La censura sul web minaccia gli affari. E in Cina monta il malcontento

Proteste contro le restrizioni alla navigazione. Ma Pechino prepara una nuova stretta.

Non è solo una questione di accesso alle informazioni. La censura cinese, universalmente ormai nota come Grande Firewall, minaccia anche gli affari. La Camera di commercio statunitense la inserisce per la prima volta negli impedimenti al mercato cinese che si trovano ad affrontare gli imprenditori americani perché «clienti e fornitori ormai spesso dipendono da internet». Sul valore commerciale della censura si era già espressa l’anno scorso la Camera di commercio europea denunciando come la Repubblica popolare aveva trasformato «internet in una intranet», una di quelle reti aziendali ad accesso ristretto, limitato o riservato per gli utenti. E che l’accesso alla rete era oramai una «tassa corporativa». Nel 2015 infatti, l’80 per cento delle aziende europee intervistate si è lamentata dell’ulteriore restringimento dell’accesso alla rete con conseguenti lungaggini nel lavoro quotidiano e nella comunicazione con le aziende madri, collocate fuori dalla Grande Muraglia.

Ma sempre più espliciti sono ormai anche gli internauti cinesi. Specie negli ultimi giorni, dopo che l’architetto della Grande muraglia digitale Fang Binxing è stato costretto ad aggirare i propri filtri censori in una conferenza pubblica. «Bloccato dal sistema che ha costruito, questo sì che è divertente» ha commentato un utente su Weibo, il twitter cinese. Il Wall Street Journal riporta tutta una serie di voci di professionisti cinesi che si lamentano delle restrizioni. «Non mi sono mai interessata di politica, ma il Grande Firewall mi ha cambiata», racconta una pubblicitaria. Non era riuscire a rispettare una scadenza perché impossibilita ad accedere alla propria mail. Ma per il governo la questione è un’altra.

La parola d’ordine è “wangluo zhuquan”, ovvero “sovranità sulla rete”. Un nuovo regolament0 all’esame in questi giorni, vieta a tutte le aziende straniere o a partecipazione straniera di pubblicare direttamente nuovi contenuti online. Ancora non è chiaro come verrà applicato ma il punto, oltre che politico, sembra essere sempre più economico. Le grandi aziende dell’It cinese prosperano in assenza di competizione, quelle piccole o appena nate faticano ad affermarsi, quelle straniere verranno strangolate dalle regole e dalla lentezza della rete nella Repubblica popolare.

La Stampa,08/04/2016

English article,Australian Business Forum:

 

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