La Cina fa marcia indietro: “La politica sulle nascite, i cambiamenti non sono importanti”

L’ Agenzia Xinhua News venerdì scorso sotto il titolo fuorviante, “la Cina alleggerisce la politica del figlio unico”, ha riferito che la Cina revoca il divieto di un secondo figlio, se uno dei genitori è figlio unico.

Allo stesso modo, Venerdì scorso sulle più importanti testate giornalistiche correvano titoli ottimistici come: “la Cina delle Riforme: la politica del figlio viene alleggerita”. “La Cina semplifica la politica del figlio unico.

E’ stata una oculata risposta per mitigare lo sfruttamento che si cela dietro questo piccolo cambiamento che rappresenta una riforma importante.

L’agenzia Xinhua in un altro rapporto durante il fine settimana afferma: “cambiamenti della politica sulla nascita sono un grosso problema.” In questa seconda relazione Xinhua rende noto che in una intervista fatta a Pei’an Wang, il vice direttore per lungo tempo del National Health e della Commissione di pianificazione familiare (NHFPC), dichiara:

il numero di coppie che rientrano nella nuova politica non è molto rilevante in tutto il paese.”e aggiunge;

“non vi è alcun programma unificato a livello nazionale per avviare la nuova politica, come le regioni potranno metterlo a punto in tempi diversi in base alla loro situazione locale.”

Inoltre suggerisce che; “le regioni con un numero elevato di coppie dovrebbero promuovere e adattare un intervallo di nascita ragionevole per evitare l’accumulo di nascita.”

Wang conclude affermando che; “la politica statale di base di pianificazione familiare sarà rispettata nel corso di un lungo periodo di tempo.”
Reggie Littlejohn, presidente dei diritti della donna senza frontiere, ha dichiarato, ” affermare che la Cina ha ‘rilassato’ o ‘attenuato’ la politica del figlio unico in queste circostanze è del tutto ingiustificato.

 Il rapporto di fine settimana della Xinhua rende chiaro che questa minima modifica sancisce che:

1) non coinvolgerà una grande percentuale di coppie in Cina;
2) non è attualmente oggetto di un programma unificato e adeguato per attuarla;
3) tiene saldo il temuto “intervalli tra le nascite” tra i bambini (se una donna rimane incinta prima dell’intervallo cade in prescrizione, e può essere vittima dell’ aborto forzato e di una multa);
4) non fa alcuna promessa di terminare l’esecuzione coercitiva della politica, e
5) promette di continuare la politica del figlio unico “, nel corso di un lungo periodo di tempo” – che potrebbe durare decenni “.

La Littlejohn ha proseguito: ” Notizie asserenti che la Cina ha ‘facilitato’ o ‘rilassato’ la sua politica del figlio unico sono dannose per gli impegni sinceri profusi per fermare l’aborto forzato in Cina, in quanto possono indurre a pensare che la politica del figlio unico non è più un problema.

In un mondo pieno di scarsa e sincera compassione, le persone sono sollevate nel considerare questa politica al di fuori della loro lista di cose di cui preoccuparsi.

Ma non possiamo farlo. Cerchiamo di non abbandonare le donne della Cina, che continuano ad affrontare l’aborto forzato, fino al nono mese di gravidanza.

La politica del figlio unico non ha bisogno di essere regolata. Ha bisogno di essere abolita. “

WRWF (Women’s Right Without Frontiers), 18/11/2013

English Version:
http://www.womensrightswithoutfrontiers.org/blog/?p=1408

Per ulteriori chiarimenti link AsiaNews:
http://www.asianews.it/notizie-it/Passo-indietro-sul-figlio-unico.-Le-contraddittorie-riforme-del-Terzo-Plenum-29573.html

AsiaNews link for more information:
http://www.asianews.it/news-en/As-China-relents-on-one-child-policy,-Third-Plenum’s-contradictions-show-29573.html

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