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La Cina e la diplomazia del panda [video]

I panda sono una specie molto rara, e dallo scorso anno non sono più in pericolo d’estinzione. Non tutti nel mondo riusciranno a vedere una di queste belle creature. Al momento esistono meno di 2.000 panda nelle foreste di bambù della Cina Centrale. Invece di andare in Cina per vedere i panda si può semplicemente andare online e cercare lo zoo più vicino che ne ospita uno. Tuttavia, non ce ne sono molti al mondo, e i panda in questi zoo non ci resteranno per sempre, lasciate che vi spieghi il perché.

Tutti i panda del mondo, anche quelli nello zoo a voi più vicino, appartengono alla Repubblica cinese. I panda che non sono in Cina sono in realtà in prestito. Sono prestiti di dieci anni per circa 1 milione di dollari all’anno, per ogni panda. Oltre a questo, i cuccioli nati all’esterno della Cina costano agli zoo una “panda-tassa” di 400.000 dollari per ciascun cucciolo. Inoltre, la Cina è autorizzata a riprendersi i cuccioli ogni qual volta ne senta la necessità e ha già esercitato questo diritto. Ora la domanda è: perché?

Si chiama “diplomazia del panda”. Ha avuto inizio nel 1957, quando la Cina regalava un panda ai paesi con cui aveva un legame forte e sano. Questi paesi erano l’ex URSS, la Corea del Nord, e negli anni successivi il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Francia e molti altri. Era un’ottima trovata pubblicitaria e mostrava come la Cina stesse diventando una potenza economica e come stesse creando rapporti con altri paesi forti. Questi panda erano doni, non prestiti. Tuttavia, tutto è cambiato quando i panda sono diventati una specie in via di estinzione. Il governo cinese ha dato una brutta immagine di sè. Pe se alcuni paesi africani iniziassero a regalare rinoceronti ad altri paesi. Per questo motivo, la Cina ha deciso di prestare i panda, anziché regalarli.

La Cina non presta i propri panda a qualunque paese possa permetterseli. I paesi non sono gentili gli uni con gli altri solo perché lo vogliono. Come è stato detto in precedenza, la Cina può riprendersi i cuccioli di panda ogni volta lo voglia, e lo ha già fatto. Nel 2009, la Cina ha comunicato allo zoo Smithsonian che voleva riprendersi il cucciolo, Tai Shan. Lo zoo ha chiesto alla Cina di permettere a Tai Shan di restare un altro anno, ma la Cina ha rifiutato.

Gli esperti hanno iniziato ad analizzare il fatto e hanno ipotizzato che la decisione della Cina fosse stata influenzata da due azioni compiute dal governo degli Stati Uniti di allora. La prima, il presidente Obama e il Dalai Lama si erano incontrati. Un personaggio non molto amato dal governo cinese. La seconda, gli Stati Uniti avevano annunciato una vendita di armi a Taiwan, quale monito a Pechino. Settimane dopo questi eventi, Tai Shan è stato imbarcato su un aereo per la Cina. Certo, tutto ciò non è molto tragico, ma è il modo in cui funziona il governo cinese. È importante ricordare che i cuccioli di panda nati al di fuori della Cina verranno comunque inviati in Cina in un programma di allevamento, per assicurarsi che i panda non tornino a essere nuovamente una specie in via di estinzione.

I ricercatori dell’Università di Oxford hanno deciso di indagare ulteriormente sull’argomento. Hanno trovato una correlazione tra i prestiti dei panda e i trattati commerciali internazionali della Cina. Un buon esempio può essere quanto accaduto nel 2010, quando la Cina ha avuto necessità di importare più salmone. Normalmente si sarebbe rivolta alla Norvegia. Tuttavia, quell’anno il Premio Nobel per la Pace venne assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo, personaggio parecchio sgradito al governo cinese. Così si è rivolta alla Scozia, anch’essa esportatrice di salmone. Cina e Scozia hanno stipulato un accordo commerciale e lo Zoo di Edinburgo ha ricevuto un panda.

È interessante vedere come la Cina utilizzi i panda come strumento diplomatico, e ci si può chiedere se, nel clima politico di oggi, ci saranno presto panda ‘rimpatriati’ in Cina. In ogni caso, la Cina usa i panda come simbolo per mostrare un legame forte e sano con altri paesi e continuerà a farlo. *Questa settimana la Germania ha ricevuto due panda dalla Cina, a dimostrazione dell’importanza della relazione tra i due paesi (*n.d.t).

Vi consiglio di guardare il video [1] di Vox che spiega bene questa dinamica (in inglese).

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: Accidental Factory, 14 aprile 2017

English article: Accidental Factory, article by Astrid, China and Panda Diplomacy [2]