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La Chiesa cattolica ignora le atrocità cinesi

Il fallimento del Vaticano nel difendere i diritti religiosi in Cina, sottolineato dall’accordo sulla nomina dei vescovi nel mese di settembre, ha innescato un’imbarazzante periodo post-Natale nella Città Eterna.

Mezzi di comunicazione ufficiali della Chiesa hanno evidenziato il coinvolgimento di due bambini cinesi alla messa di mezzanotte nel Natale di Papa Francesco. Nonostante il titolo vistoso del quotidiano vaticano, il ruolo dei bambini nella messa non era insolito.

Ciò che è problematico, però, è il silenzio del Vaticano circa l’arresto, la tortura e la persecuzione di 45 giornalisti e collaboratori della rivista Bitter Winter da parte delle autorità cinesi. La rivista costantemente riporta il peggioramento di persecuzioni e torture nei confronti di cristiani, buddisti, musulmani e altri gruppi religiosi in Cina e la distruzione volontaria di proprietà religiose.

In un recente articolo sono stati pubblicati tre video che espongono il trattamento dei musulmani Uiguri nei “campi di rieducazione ” in Cina.

“Sono stati pubblicati anche documenti riservati del Partito Comunista Cinese su temi religiosi e fotografie di chiese, moschee e statue del Buddha distrutte, così come la notizia dei continui maltrattamenti dei sacerdoti cattolici dissidenti, nonostante l’accordo tra la Cina e la Santa Sede.

Alcuni giornalisti sono stati torturati, “per ottenere informazioni su chi altro abbia potuto inviare notizie e documenti. Purtroppo il giornalista che ha girato i video all’interno dei campi di rieducazione del Xinjiang è scomparso senza lasciare traccia… come è successo ad altri giornalisti in Cina”.

Il maltrattamento è stato rivelato da Sandro Magister, un vaticanista indipendente, tramite L’espresso. “I media ufficiali del Vaticano non vogliono divulgare quello che sta accadendo in Cina perché imbavagliati dall’accordo firmato il 22 settembre tra il Vaticano e Pechino”.

Tale indifferenza è in contrasto con l’impegno di Giovanni Paolo II, quando la chiesa era un baluardo contro il comunismo.

Nel mese di settembre, il cardinale Joseph Zen di Hong Kong ha criticato duramente l’accordo Vaticano-Cina definendolo “un tradimento incredibile” ed ha invitato il segretario del Vaticano di Stato, il cardinale Pietro Parolin, a dimettersi.

All’inizio di quest’anno, uno dei più stretti collaboratori del Vaticano di Francesco, il Vescovo argentino Sanchez Sorondo, ha lodato la Cina come il “miglior esecutore al mondo della dottrina sociale cattolica”.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation Italia Onlus


Fonte: The Australian.com, 31/12/2018

English article: Catholic Church ‘ignores’ Chinese atrocities [1]