La Cina fa sul serio con i produttori di latte alla melamina: Condanne a morte, ergastolo e carcere

La giustizia cinese ha dato un segnale forte sul caso del latte adulterato, dopo la morte di tre (solo tre?) bambini per blocco renale e l’improvvisa malattia di altri 300.000 per l’assunzione di latte alla melamina, aggiunta per potenziare il contenuto proteico della  bevanda. L’inventore della contraffazione Zhang Yujun sarà condannato alla pena capitale con Geng Jinping, venditore dello stesso latte alla ditta Sanlu.
L’ex presidente di questa società, Tian Wenhua, insieme con un altro manager, otterrà l’ergastolo. La colpa contestata è “aver messo a repentaglio la sicurezza pubblica”. Con queste sentenze esemplari la Cina dimostra di compiere un timido passo sulla via della giustizia come è intesa nelle altre parti del globo. Infatti solo due anni fa aveva condannato un funzionario, responsabile di gravissime frodi farmaceutiche, non per aver nociuto alla salute o sicurezza dei pazienti, ma solo per aver danneggiato l’immagine della Cina. Le conseguenze del danno d’immmagine comunque non sono mancate, perché le esportazioni del settore alimentare, dopo la vicenda del latte adulterato, sono scese dell’11%. Le famiglie potevano essere indennizzate ciascuna con 22.000 euro, ma hanno rifiutato tranne una. Le cure per i danni renali non sono coperte dal servizio sanitario nazionale, ma i genitori vogliono giustizia. Fuori dal Palazzo di Giustizia, ove non erano ammessi e non potevano essere intervistati, si è sentito il grido: “Una morte  per una morte!”

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