di propaganda nei confronti degli uiguri, accusati di essere terroristi solo perché di etnia musulmana.
Ciononostante, The Tibetan Advocacy Group, una coalizione di diversi gruppi, ha comunque espresso soddisfazione poiché la Cina è stata costretta a sollevare la questione della morte di Trulku Tenzin Delek, dovuta al rifiuto delle cure mediche necessarie alla sua sopravvivenza.

Non va dimenticata, infine, un’altra fondamentale affermazione da parte di Wu Hailong, secondo il quale il sistema di lavoro carcerario in Cina, inteso come Laogai, sarebbe stato totalmente abolito nel 2013, quando si è assistito solamente all’ammissione della sua esistenza e alla parziale riconversione.

Phayul,20/11/2015

M.R Laogai Research Foundation Italia ONLUS

English article,Phayul:

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