La Cina leader del XXI secolo?

La Cina è in crescita. La sua trasformazione è stata profonda e la sua influenza è sempre più grande a livello mondiale. La crescita della Cina, questo notevole progresso, porta con sé grandi aspettative e grandi responsabilità. Ci troviamo di fronte ai cambiamenti climatici, alla minaccia del terrorismo globale, così come alle più tradizionali minacce delle malattie infettive, della proliferazione di armi di distruzione di massa, delle guerre civili e dei conflitti fra Stati. Nell’odierno mondo globalizzato, queste minacce sono sempre più intrecciate fra loro e richiedono azioni condivise e coordinate. Nessun Paese o Stato può agire da solo. Affinché noi, le Nazioni Unite, possiamo affrontare efficacemente queste innumerevoli sfide, abbiamo bisogno di una più stretta cooperazione tra gli Stati membri, del rafforzamento della collaborazione con le organizzazioni regionali, di un maggiore coordinamento con gruppi come il G20 e con la società civile. Abbiamo altresì bisogno di un migliore quadro normativo e istituzionale per la gestione dei molti problemi che superano i confini nazionali e di un migliore coordinamento sul piano dell’azione. In tutto questo, abbiamo bisogno di un pieno impegno della Cina. Abbiamo bisogno della leadership cinese e il suo pieno impegno intorno ai valori comuni che ci uniscono. Mi riferisco ai valori e principi condivisi della Carta delle Nazioni Unite, così come all’insieme di leggi e accordi internazionali che costituiscono il fondamento della nostra comune ricerca dello sviluppo, della pace, della sicurezza e dei diritti umani. Abbiamo imparato molte lezioni nel corso dell’ultimo decennio, riguardo a che cosa funziona e cosa no. Con il giusto mix di politiche, indirizzate alle giuste esigenze e alle giuste persone, possiamo creare un “effetto moltiplicatore” in grado di accelerare notevolmente il progresso sociale ed economico. Questo è un obiettivo importante, dato che la crisi finanziaria globale sta avendo effetti negativi che colpiscono tanti Paesi più poveri. Sentiamo alcuni stati parlare di risolvere i problemi senza consultazioni ad ampio raggio, alcuni addirittura mettono in discussione l’importanza strategica delle Nazioni Unite. Nei miei incontri con il governo cinese, ho sottolineato l’importanza di parlare a fondo dei bisogni dei Paesi in via di sviluppo in questo periodo molto difficile. Del resto siamo tutti ben consapevoli dell’impegno delle Nazioni Unite per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questa è stata una delle mie priorità, giorno e notte, da quando ho assunto l’incarico quattro anni fa. Questi Obiettivi rappresentano il programma mondiale per sollevare centinaia di milioni di persone dalla povertà, per portare una migliore istruzione, sanità e sicurezza sociale per le persone più povere e vulnerabili del mondo. Sono passati dieci anni da quando abbiamo fissato questi Obiettivi. Rimangono cinque anni alla data limite che ci eravamo dati per la loro realizzazione, il 2015. Per questo motivo, nel mese di settembre, in occasione dell’apertura annuale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ho convocato un vertice speciale sull’argomento. Il premier Wen è venuto e ha rinnovato l’impegno a progredire verso gli Obiettivi, e lo stesso hanno fatto i leader di molte altre nazioni. La Cina, ovviamente, è in buona posizione per raggiungere tutti gli Obiettivi e credo che come leader globale del ventunesimo secolo possa contribuire a guidare questa campagna. La Cina può aiutare gli altri Paesi a risollevarsi dalla povertà, così come ha fatto nei confronti del suo stesso popolo. Nel nostro mondo moderno, dove tutto e tutti sono collegati tra loro e la società è globale, è più che mai un imperativo pratico e morale aiutare chi è meno fortunato, in modo direttamente proporzionale alle nostre capacità. So che la Cina si considera ancora come un Paese in via di sviluppo, e giustamente. Ma la Cina oggi è anche molto più di questo – non diversamente dal mio Paese, la Repubblica di Corea. Le Nazioni Unite e la Cina hanno numerose strade per una maggiore cooperazione nel miglioramento della governance globale, basata su valori comuni e condivisi. Il mondo ha bisogno che l’Onu sia forte. Ma l’Onu può essere forte solo con il pieno appoggio dei suoi membri più forti. Sono fiducioso che, insieme con la Cina e al resto della comunità internazionale, faremo progressi verso una maggiore armonia globale nella governance e verso un mondo migliore per tutti.

Fonte: Avvenire.it, 19 gennaio 2011

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