BIRMANIA: la chiusura del giornale Unity e le armi chimiche. Sala Baganza (Parma) “cittadinanza onoraria” ai giornalisti arrestati

Rangoon

Il giornale Unity ha chiuso la sua sede a Rangoon a causa di problemi finanziari, mentre il suo amministratore delegato e altri quattro giornalisti continuano ad affrontare le accuse dopo aver riportato della presunta esistenza armi chimiche in una fabbrica.

“Da quando sono stato arrestato, i miei familiari e gli amici hanno lottato per gestire il giornale. La gestione e le finanze sono diventate deboli, per cui il produttore ha deciso di sospenderlo fino a quando non sono fuori da questa sofferenza”, riferisce Lunedì l’amministratore delegato Tinta San, al The Irrawaddy.

Lui e altri quattro giornalisti sono stati incarcerati nella Regione di Magway dall’inizio di Febbraio, dopo che l’Unity ha pubblicato un articolo su una presunta fabbrica di armi chimiche in Pauk Township. L’articolo comprendeva delle fotografie e sosteneva che la fabbrica era stata costruita sotto il precedente regime militare su più di 3.000 ettari di terra confiscati ai contadini.

I giornalisti sono stati accusati di aver violato la Official Secrets Act e di essere entrati in una una zona riservata. In caso di condanna, potrebbero essere contattati a 14 anni di carcere.

I testimoni hanno dato la loro testimonianza finale in tribunale Lunedi. Il verdetto è atteso per il 10 Luglio.

Robert Aung San, l’avvocato che rappresenta gli imputati, ha detto che i pubblici ministeri hanno respinto le accuse e che l’azione legale è stata presa semplicemente come conseguenza al controverso articolo.

“Un funzionario dell’ufficio del presidente ha detto che gli imputati erano stati citati in giudizio perché sono entrati nei terreni della fabbrica. L’avvocato consulente per i querelanti ha negato che la causa era stata presentata perché ever scritto un articolo sulla fabbrica.

Citando le testimonianze, Robert Aung San ha fatto notare che un cartello di avvertimento di non sconfinare è stato piantato fuori dalla fabbrica solo dopo che i giornalisti sono stati arrestati.

“Pensiamo che i nostri clienti non saranno condannati per violazione di domicilio,” ha detto. “Tuttavia, dobbiamo aspettare e vedere che cosa deciderà il giudice.”

Nel frattempo, i giornalisti dell’Unity sono stati premiati con la “cittadinanza onoraria” da parte del sindaco di una piccola città nel nord Italia, Sala Baganza (Parma).

In una lettera inviata ai loro familiari,  il primo cittadino ha riferito che i giornalisti avrebbero ricevuto i certificati e che sarebbero  stati invitati a visitare l’Italia dopo la loro scarcerazione.

Lwin Lwin Myint, moglie del giornalista Lu Maw Naing, ha ricordato la lettera: “Disse che stavano facendo il loro dovere per la libertà di espressione, e che la cittadinanza onoraria era per sostenerli e promuovere la libertà di stampa nel Paese”.

Traduzione a cura di: Flavio Brilli, Laogai Research Foundation, 2/7/2014

Fonte: The Irrawaddy, 01/07/2014

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English version:

Unity journal has closed its office in Rangoon due to financial problems, as its chief executive and four other journalists continue to face charges after reporting on an alleged chemical weapons factory.

“Since I was detained, my families and friends have struggled to run the journal. The management and finances simply became weak, so the producer decided to suspend it until I’m out from these miseries,” the chief executive, Tint San, told The Irrawaddy on Monday.

He and four other journalists have been jailed in Magwe Division since early February after Unity published an article about an alleged chemical weapons factory in Pauk Township. The article included photographs and claimed the factory had been built under the former military regime on more than 3,000 acres of land confiscated from farmers.

The journalists were charged with violating the Official Secrets Act and trespassing in a restricted area. If convicted of the former charge, they could face 14 years in prison.

Witnesses gave their final testimonies in court on Monday. A verdict is expected on July 10.

Robert San Aung, the lawyer representing the defendants, said prosecutors rejected allegations that legal action was taken merely as a result of the controversial article.

“An official from the President’s Office said the accused were being sued because they trespassed on the factory compound. The consultant lawyer for the plaintiffs denied that the suit had been filed because they wrote an article about the factory,” he said.

Citing witness testimony, Robert San Aung noted that a signboard warning not to trespass was planted outside the factory only after the journalists were arrested.

“We think our clients will not be convicted of trespassing,” he said. “However, we have to wait and see what the court will decide.”

Meanwhile, the Unity journalists have been awarded with “honorary citizenship” by the mayor of a small town in northern Italy, Sala Baganza (Parma). In a letter sent to their family members, the mayor of the city said the journalists would receive certificates and would be invited to visit Italy after their release from prison.

Lwin Lwin Myint, wife of journalist Lu Maw Naing, recalled the letter. “It said they were doing their duty for freedom of expression, and that the honorary citizenship was to support them and promote press freedom in the country,” she said.

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