La Cina è vicina: il dragone sta per esplodere

La bolla immobiliare cinese sta già scoppiando. Si prevedono effetti molto più devastanti della crisi finanziaria legata ai mutui subprime USA.

I prezzi degli immobili in Cina negli ultimi anni sono cresciuti a ritmi vertiginosi e il Governo cinese, a più riprese, è corso ai ripari per congelare il rincaro del mattone.

Già a gennaio ha triplicato il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche, ha introdotto norme più restrittive sulle prevendite e ha reso meno facile l’accesso al credito per l’acquisto delle seconde e terze case.

Ora Pechino ha introdotto una riforma fiscale sugli immobili che prevede una tassa annuale per i proprietari.

L’obiettivo è quello di calmierare i prezzi ma nel breve periodo il risultato è stato quello di far crollare i mercati. Il calo totale della borsa di Shangai nel mese di maggio è stato del 9%, il peggior dato dall’inizio della crisi (settembre 2009).

Per il settore immobiliare si prevedono mesi difficili, e tutto il sud est asiatico è coinvolto, tramite il comparto obbligazionario in dollari, nel mercato del mattone cinese.
Intanto il 29 maggio si è registrato un evento inverosimile: 1900 operai di due stabilimenti della Honda nella provincia del Guandong hanno scioperato chiedendo condizioni di lavoro decenti e un aumento di stipendio.

Dopo aver lavorato per 12 ore al giorno e 6 giorni alla settimana questi ragazzi (la media è 20 anni) hanno costretto le due fabbriche a chiudere.

Per due giorni se n’è parlato su tutti i media nazionali, poi il silenzio: il terrore che si inneschi un effetto a catena nell’intero Paese ha spinto il Dragone all’ennesima censura.

Il modello economico cinese basato sulla sovrapproduzione e il basso costo del lavoro è in crisi.

E l’occidente vede ciò come un forte segnale di potenziale ripresa, visto che le esportazioni a prezzi competitivi dalla Cina (e l’enorme debito nazionale dei Paesi occidentali) hanno messo in ginocchio il manifatturiero europeo (Italia in prima fila) ed ora si prospetterebbe addirittura la possibilità che questo Paese diventi un mercato di sbocco per le merci occidentali.

Fonte: Blu Notizie, 5 giugno 2010

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