La Cina ha preso il controllo di un produttore italiano di droni militari senza che le autorità lo sapessero.

Una società cinese controllata dallo Stato ha acquisito nel 2018 la Alpi Aviation Srl, un’azienda italiana di base in Friuli che produce droni militari. Lo riferisce il “Wall Street Journal”, precisando che poco dopo la compagnia di Pechino ha iniziato a trasferire in Cina le tecnologie dell’azienda, utilizzate anche dall’esercito italiano in Afghanistan.

Le autorità italiane ed europee, spiega il quotidiano statunitense, erano all’oscuro dell’iniziativa, un fatto che – secondo il “Wsj” – indica che Pechino è in grado di aggirare i labili controlli da parte europea verso acquisizioni volte a estrapolare tecnologie sensibili e di interesse strategico. Le autorità italiane stanno indagando sull’acquisizione di Alpi Aviation da parte di una società registrata a Hong Kong che, stando alle ipotesi investigative, funge da copertura allo Stato cinese stesso, con l’obiettivo di trasferire il patrimonio tecnico e intellettuale dell’azienda friulana in un nuovo sito produttivo in Cina. L’acquisizione si rifà a uno schema, dicono gli analisti, con cui aziende statali cinesi che utilizzano società di comodo apparentemente private come copertura per acquisire compagnie produttrici di tecnologie specifiche che poi trasferiscono in nuove strutture sul territorio cinese.

Le autorità italiane, prosegue il “Wsj”, affermano di essere incappate nei collegamenti tra Alpi e la Cina durante un’indagine separata. L’azienda, con sede a Pordenone, produce aerei leggeri e piccoli droni chiamati Strix. Gli apparecchi, utilizzati dall’Aeronautica Militare italiana in Afghanistan, possono essere trasportati in uno zaino e usati rapidamente da un singolo operatore per fornire sorveglianza anche di notte. Questo è quanto si legge sul sito ufficiale dell’azienda. Alpi era finita nei radar della Guardia di Finanza per due volte nel 2009, quando era sospettata di aver venduto parti di aerei e droni all’Iran in violazione dell’embargo in vigore. Alpi ha negato qualsiasi illecito, affermando di non aver venduto all’Iran alcuna tecnologia che potesse essere utilizzata per scopi militari. La polizia, spiega il quotidiano Usa, afferma che due perquisizioni degli uffici di Alpi quest’anno hanno rivelato chiaramente il collegamento dell’azienda italiana con la Cina. Nel luglio 2018 una società denominata Mars Information Technology, che si era registrata a Hong Kong soli due mesi prima, ha acquistato una partecipazione del 75 per cento in Alpi per 4 milioni di euro e poi vi ha investito altri 1,5 milioni di euro.

“È un caso da manuale”, ha detto al “Wsj” Jaap van Etten, amministratore delegato della società olandese di intelligence economica Datenna, che si occupa principalmente degli investimenti cinesi in Europa. “Questa è la strategia dello stato cinese, spinta dal governo di Pechino”, ha aggiunto. L’Europa sta in realtà rafforzando i controlli sugli investimenti a seguito di un’ondata di acquisizioni cinesi. Nel 2018, l’Unione europea ha stabilito un nuovo quadro per le strategie di contenimento, ma la responsabilità ultima spetta ai governi nazionali, che devono bilanciare il loro bisogno di investimenti con i problemi di sicurezza derivanti da possibili intromissioni straniere in settori strategici nel campo della difesa e delle infrastrutture. “Dobbiamo assicurarci che non finiscano nelle mani di coloro che cercano di minare l’ordine internazionale o i valori democratici occidentali”, ha affermato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

Fonte: Nova News,  16/11/2021

Articolo in inglese, CNBC:

China took control of an Italian military drone maker without authorities knowing it, report says 

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